Ma dove sono le persone le normali?
Meglio sfogarsi qui che altrove. Nuove porta da chiudere, ma per sempre, non a mezza via. Poi vengono a dire a me “Non so come fai a gestire una situazione così, io impazzirei”. Punto primo: io lo faccio per mia figlia e lei ne giova! Punto secondo: si crede tanto meglio portando avanti una relazione adolescenziale quanto hanno rispettivamente 36 e 45 anni?? Sotterfugi, bugie, incontri nascosti, inviti rifiutati ed sms deliranti quali “bellissimo, dovevi assolutamente esserci!”. L’unica risposta che mi è venuto in mente è stata “ci sarei anche venuta, se solo mi avessi invitato!”. Ho taciuto, ho respirato ho fatto finta di niente non rispondendo. Se per le mail della scorsa settimana ho solo preso tempo, per digerirle e per rispondere oggi con grande serenità, con grande zen, senza rancore, con disponibilità per le cose che sono in grado di fare, per questo sms la risposta è NO. Non solo no risponderò, non solo non inviterò più lei a nessuna cosa, ma è giunta ora che anche lui, vittima di questi comportamenti adolescenziali, si svegli, capisca e decida cosa fare della sua vita!! Per l’amore del cielo, non dico si debbano lasciare, dico solo che io non voglio avere niente più che a che fare con lei e nemmeno con lui se tutto deve basarsi sul dico-non dico-te lo dico dopo-te lo dico a mezze parole. Ma andate in mòna!!! Ho già sufficienti paranoie personali da risolvere, non ci tengo a stare dietro alle vostra soap, stiamo insieme, ci frequentiamo, andiamo in vacanza insieme però non scopiamo. Fate come vi pare, io non lo voglio sapere, io non chiederò più niente, non mi sforzerò di fare l’amica, potessi crepare la prossima volta che mi viene in mente di invitarli o di fare domande. Ho finito di fare interrogatori. Che si fottano! O anche no, visto che lei ammette con grande stupore di non avere minimamente bisogno di fare sesso …
Ma le persone normali? Ma dove sono le persone le normali?
Venerdì grande soddisfazione nell’aver ricevuto in custodia una cucciola altrui. Dopo circa 3 anni, finalmente ricevo l’ordine di ritirare un’altra bambina per accudirla circa 15-20 minuti nel parco adiacente alla scuola. Sono molto fiera di questo mio inizio, questo mio primo compito, questo primo passo verso la socializzazione con altre madri, verso una organizzazione felice e condivisa con altri bambini … Mentre al parco favoleggio di possibile uscite domenicali in montagna, in bicicletta con tanto di cuccioli e risate tutt’attorno, arriva la madre, separata quindi “bisognosa”, nella quale nutrivo grandi speranze. Speranze di esaurimento nervoso! Isterica! Sua figlia la vede arrivare da lontano ed esclama “Che palle è arrivata mia madre” (anni 5). Le urla tutto e il contrario di tutto “Dai che è tardi andiamo a casa” e appena la bimba scende dalla giostra per andare la madre le dice con tono di sfida “tieni qui le chiavi se vuoi stare ancora al parco, vieni a casa da sola se sei capace …”. Razza di un’idiota di madre sclerotica, se gli urli dietro da 10 minuti di andare a casa e tua figlia molla il gioco che stava facendo, ma vattene a casa, non confonderla con 200 ordini, insulti, mortificazioni, ricatti sempre conditi da urla e strattoni.
Ignoro questo maltrattamento di minore, pur dispiacendomi molto per la figlia, non è ammesso intervenire quando una madre sgrida il proprio figlio. Nel mentre lei mi racconta del suo imminente trasloco, problemi, difficoltà, mobili economici. Un film che ho già visto e cerco di dare qualche suggerimento, badando bene a non esagerare, a non fare la sapientona e soprattutto offrendomi per tenere la cucciola, per sottrarla a quell’ulteriore stress materno! Per introdurre una nota positiva alla ns conversazione cambio argomento e chiedo “come sono andate le ferie?”. Mi tuona “Di vera Cacca!” badando che le bambine non sentano. Mi sono data dell’idiota: una donna isterica, che non sa più godere del piacere di sua figlia, come potrà mai gioire in vacanza quando la bambina la occuperà giorno e notte? Ma questo è nulla rispetto al suo racconto, a mio avviso drammatico e assolutamente prevedibile! Mi dice che frequenta uno, un divorziato, con due figlie e che hanno fatto le vacanze tutti insieme!! Prima che aprisse bocca entrando nei dettagli, avevo già immaginato la scena di lui che delega ogni attività domestica a lei, nonché la cura delle figlie, il lavaggio dei vestiti. E puntuale arriva il racconto con la frase di rito “non sono la serva di nessuno” ma seguita da altre raccapriccianti descrizione di scene di ordinaria follia, di capricci (cioè di estrema sofferenza da parte di questi poveri bambini tirati a dx e a sx senza che nessuno si curi veramente di loro) con la drammatica conclusione in frasi del tipo “Care le mia bambine, la matrigna di cenerentola mi fa un baffo a me, io sono molto peggio!” . Vorrei piangere e depenno immediatamente questa donna dalle possibili frequentazioni extra-scuola. Un’altra persone da far uscire velocemente dalla mia cerchia di amicizie. Mi domando se rimarrà qualcuno?!?!?
