Grazie legno

Di poche parole è dire poco. Sono ermetica, chiusa nella mia totale mancanza di parole. Mi sta benissimo non avere parole se di pari passo smettono le lacrime. Ieri ho mandato a monte tutti i programmi, come previsto, mi sono fermata qualche momento in più in ufficio e sono filata dritto a casa. Mi sono cambiata nella stanza vuota, priva di presenze umane, restando fedele al mio mutismo. Messi due stracci ho iniziato a preparare la stanza che di lì a poco avrebbe ospitato la lavorazione del legno. Sposto, scanso, copro, sistemo. In meno di mezz’ora sono pronta ad attaccare il legno, a levigarlo con la carta vetrata, sferrando colpi sul legno, con la stessa violenza con cui mi colpisce la vita. Due ore dopo ero ancora lì, china, con un pezzo diverso di carta vetrata in mano, con la polvere sui vestiti, con i trucioli di legno sparsi per la stanza. Ero lì con i guantini da lavoro, la radio come unica compagna, ed ero abbastanza “sgombra” di pensieri in testa. A questo servono i lavori di fatica, i lavori manuali? Perché l’uomo una volta non aveva tante seghe per la testa? Perché si ammazzava di lavori pesanti e faticosi dall’alba al tramonto senza avere più energie per una sola fesseria! Ho grattato a lungo, senza cenare, fino alle 21 passate. Sono abbastanza soddisfatta, pur essendo io completamente estranea alla materia. Avrò grattato a sufficienza? Dovrei rifinire meglio, di più, con un’altra grana più fine? Non lo so, intanto sono a metà del lavoro e stasera vorrei terminare, così da poter procedere con pennellate di preparati vari per il legno. Una mano o forse dovrò darne due. Farà molto odore? Dovrò pensare di farlo sul balcone? Levigare, stasera voglio finire tutto il legno, lo voglio liscio, pulito, piacente come i pezzi fatti ieri sera. Se stasera finisco domani mi procuro la vernice e via, un passo alla volta, non compro il materiale fino allo step successivo, così se dovessi stufarmi, almeno non ho speso soldi per niente e non mi sono riempita la casa di materiale che non utilizzo. Colorare credo sia la parte più divertente del lavoro, anche se sarà notevolmente più difficile e più “sporcosa” come operazione! Alla fine con il legno non ho fatto chissà che disastro di polvere e sporco, ma con la vernice … poi mi conosco, già mi vedo ogni pennellata una goccia in terra, sul pavimento!! Intanto stasera gratto, liscio, levigo, rendo bello quel legno, lo amo già, è già la mia piccola creazione, che alla ne esca un capolavoro o meno, sarò cmq grata a quel legno che mi ha liberato la mente per diverse ore. Devo proprio dirlo: grazie legno!

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