165° Allenamento

Dati Generali
- condizioni generali prima dell'allenamento: tranquilla
- condizioni generali dopo l'allenamento: felice

Dati Specifici
- tipologio di allenamento: corsa
- velocità media: 9,3 km/h
- durata: 1:37:16
- lunghezza: 15 km
- calorie: 1299
- sensazioni finali: gambe e schiena provate

Li ho fatti e va bene. Serviva avere 15km nelle gambe e adesso li ho tutti, li sento bene nelle gambe. Però ... fatica, tanta fatica. Cioè i primi 10km sono volati: nessuna fatica, chiacchiere andanti, gambe sciolte, mente lucida. Poi intorno all'11 km il garmin non andava più avanti. Mi pareva di aver impiegato un secolo per fare 1 km, mi sentivo ferma sul posto!! i tempi dicono che ho mantenuto un tempo sopra i 6 più o meno tutto il tempo. Fatto sta che dall'11 km niente è più stato come prima e la crisi è arrivata: la mente svuotata continuava a pensare "mi fermo perchè mi sono rotta il ca**o". Cosa vuoi obiettare a un pensiero del genere?? niente, non puoi obiettare niente, perchè quando è stufo, è semplicemente stufo. Al 13° km è intervenuto il mio trattorino motivatore: "non puoi fermarti perchè a piedi non arriviamo più a casa, ci raffrediamo e ci ammaliamo. Avanti!!". Così strisciando e arrancando sono arrivata al 14° km e mi pareva di correre da un mese. Ma possibili i primi 10km senza un pensiero, gli ultimi 3 kg sputando l'anima? Ho stretto i denti, il culo, la schiena, ero un'unico fascio di muscoli contratto e rigido e appena il numero 15 è comparso sul Garmin ho mollato le gambe e ho pensato "ma vaffanc**o!!".
Ho ripreso fiato ma non il controllo delle gambe che andavano un po dove gli pareva. Specialmente le ginocchia era doloranti, poi anche l'interno coscia un po rigidino, cmq non stavo malaccio perchè avevo anche la mente lucida per pensare. E pensavo a quando mi raccontava delle partenze il venerdì dopo l'ufficio per andare in Vallè. Arrivo in piena notte e via la salita in notturna, con le frontali. E mentre arrancava al freddo, nella salita, meditava esausto "Ma chi me lo ha fatto fare??". E immaginava se fosse rimasto a casa. Avrebbe invitato a cena un'amica, l'avrebbe portata a ballare fino a tardi. Poi rientrando avrebbero fatto l'amore, almeno un paio di volte, fino al mattino, per poi addormentarsi insieme coccolandosi. Invece no, invece aveva scelto di fare quella maledetta salita e invece che starsene a letto a fare l'amore, erano le 4 di mattina e stava al freddo in un ghiacciaio. Mille volte ho desiderato essere quella ragazza. Mille e ancora mille volte. Il problema è che l'ho desiderato da subito, dalla prima volta che me lo ha raccontato. Senza conoscerlo, senza sapere niente di lui. L'istinto .... oggi pensavo a tutto questo, finiti i miei 15 km.
Pensavo che vorrei invitarlo a cena. Senza dire quando, dove, ma solo invitarlo perchè ne ho voglia, perchè sappia che vorrei uscire a cena con lui. E vorrei mi rispondesse "Va bene" senza dire dove e quando. Mi basterebbe sapere che anche lui lo desidera. Stasera è dura, è più dura del solito. E' venerdì la gente esce, sta in giro, si diverte. Infatti sono sola. Meglio così, sto bene anche da sola, ma ho voglia di parlare ... è giunto il momento di chiacchierare? di chiedere due parole? Non lo so. non so se il mio è solo orgoglio, paura del rifiuto, oppure è prendere atto della situazione, delle richieste pendenti. Non lo so. So che ho voglia dichiacchierare, di stare allegra, di sognare qualcosa di bello senza pensare che non lo realizzerò. Non importa, mi accontento di accarezzare un'idea, una serata da condividere, un salita da fare insieme. Chiedo solo di sognare insieme.

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