Per il resto le solite follie, è più facile organizzare un aperitivo o un giro di shopping, che coinvolgere qualcuno in attività ludico-sportive con i bambini. Ma così è la vita, e pur tra tante lacrime, vado avanti e resto convinta di fare l’interesse della mia cucciola. Rinuncio ad andare in montagna per partecipare ad una biciclettata: cucciola felice, entusiasta, palloncini, maglietta regalo, esibizione di mbx. La guardo mentre osserva il mondo intorno a sé: è bella, curiosa e concentrata. Inizialmente mi disturba un po' non essermi presa del tempo per me, ma a fine giornata penso che lei viene prima di tutto. Per me avrò tempo … tanto sono già vecchia e pippa, la situazione non cambierà tra 10 o 15 anni.
Tra le follie che generano l’ennesima ferita a fine giornata, c’è Rommy. Transitato tipo stella cometa la notte tra venerdì e sabato dopo grande spavento sull’impossibilità di rientrare a casa “in tempo”, non ha però mancato di farsi egregiamente i cazzi suoi (per usare un’immagine molto chiara al gentile pubblico leggente) con più attività sportive che lo hanno tenuto fuori casa dalla mattina all’alba, fino a tardo pomeriggio. Giusto in tempo per cenare verso le 21. Nel passaggio tra un’attività sportiva e l’altra, mi sono permessa di far notare come i ns incontri siano ormai ridotti a incontri notturni, della durata media compresa tra 8 e 10 ore, cosa che non genera in me grande entusiasmo. Gradirei qualche volta 8-10 ore di luce, di montagna, di scalata o di sci. Ancora il solito sesso, direbbe Max Gazzè. Mi scrive semplicemente “non capisco perché certe volte fai proprio la matta”. Eccerto, io sono matta! Ovvio! Ovvio che ci spariamo 300 km per vederci venerdì sera e ripartire sabato mattina a poco più di 150€, sospirando quanto ti manco, quanto ti voglio, quanto purtroppo deve tornare a casa, ovvio! Ovvio che deve tornare a casa sabato, così da poter ripartire domenica mattina per andare a correre, a scalare, a farsi una montagna enorme di cazzi suoi. E io … io stupida donna che un giorno lo vuole lasciare e 3 lo rincorre come fosse l’unico uomo sulla terra. Io stupida ingenua che ancora lo aspetto, che ancora organizzo abilmente incastri e spostamenti logistici (ma almeno ho intelligentemente smesso di spendere soldi miei per vederlo!!). Io donna stupida devo beccarmi anche parolacce, devo sentirmi dire della scema e della matta. Credo sia troppo. So che non era sua intenzione offendermi, infatti non mi ha offeso con le parole. Mi ha offeso con l’incapacità di immaginare la mia presenza nella sua vita sportiva, nel sentirsi autorizzato a stare lontano da casa per le sue cose, ma non per stare con me. Io capisco tutto, capisco che è più facile andare in montagna con tizio o caio, gente conosciuta, con facili riscontri, piuttosto che inventare storie per stare con me, raccontare balle su balle con il rischio di essere beccato. Io lo capisco. Per questo non ci resterei male se decidessi di chiudere. CI resto male perché invece continua ad alimentare le mie speranze! Lo so che non è in cattiva fede, ma quando con disarmante stupore mi dice “Ma davvero vorresti venire con me a NY?”. Cazzo!!! Certo che ci voglio venire, ma sei completamente imbecille???? Ecco, in questi momenti capisco che per lui non sono abbastanza importante, anzi no … non gli piaccio abbastanza. Gli uomini si dividono in due categorie soltanto: quelli che ti vogliono e quelli che non ti vogliono. Tutto il resto è una scusa. Quindi la verità è che non gli piaccio abbastanza. Peccato che io sia lucida solo un giorno al mese, tutti gli altri giorni mando in pappa il cervello e preferisco addolcirmi la vita e i pensieri con i suoi grandi buoni propositi di vederci e stare insieme.
