Prime conclusioni: Fregarmene del mondo

Il dottore mi fa bene. Non nel momento in cui sono seduta sulla poltrona e piango senza tregua. E nemmeno nel momento prima di andare, quando la testa si svuota di tutto, dove entro in un vero stato meditativo e il nulla regna sovrano … anche se a pensarci bene si sta divinamente con la testa vuota.
Io sto bene nel momento in cui apre bocca e mi da ragione. Quando mi dice che devo semplicemente fregarmene di tutto, in primis della mia famiglia che da anni “lavora” su di me con condizionamenti psicologici ai quali io cerco di ribellarmi, ecco quando mi da ragione e dice che in qualche modo io “sono giusta”, ecco alleviate le mie pene. L’inferno mentale che mi devasta si quieta, trova pace. D’un tratto non sono io la strana, quella fuori dagli schemi, ma sono quella nel giusto. Sarò anche quella fuori dagli schemi, ma solamente perché tutta la società è indirizzata a compiere azioni prive di senso e potenzialmente autolesionistiche.
Quindi? Quindi io devo decidere di restare esattamente come sono: dedita al divertimento, egoista, adolescente, sognatrice, senza limiti, fuori dagli schemi, strana. Qualsiasi altro termine mi sia stato affibbiato in questi anni … ben venga se per essere “normale” devo essere consumistica, stressata, pigra, devota ai molti Dei dei giorni nostri. Il problema è solo che non so quanto durerà questo stato di grazia, questo sentirsi “sollevata”, scusata, giustificata. Adesso sono lucida, adesso so che tanti miei problemi sono fondamentalmente dovuti al fatto che io vivo da sempre questo doppio essere, questo voler essere libera, indipendente, pensante … e il dover essere (inculcato da tutti) quello che in generale sono tutti. Io non voglio essere come gli altri, quindi devo lavorare sul fatto che io SONO e SARO sola o almeno, non avrò quel numero infinito di amici e conoscenti con cui condividere, semplicemente perché quello che voglio condividere io non interessa ad altre persone. Devo ripetermi queste parole come un mantra e se mai qualcuno tentasse nuovamente di fermarmi nella costruzione di un qualsiasi oggetto ad uso domestico, dovrò semplicemente rispondere “non sono una bambina”, “sono libera di provare” o anche non dire niente, per risparmiarsi il problema alla radice!
Mi ha sorpreso quella domanda sulla mia famiglia “le hanno mai voluto bene, bene veramente?” mi pare una domanda così ovvia … io credo di sì, certamente mi avranno voluto bene a modo loro, nel modo migliore possibile per quello che sentivano e potevano. Non mi sono mai sentita rifiutata o non voluta. “Ma il rispetto non è una forma di amore? L’hanno mai rispettata?” beh quello forse no, io ero sempre fonte di preoccupazione per loro e continuo ad esserlo anche ora. Casualmente poi non ho saputo fare di meglio che sposarmi con uno identico alla mia famiglia. Cioè se la mia famiglia ha il fucile puntato su di me, pronti a sparare ad ogni mie “cazzata”, ecco che mio marito ne ha due di fucili puntati!! Questi non hanno niente di meglio da fare che aspettare che io cada in fallo per dirmi che “loro lo sapevano”, “loro me lo avevano detto” e via con i soliti luoghi comuni su quanto io sia irresponsabile, su quanti rischi mi prendo sempre, etc etc.
Detto questo il dottore precisa: io mi sento addosso tutte queste punte di fucile, dalla famiglia e anche dalle altre persone, ma in realtà, specialmente gli amici, sono tanti abili a fregarsene di me quando li cerco per condividere, che altrettanto abilmente se ne fregano e dimenticano il mio “essere strana”. Quindi non v’è ragione per sentirsi così tanto al centro dell’attenzione. Insomma viverla più soft … e in effetti a ragione. Se non penso a me per l’amiciza, altrettanto velocemente si dimenticheranno di quello che dico o faccio. Semplice e facile. Fregarsene.
Dimmi te se devo andare da una psicologo per imparare a fregarmene del mondo e a vivere non tanto nel giusto, ma almeno nel modo che io considero sereno e rispettoso del mio modo di essere?!?! Paradosso della modernità. Ora io devo farmi forza, devo stare calma, devo tornare ai miei principi zen e andare avanti per la mia strada, fare i miei passi, non dispiacermi degli amici persi per strada, restare aperta a quello che verrà. Non prendermela se le cose non vanno come vorrei, stare calma, devo stare molto, molto calma e POSITIVA, cazzo! Devo ridere, devo fermare la testa quando si perde in pensieri del cazzo, faccio tutto da sola. Se il mondo mi ignora nel bene, lo fa anche nel male, quindi posso uscire da quel pessimismo.
Riguardo allo sport e alla dieta. Devo sforzarmi e impegnarmi. Almeno partire, fare lo sforzo iniziale anche se costa fatica, anche se mi viene il vomito, anche se preferirei morire, ma devo muovermi. Se innesto la catena di cose buone, poi altre cose buone arrivano, lo so benissimo. Uguale con lo sport e la dieta: se mi muovo di più, se mangio meglio, sto meglio e dimagrisco e fatico meno. Etcetera etcetera. Sempre i soliti discorsi. Ho davvero bisogno di sentirmeli dire da un dottore quando me li ripeto da una vita?
Nin so …

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