La batosta (the unhappy ending)

Questa volta ho toccato il fondo. “Mi sembrano le discussioni con mia moglie, mi trovo sempre a dovermi giustificare o discolpare di qualcosa”.
Ci sono parole più dure che una aspirante amante possa sentirsi dire? Io credo di no. Semplici, chiare e amare. Non ho altro da aggiungere, non ho più parole, non vale neanche più la pena provare a strappare un sorriso. Mi sento piccola, microscopica. Mi sento la peggior donna dell’universo. Io, che cercavo sempre di essere diversa, di non cadere nei soliti errori, di offrire qualcosa di più, di fare meglio. Mi sento come se mi avesse messo una mano sul petto e mi avesse sospinto sul fondo della piscina, trattenendomi sul basso. Ho tentato di dimenarmi, di risalire, per prendere una boccata d’aria e sopravvivere ancora un po’, ma inutilmente. La sua mano ferma e decisa mi ha tenuto sul fondo, finché ormai priva di vita ho smesso di dimenarmi. Ora giaccio sul fondo di questa piscina, non ho più aria da respirare, non ho più vita. Ferma e immobile guardo il mio corpo dall’alto e mi domando come ho fatto ad uccidere tutto. Sono stata davvero così insopportabile, così terribilmente uguale a qualsiasi altra donna e moglie? Certo nell'immaginario collettivo l'amante ha un altro ruolo: a me di fare l'amore importava fino a un certo punto. Potendo sceglierei metterei spesso prima la condivisione, come per es, la montagna.
I dubbi sono infiniti e devo immediatamente smettere di pensare a quello che è successo, perché potrei uscirne pazza già stanotte!! Chissà da quanto tempo pensava quelle parole senza trovare il coraggio di dirmele. Chissà se meditava da qualche tempo di lasciarmi, di chiudere perché troppo ingombrante. Il mio corpo si sta gonfiando di acqua e affonda lentamente, pensiero dopo pensiero, paura dopo paura.
Ora che si fa? Ora si tornano a chiudere le chat, si tolgono amicizie in FB, si cerca un sostituto che non è mai sostituto finché non è il cuore a deciderlo? (quindi considerando le mie medie ne parliamo tra almeno un paio di anni!). Intanto avrei bisogno di mangiare qualcosa, possibilmente di grasso e in quantità smisurata. Poi avrei bisogno di piangere, di singhiozzare a più non posso, finché non mi addormento sfinita. Per poi ricominciare a piangere e a mangiare. Non posso vedere il suo nome con la luce verde in chat, mi spiace, non ce la faccio. Vorrei non sapere più nulla di lui e allo stesso tempo so che starò incollata tutto il tempo alla sua pagine FB. Che brutte persone siamo diventati con questi social shit! Ma questa volta ho una possibilità! Questa volta posso fare meglio! Posso chiudere con serenità, con ZEN, ringraziando per quanto ho ricevuto e cercando di concentrarmi sulle cose belle che mi rimangono, di cui godo tutti i giorni. In fondo era solo un piacere di contorno, che a volte arrivava ma molte altre non c’era. Io invece devo vivere ora e qui, inchiodata al mio presente fatto di nulla e nel nulla devo stare.
E meno male che volevo fare la sobria … è già in atto il melodramma. Viva il cambiamento: quello degli altri, perché resto sempre lì, al palo, a sbagliare storia dopo storia, uomo dopo uomo, lacrima dopo lacrime. Vorrei chiudermi in un sarcofago con il mio vestito migliore, ma anche il peggiore andrebbe bene. Mi accorgo che non riesco a respirare (anche se non sono in nessun sarcofago). Ho come un lieve affanno e se mi sforzo di respirare profondamente non riesco a trattenere la lacrime. Aveva Ragione l’Essere: io non sarò mai felice, mai nessun uomo potrà darmi tutto quello che voglio. Io sono una insoddisfatta cronica. Aveva ragione lui, mi sembra ancora di sentire la sua voce venata di rabbia scarsi contro di me, contro le mie richieste giudicate assurde. Aveva ragione, hanno ragione loro, sono io che sono sbagliata.
