Qui il caso è nuovo
Non piangere, non ti arrabbiare, lascia che tutto il sangue arrivato al cervello in un colpo solo, ignorando la forza di gravità, torni al suo posto, nelle vene, nei muscoli, negli organi che mi tengono in vita. Lascia che il respiro riprenda, che l’aria torni nei polmoni … si insomma non morire!!
Ecco, è arrivata aria, è tornato il sangue, ora è chiara l’umiliazione. Non posso fingere, non posso ignorare questa seconda umiliazione consecutiva. E che razza di umiliazione. Io conto meno di tutto, io sono in fondo a tutto, meno della corsa, meno della scalata. Devo fare qualcosa, non dico vendicarmi, ma almeno chiarire che le prese per il culo no, quelle, gentilmente, vorrei che me le risparmiasse …
Cazzo non ci potevo credere, tutto il sangue in circolo sé confluito alla testa, avevo un caldo pazzesco, credo di essere diventata più di rossa … forse viola. Una botte terribile. Bene ora, bisogna fare qualcosa, ora basta giocare, basta fare tragedie, melodrammi, rivendicazioni: questa volta non funziona un cazzo. Qui il caso è nuovo e va gestito con strategie nuove, che al momento mi sfuggono, ma forse arriveranno, se ci penso, se mi concentro. Per una volta vorrei comportarmi come un uomo, nel senso, in amore, vorrei lasciare come lascia un uomo. Prendiamo V., lui è stato un esempio perfetto di uomo che mi ha scaricato senza dirmi un cazzo, rispondendo sempre al telefono, con cortesia, senza mai un accenno di niente, al massimo diceva che non stava bene, che doveva cercare la sua strada, un modo per stare bene … ecco sì, voglio fare esattamente come V: non dire un cazzo di niente a nessuno. Semplicemente sparire, zac!, cancellare ogni cosa, non ricordare niente. Esatto, affogare ogni ricordo, senza versare una lacrima. Smettere anche di parlarne … e comunque è sempre così.
Forse è una cosa psicologia, inizi a parlare di una cosa quando questa sta sparendo. Un po’ perché forse vorresti trattenerla e raccontarla la tiene viva nella memoria, non te la fa dimenticare … e un po’ forse perché speri che parlandone succeda ancora qualcosa, mentre la storia è già finita.
Domanda “vuoi che sparisca dalla tua vita?”
Risposta “ti amo <3”
Dovevo interpretarlo subito come un sì, non dovevo avere dubbi! Che stupida! Una mancanza di coraggio, di dire le cose come stanno, come altre volte era successo in passato. Non importa, è libero di fare quello che vuole, tanto sono una parte così infinitesimale della sua vita che può tranquillamente fare a meno di me. Lo diceva da sempre che doveva finire, lo ha sempre detto, ma uno spiraglio di speranza, che le cose potessero cambiare.
Sto delirando, me ne accordo: scrivo e cancello boiate, assurdità, frasi senza senso. Ora devo solo tentare di non incupirmi troppo, di pensare che come io, ero per lui una parte così piccola di vita, di vissuto, di condivisione … che lo stesso è lui per me: è nulla, è poco, era solo un’idea, un cuoricino sul telefono, un “ti amo” scritto ma poco sussurrato.
Cosa fa più male? La vendetta o l’indifferenza? Io credo l’indifferenza, almeno in questo caso. Reciterò tre volte il mantra. Farò finta che non sia successo niente ... non è accaduto nulla, mi ha accoltellata, sanguino, ma non sono in pericolo di morte. Sto perdendo un po' di sangue, si è solo riaperta quella brutta ferita dell'autunno scorso ("mi sembra di parlare con mia moglie"), si chiuderà di nuovo, ma non lascerò che mi accoltelli di nuovo. Mi domando solo perché non dirmelo e basta, non mi pare di essere una pazza furiosa, una piantagrane, una che ti aspetta sotto casa! Non ho mai avuto comportamenti forti, sono sempre stata buona, mansueta, rintanata nel mio angolino, attendevo il mio turno in fila, disciplinata ed educata. Basta dirlo "è un brutto periodo" oppure un gran classico, poco impegnativo e di resa sicura "prendiamoci una pausa"! Milioni di uomini vogliono prendersi una pausa, avrei capito al volo, mi sarei fatta di parte e il tempo di avrebbe aiutato. Ma umiliarmi così ... così cazzo è veramente brutto. Due umiliazioni a meno di una settimana, non importa, mando giù questo boccone amaro, ma non voglio più essere nutrita da questa mano. Devo smettere di pensarci, non devo farne una tragedia, lascio passare, scivolerà via insieme a un sacco di altra merda che è arrivata negli anni. Resta positiva, ridi, fai come se tutto andasse bene e vedrai che tutto tornerà ad andare bene.
