Un mostro allo specchio

Mi guardo allo specchio e vedo un mostro. Mi vedo brutta, brufolosa, baffuta e paffuta. Ho i capelli sporchi e nessuna voglia di lavarli. Mi vedo vecchia, mi vedo senza palle ... perdente. La pancia è gonfia, ho passato la settimana ad abbuffarmi sera dopo sera, cena dopo cena. Il risultato è tutto qui: pende flaccido dal mio ventre. Mi sento un mostro. Vorrei una liposuzione per togliere quel grasso flaccido. Allenarsi? Neanche a parlarne. La pigrizia la fa da padrona.
Ho finito anche le unghie, le ho mangiate tutte. Così non ho nemmeno le mani decenti, che almeno quelle possono essere un bel biglietto da visita. E domani? Sorella pigrizia mi salirà sulle spalle per appesantirmi e incatenarmi? Non lo so, non voglio pensarci, perchè anche se ci penso poi non riesco a governare le emozioni e i desideri.
Ora di cena, mi ritrovo a cucinare, con la mente lontana molti chilometri e mi chiedo cosa farà, dove sarà. Ho quasi un attacco di gelosia! Come saranno i suoi sabati? Vuoti, tristi, cupi, oppure solari, festaioli, mondani. Forse ama stare in casa in tranquillità, con amici. O forse preferisci uscire a cena, chissà ... Mentre preparo la cena penso e immagino. Immagino la sua cucina, immagino lei che gira per casa e prepara la cena con i miei stessi gesti e probabilmente con lo stesso mio amore. Sono pensieri senza senso, senza logica. Come i sogni che animano le mie notti: insogni inquieti che si accavallano e non mi danno tregua. Un susseguirsi di situazioni, persone, avvenimenti. Lei era incinta. Era a casa mia, brutta e un po sciatta. Irrimediabilmente incinta, mentre nella mia piccola cucina, preparavo la cena per tutti.
Mi sento triste. Cerco ancora un pezzetto di unghia da torturare. Non è rimasto nulla, solo pensieri tristi e una pioggia che bagna le strade e le persone.

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