Devo fare un mea culpa: gli ultimi 2 amori, diciamo 3 con questo, amori che credevo davvero grandi, importanti, speciali, diversi … si sono rivelati uno peggio dell’altro. Una sporca storia di sesso, un depresso inconcludente e questo che non so ancora come definirlo, se non l’ennesimo ritratto di maschio indeciso e incapace di agire. Un bel trio di storie dense, pregne dei più classici luoghi comuni sugli uomini. Bèa merda! Mi è proprio tanto difficile fare pace con il mondo, se al mondo non ci sono più personale normali.
Ma le persone normali? Ma dove sono le persone le normali?
Venerdì grande soddisfazione nell’aver ricevuto in custodia una cucciola altrui. Dopo circa 3 anni, finalmente ricevo l’ordine di ritirare un’altra bambina per accudirla circa 15-20 minuti nel parco adiacente alla scuola. Sono molto fiera di questo mio inizio, questo mio primo compito, questo primo passo verso la socializzazione con altre madri, verso una organizzazione felice e condivisa con altri bambini … Mentre al parco favoleggio di possibile uscite domenicali in montagna, in bicicletta con tanto di cuccioli e risate tutt’attorno, arriva la madre, separata quindi “bisognosa”, nella quale nutrivo grandi speranze. Speranze di esaurimento nervoso! Isterica! Sua figlia la vede arrivare da lontano ed esclama “Che palle è arrivata mia madre” (anni 5). Le urla tutto e il contrario di tutto “Dai che è tardi andiamo a casa” e appena la bimba scende dalla giostra per andare la madre le dice con tono di sfida “tieni qui le chiavi se vuoi stare ancora al parco, vieni a casa da sola se sei capace …”. Razza di un’idiota di madre sclerotica, se gli urli dietro da 10 minuti di andare a casa e tua figlia molla il gioco che stava facendo, ma vattene a casa, non confonderla con 200 ordini, insulti, mortificazioni, ricatti sempre conditi da urla e strattoni.
Ignoro questo maltrattamento di minore, pur dispiacendomi molto per la figlia, non è ammesso intervenire quando una madre sgrida il proprio figlio. Nel mentre lei mi racconta del suo imminente trasloco, problemi, difficoltà, mobili economici. Un film che ho già visto e cerco di dare qualche suggerimento, badando bene a non esagerare, a non fare la sapientona e soprattutto offrendomi per tenere la cucciola, per sottrarla a quell’ulteriore stress materno! Per introdurre una nota positiva alla ns conversazione cambio argomento e chiedo “come sono andate le ferie?”. Mi tuona “Di vera Cacca!” badando che le bambine non sentano. Mi sono data dell’idiota: una donna isterica, che non sa più godere del piacere di sua figlia, come potrà mai gioire in vacanza quando la bambina la occuperà giorno e notte? Ma questo è nulla rispetto al suo racconto, a mio avviso drammatico e assolutamente prevedibile! Mi dice che frequenta uno, un divorziato, con due figlie e che hanno fatto le vacanze tutti insieme!! Prima che aprisse bocca entrando nei dettagli, avevo già immaginato la scena di lui che delega ogni attività domestica a lei, nonché la cura delle figlie, il lavaggio dei vestiti. E puntuale arriva il racconto con la frase di rito “non sono la serva di nessuno” ma seguita da altre raccapriccianti descrizione di scene di ordinaria follia, di capricci (cioè di estrema sofferenza da parte di questi poveri bambini tirati a dx e a sx senza che nessuno si curi veramente di loro) con la drammatica conclusione in frasi del tipo “Care le mia bambine, la matrigna di cenerentola mi fa un baffo a me, io sono molto peggio!” . Vorrei piangere e depenno immediatamente questa donna dalle possibili frequentazioni extra-scuola. Un’altra persone da far uscire velocemente dalla mia cerchia di amicizie. Mi domando se rimarrà qualcuno?!?!?