Ecco, è arrivata aria, è tornato il sangue, ora è chiara l’umiliazione. Non posso fingere, non posso ignorare questa seconda umiliazione consecutiva. E che razza di umiliazione. Io conto meno di tutto, io sono in fondo a tutto, meno della corsa, meno della scalata. Devo fare qualcosa, non dico vendicarmi, ma almeno chiarire che le prese per il culo no, quelle, gentilmente, vorrei che me le risparmiasse …
Cazzo non ci potevo credere, tutto il sangue in circolo sé confluito alla testa, avevo un caldo pazzesco, credo di essere diventata più di rossa … forse viola. Una botte terribile. Bene ora, bisogna fare qualcosa, ora basta giocare, basta fare tragedie, melodrammi, rivendicazioni: questa volta non funziona un cazzo. Qui il caso è nuovo e va gestito con strategie nuove, che al momento mi sfuggono, ma forse arriveranno, se ci penso, se mi concentro. Per una volta vorrei comportarmi come un uomo, nel senso, in amore, vorrei lasciare come lascia un uomo. Prendiamo V., lui è stato un esempio perfetto di uomo che mi ha scaricato senza dirmi un cazzo, rispondendo sempre al telefono, con cortesia, senza mai un accenno di niente, al massimo diceva che non stava bene, che doveva cercare la sua strada, un modo per stare bene … ecco sì, voglio fare esattamente come V: non dire un cazzo di niente a nessuno. Semplicemente sparire, zac!, cancellare ogni cosa, non ricordare niente. Esatto, affogare ogni ricordo, senza versare una lacrima. Smettere anche di parlarne … e comunque è sempre così.
Forse è una cosa psicologia, inizi a parlare di una cosa quando questa sta sparendo. Un po’ perché forse vorresti trattenerla e raccontarla la tiene viva nella memoria, non te la fa dimenticare … e un po’ forse perché speri che parlandone succeda ancora qualcosa, mentre la storia è già finita.
Domanda “vuoi che sparisca dalla tua vita?”
Risposta “ti amo <3”
Dovevo interpretarlo subito come un sì, non dovevo avere dubbi! Che stupida! Una mancanza di coraggio, di dire le cose come stanno, come altre volte era successo in passato. Non importa, è libero di fare quello che vuole, tanto sono una parte così infinitesimale della sua vita che può tranquillamente fare a meno di me. Lo diceva da sempre che doveva finire, lo ha sempre detto, ma uno spiraglio di speranza, che le cose potessero cambiare.
Sto delirando, me ne accordo: scrivo e cancello boiate, assurdità, frasi senza senso. Ora devo solo tentare di non incupirmi troppo, di pensare che come io, ero per lui una parte così piccola di vita, di vissuto, di condivisione … che lo stesso è lui per me: è nulla, è poco, era solo un’idea, un cuoricino sul telefono, un “ti amo” scritto ma poco sussurrato.
Cosa fa più male? La vendetta o l’indifferenza? Io credo l’indifferenza, almeno in questo caso. Reciterò tre volte il mantra. Farò finta che non sia successo niente ... non è accaduto nulla, mi ha accoltellata, sanguino, ma non sono in pericolo di morte. Sto perdendo un po' di sangue, si è solo riaperta quella brutta ferita dell'autunno scorso ("mi sembra di parlare con mia moglie"), si chiuderà di nuovo, ma non lascerò che mi accoltelli di nuovo. Mi domando solo perché non dirmelo e basta, non mi pare di essere una pazza furiosa, una piantagrane, una che ti aspetta sotto casa! Non ho mai avuto comportamenti forti, sono sempre stata buona, mansueta, rintanata nel mio angolino, attendevo il mio turno in fila, disciplinata ed educata. Basta dirlo "è un brutto periodo" oppure un gran classico, poco impegnativo e di resa sicura "prendiamoci una pausa"! Milioni di uomini vogliono prendersi una pausa, avrei capito al volo, mi sarei fatta di parte e il tempo di avrebbe aiutato. Ma umiliarmi così ... così cazzo è veramente brutto. Due umiliazioni a meno di una settimana, non importa, mando giù questo boccone amaro, ma non voglio più essere nutrita da questa mano. Devo smettere di pensarci, non devo farne una tragedia, lascio passare, scivolerà via insieme a un sacco di altra merda che è arrivata negli anni. Resta positiva, ridi, fai come se tutto andasse bene e vedrai che tutto tornerà ad andare bene.
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