Mi faccio film tutti miei: chissà se sentirà più leggero a non dover sempre rispondere ai miei messaggi. Si sentirà meno incalzato, meno pressato senza le mie richieste “vieni, facciamo, ci vediamo, ci sarebbe da ….”. Credo di sì, credo si sentirà sollevato. Una moglie in meno, meno richieste da soddisfare. Chiedevo così tanto? Certo sogno sempre molto alto, ma è solo un sognare. Quel suo 100% di possibilità di non esaudire nessuna cosa insieme. Eppure maggio non è così lontano, eppure l’abbiamo fatto, la mia prima vera vacanza VISSUTA con pienezza con un uomo, nella natura. La mia vacanza perfetta, mai fatta un vacanza così con un uomo, con il mio uomo. Ci sono state vacanze perfette con gli amici, qualche volta solo con amiche, ma con un uomo no … MAI … mai così liscia, ma così in sintonia, mai così piacevole, mai con così tante cose in comune senza mai discutere.
Abbiamo discusso una sola volta … e ci siamo lasciati! Non posso ancora immaginarlo che veramente abbiamo discusso una sola volta in 2 anni e ci siamo lasciati così … senza alzare la voce, senza cercare di far valere le ns ragioni, senza cercare di convincere l’altro. Massimo rispetto per le rispettive posizioni, ma basta, ma non è possibile fare altro. Quelle parole: “Mi sembrano le discussioni con mia moglie”. Mi uccidono! Credo mi riprenderò con maggior fatica delle altre volte. Questo è un vero fallimento. Le premesse erano tutte buone, ma sono riuscita a sbagliare anche questa volta, anche con questo uomo che diveva di adorarmi e che ora mi mette alla stregua della moglie. Esistono parole più offensive per una donna? Mi vengono in mente solo riferimenti a “siamo amici” o peggio riferimenti alle madri, ma “Mi sembrano le discussioni con mia moglie” mi fa capire non ho speranza. Sono una cagazzo. Sono una donna e per tanto sono cagacazzo. Dichiaro finito il mio tentativo di essere diversa, di essere speciale, di fare il maschio. Sono assolutamente donna, per tanto rompicoglioni, piagnucolona, psicopatica, umorale, mestruata e tutto il peggio che ogni donna porta in se. Inutile volersi distinguere, tanto vale cercare di essere gnocca e sculettare a dx e sx cercando il riccone che mi mantenga. Fare come fanno tutte, perché gli uomini fanno gli uomini.
E la regola: studiarla a memoria, recitarla in lacrime, in ginocchio sui ceci, con il capo coperto da un velo e lo sguardo di penitenza negli occhi. “ Non esistono uomini spaventati, confusi, disillusi. Non esistono uomini tragicamente segnati dalle passate esperienze, bisognosi d'aiuto, bisognosi di tempo. Gli uomini si dividono in due categorie soltanto: Quelli che ti vogliono. E Quelli che non ti vogliono. Tutto il resto è una scusa.”
Ecco semplicemente la verità: io non valgo, quindi non mi vuole. E’ molto semplice e non c’e’ bisogno di fare nessuna tragedia, nessuna commedia o sceneggiata napoletana. Non gli piaccio abbastanza, non valgo così tanto da abbandonare le proprio certezze, il porto sicuro, per cosa? Per una che vuole andare in montagna? Cazzate, ecco cosa offrivo io, solo cazzate adolescenziali.
“Tieniti lontana dagli uomini sposati. Nonlasceranno la moglie per te. Meno che mai lasceranno i figli per te. E non credere alla storia dell'amica della sorella di tua cugina, appena convolata a nozze con quello divorziato. Tu non sei l'eccezione. Tu sei la regola.” Sono una fottuta regola, senza possibilità di riscatto. Più me lo ripeto, meno , forse, soffrirò, meno durerà questo lutto.
“Impara a scegliere, invece che essere scelta”. Butto il telefono nel cesso per almeno qualche giorno. Almeno questa volta vorrei tenere un po’ di dignità.

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