Cosa mi da sollievo?

Se potessi soffocarmi con le mie stesse mani lo farei immediatamente!! E se potessi soffocare di cibo … bhè sarebbe la morte ideale, quella che si merita una grassa e pigra anziana come me! Oggi il nodo alla gola stringe più forte del solito, mi pare di non poter deglutire, mi pare di non poter stare senza piangere entro qualche minuti. Oggi tirano anche i pantaloni e mi sento più grassa e patetica del solito. Oggi è proprio uno di quei giorni “bassi”, quei giorno “no”, ma così no … e non sai neanche il perché. Le giornate tristi senza motivo sono quelle che fanno incazzare di più. Tutto sommato c’e’ il sole, la temperatura è fresca ma gradevole, la testa libera da impegni familiari e la possibilità di fare un allenamento stasera (solo a pensarci mi viene il vomito!!). Eppure non giro, eppure sento tanto vuoto, anche se ieri sera almeno uno dei 5 invitati è venuta da me a prendere l’aperitivo. Uno su cinque, non male dai. Che depressione, il cielo è limpido ma dentro nebbia senza vedere dove posso andare.
Oggi sarebbe un giorno perfetto per vedere il DOC, oggi sarebbe un giorno dove potrei piangere dal primo all’ultimo minuto di seduta. Altro che “è sana, non mi faccia perdere tempo”. Comunque io mi agito per nulla e agitarmi non mi aiuta, anzi non fa che ansiolinizzarmi. Devo dire che in tutto questo la cucciola mi da grande stabilità. Mi centralizza su di me, sull’essenziale. Con lei tolgo tutto il contorno che spesso è inutile. Tutto sembra più semplice, più tranquillo, più concentrato sul presente, senza futuro e senza passato. Già … vivere come bambini, non come un idiota. Vorrei scendere e mangiarmi quel pezzo di arrosto avanzato dal pranzo. Lo vorrei mangiare con due strati abbondanti di maionese e un panino alto una spanna. Poi ficcarlo tutto in bocca … e soffocare ovviamente. Questi scritti sono di una tristezza senza fine. Sono una vergogna, un insulto alla vita, un insulto anche ai miei genitori che mi hanno dato la vita. Ma io mica gliela avevo chiesta!!
Intanto medito sulla serata: infilare roba da ginnastica e presentarsi al campo di atletica? Per cosa? Per sentire il mio grasso che sballonzola ovunque? Per sentire quanto questi due mesi di inattività non abbiano che peggiorato il mio stato di salute fisica e mentale? Non ne ho voglia, mi viene da piangere solo all’idea. Sparire, correre a casa e chiudersi dentro per poi buttarsi sul letto, piangere, dormire, attendere la morte leggendo un libro. Vedere la luce che viene meno fino a dover accendere la luce, alzarsi solo per procurarsi cibo per finire il tutto ributtandosi sul letto senza neanche passare dalla doccia. Un copione ben collaudato.
Non mi va e non è solo il fatto che non mi va di fare niente (a parte mangiare e piangere) il fatto è che non ho energia. Non ho più quella energia, quella spinta iniziale che mi faccia cambiare le cose, che mi dia una direzione. Per esempio nella corsa ho una bella possibilità, potrei andare con questi, però ho mille dubbi, mille paure, mille cazzate. Vado in bagno a piangere e torno, cazzo!
Poi mi pento di “sprecare” in qualche modo questo tempo, queste possibilità di uscire (stasera addirittura una festa con possibilità di trucco e tacco alto!). Ma non è neanche che mi pento così tanto, cioè sento che vorrei, dovrei, ma sento anche che non è la cosa che mi può dare sollievo. Forse la questione è questa: cosa può darmi sollievo? Non lavorare no, l’ho capito già una decina di anni fa. Fin da giovane credevo che non lavorare fosse la soluzione a molte cose, invece no, lavorare poco è meglio. Lavorare facendo qualcosa che piace va bene, ma non avere nulla con cui riempire le giornate … alla lunga stanca, anche in caso di ricchezza. Andare in montagna non credo riesca più a darmi sollievo, lo sto mettendo ben a fuoco negli ultimi tempi. Sarà la s-forma fisica, saranno gli anni, sarà l’essere sola, qualsiasi cosa sia anche andare in montagna e fare sport mi pesa terribilmente. La montagna, una volta salita, mi regala ancora sensazioni vagamente appaganti, ma solo se condivisa con persone, in solitudine no, non mi appaga più. Lo sport, tutto, mi procura fatica e umiliazione. Quindi cosa può darmi sollievo? Gli amici? Quelli sono spariti, oh certo se sto almeno un mese o due senza dare notizie si prendono la briga di mandare una mail. L’elenco delle cose che ho desiderato considerandole “sacro Graal dello star bene” è ormai vuoto. Anno dopo anno ho spuntato tutto l’elenco ed ora non rimane nulla, se non l’amore, la famiglia. Cazzo la famiglia è un problema. La famiglia non la faccio in due minuti e soprattutto non la faccio da sola!! Ecco un altro miraggio: “starò bene quando avrò una famiglia, qualcuno con cui condividere, qualcuno con cui stare bene”. Ripenso alle dure lotte in passato, alla convivenza “carceraria” a cui ho resistito stoicamente anno dopo anno.
Interessante riflessione: Cosa mi da sollievo? Resta davvero poco, oltre ai soldi e alla salute (esattamente in questo ordine, non il contrario!) vorrei l’amore. Ma l’amore non posso averlo. Lo sport mi fa soffrire quasi di più dell’amore. Mi genera propria tanto sconforto, tanta frustrazione, perché dipende essenzialmente da me, da come non sono più (giovane, magra, allenata) da come vorrei essere, da non lo so che cazzo mi prende quando penso/desidero qualsiasi impresa sportiva e inizio immediatamente a piangere!! Quello è il nodo, quello devo capire e risolvere. Poi forse potrò mettere definitivamente la spunta sullo sport come possibile antidoto e dedicarmi all’attuazione della creazione di una famiglia come fonte di gioia e serenità. Poi prima o poi muoio anche, smettendo per sempre di dire cazzate!

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