Dieta di parole
E' difficile stare a dieta, anche quando è una dieta di parole. La montagna si è portata via molte persone. Lo fa da sempre, ma quando le persone sono più vicine allora la montagna sembra più minacciosa, meno benevola. All'improvviso mi è impossibile dimenticare che quegli stessi rischi li corro anche io, ogni domenica, ogni weekend. Forse in misura minore o forse in misura maggiore!
Come ho letto da qualche parte, sui tanti commenti per questo incidente, è difficile guardare in faccia queste morti, perchè in quella faccia ci vedi la tua.Tutti a fare i galli, tutti a fare un po gli spacconi. Non vale la pena sprecare parole così. Sono proprio parole sprecate. Vanno bene per dire due stupidaggini, vanno bene per passarsi il pomeriggio e non addormentarsi sul monitor. Ma a parte questo non hanno alcun valore: sono parole vuote, non sono utili, non trasmettono niente o quasi. Avrei voglia di parlare della montagna che tradisce e che si porta via gli amici. Ma a quale scopo? Tutti quelli che vanno in montagna hanno perso amici o compagni di salita. Tutti. Tutti hanno provato questa sensazione, più o meno forte a seconda che l'amico fosse il compagno di sempre o il compagno conosciuto da poco.Tutti sono stati raggiunti da un sms, da una mail o da un topic che annunciava la disgrazia o l'incidente. Quella morsa allo stomaco e poi il vortice di pensieri: l'ultima volta che l'ho visto, l'ultimo messaggio che ci siamo scambiati. Quella salita ... quella volta al Garda ... quella volta al Battisti. Se ne vanno sempre i migliori. Sarà così?
Tanti desideri, tante smanie, per tanti weekend. mi sento all'improvviso stanca, svuotata. Sento di voler riposare, sento di dovermi fermare. Voglia di cose semplici, di godere, di stare bene, senza faticare. Non voglio fatica, non voglio sofferenza. Cosa mi succede?? La mia non è vera stanchezza fisica. E non può essere nemmeno stanchezza mentale. Forse dovrei smettere di pensare a questi incidenti,a questi morti. Dovrei tornare a pensare alla montagna con allegria, con spensieratezza e divertimento.Per adesso non ci riesco: voglio pensare al mare, al windsurf, all'abbronzatura. Non so se andrò domenica. Da un lato è l'ultima uscita, da un'altro non mi va ... di certo si parlerà di quello che è successo. Non c'e' bisogno di tante parole. Eppure anche io vorrei parlarne. Con lui che non c'e. Ho promesso una dieta di parola, una quaresima delle parole, intesa come digiuno e penitenza. Quindi silenzio, lasciamo pervada ogni ambito, ogni spazio, ogni momento di riflessione.
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