Per il resto le solite follie, è più facile organizzare un aperitivo o un giro di shopping, che coinvolgere qualcuno in attività ludico-sportive con i bambini. Ma così è la vita, e pur tra tante lacrime, vado avanti e resto convinta di fare l’interesse della mia cucciola. Rinuncio ad andare in montagna per partecipare ad una biciclettata: cucciola felice, entusiasta, palloncini, maglietta regalo, esibizione di mbx. La guardo mentre osserva il mondo intorno a sé: è bella, curiosa e concentrata. Inizialmente mi disturba un po' non essermi presa del tempo per me, ma a fine giornata penso che lei viene prima di tutto. Per me avrò tempo … tanto sono già vecchia e pippa, la situazione non cambierà tra 10 o 15 anni.
Tra le follie che generano l’ennesima ferita a fine giornata, c’è Rommy. Transitato tipo stella cometa la notte tra venerdì e sabato dopo grande spavento sull’impossibilità di rientrare a casa “in tempo”, non ha però mancato di farsi egregiamente i cazzi suoi (per usare un’immagine molto chiara al gentile pubblico leggente) con più attività sportive che lo hanno tenuto fuori casa dalla mattina all’alba, fino a tardo pomeriggio. Giusto in tempo per cenare verso le 21. Nel passaggio tra un’attività sportiva e l’altra, mi sono permessa di far notare come i ns incontri siano ormai ridotti a incontri notturni, della durata media compresa tra 8 e 10 ore, cosa che non genera in me grande entusiasmo. Gradirei qualche volta 8-10 ore di luce, di montagna, di scalata o di sci. Ancora il solito sesso, direbbe Max Gazzè. Mi scrive semplicemente “non capisco perché certe volte fai proprio la matta”. Eccerto, io sono matta! Ovvio! Ovvio che ci spariamo 300 km per vederci venerdì sera e ripartire sabato mattina a poco più di 150€, sospirando quanto ti manco, quanto ti voglio, quanto purtroppo deve tornare a casa, ovvio! Ovvio che deve tornare a casa sabato, così da poter ripartire domenica mattina per andare a correre, a scalare, a farsi una montagna enorme di cazzi suoi. E io … io stupida donna che un giorno lo vuole lasciare e 3 lo rincorre come fosse l’unico uomo sulla terra. Io stupida ingenua che ancora lo aspetto, che ancora organizzo abilmente incastri e spostamenti logistici (ma almeno ho intelligentemente smesso di spendere soldi miei per vederlo!!). Io donna stupida devo beccarmi anche parolacce, devo sentirmi dire della scema e della matta. Credo sia troppo. So che non era sua intenzione offendermi, infatti non mi ha offeso con le parole. Mi ha offeso con l’incapacità di immaginare la mia presenza nella sua vita sportiva, nel sentirsi autorizzato a stare lontano da casa per le sue cose, ma non per stare con me. Io capisco tutto, capisco che è più facile andare in montagna con tizio o caio, gente conosciuta, con facili riscontri, piuttosto che inventare storie per stare con me, raccontare balle su balle con il rischio di essere beccato. Io lo capisco. Per questo non ci resterei male se decidessi di chiudere. CI resto male perché invece continua ad alimentare le mie speranze! Lo so che non è in cattiva fede, ma quando con disarmante stupore mi dice “Ma davvero vorresti venire con me a NY?”. Cazzo!!! Certo che ci voglio venire, ma sei completamente imbecille???? Ecco, in questi momenti capisco che per lui non sono abbastanza importante, anzi no … non gli piaccio abbastanza. Gli uomini si dividono in due categorie soltanto: quelli che ti vogliono e quelli che non ti vogliono. Tutto il resto è una scusa. Quindi la verità è che non gli piaccio abbastanza. Peccato che io sia lucida solo un giorno al mese, tutti gli altri giorni mando in pappa il cervello e preferisco addolcirmi la vita e i pensieri con i suoi grandi buoni propositi di vederci e stare insieme.
Devo fare un mea culpa: gli ultimi 2 amori, diciamo 3 con questo, amori che credevo davvero grandi, importanti, speciali, diversi … si sono rivelati uno peggio dell’altro. Una sporca storia di sesso, un depresso inconcludente e questo che non so ancora come definirlo, se non l’ennesimo ritratto di maschio indeciso e incapace di agire. Un bel trio di storie dense, pregne dei più classici luoghi comuni sugli uomini. Bèa merda! Mi è proprio tanto difficile fare pace con il mondo, se al mondo non ci sono più personale normali.
Commenti