cambi d'umore in pochi attimi
Sono bastati pochi attimi. Pochi attimi fa ero di umore medio-buono. Avevo aspettative egregie sul weekend, sulla possibilità di andare in montagna, di farmi una sgambata. Magari senza figliame appresso. Sola. Ero già mentalizzata a una partenza all'alba con rientro rapido per pranzo, per non indispettire troppo gli inquilini della casa. Nel pomeriggio c'e' una festicciola: contavo di bere, di alzare un po il gomito. Tanto grassa lo sono, almeno che mi alcolizzo un po visto che ho liberato la tetta.
Poche parole, tirate fuori con le unghie. Sono bastate poche parole per sgretolare le mie modeste ambizioni di un weekend di leggerezza. Ad aggravare il dispiacere e la rassegnazione di questo fallimento, si aggiunge la presenza lontana ma presente di chi ha chiesto di essere lasciato tranquillo.
Adesso ci sono due possibilità, due possibili valvole di sfogo .... diciamo 3, ma la terza è l'unica che nuoce alla mia salute. Perchè devo rimetterci sempre io? Allora la prima possibilità è che mi incazzo, inizio ad alzare i toni della discussione e mi prendo il mio spazio per domani. Questo potrebbe voler dire andare in montagna domani, magari godere del panorama, dell'aria fresca, della fronte sudata, per poi rientrare tra mura gelide e spurgare l'intero weekend, forse anche l'intera settimana. NE vale la pena? Non è che riesco a fare chissà che giro e sono sola. Fosse almeno un giro di due giorni in compagnia, o il piacere di provare una ferrata o una via. E' un modesto giro a piedi da pagare in giornate di silenzio. Non lo so. Certo che anche in silenzio di sta bene ....
La seconda possibiità è che attacco pezza. Attacco pezza anche se non sono la benvenuta. Non solo invado il terreno dove mi è stato vietato l'accesso, ma rompo pure le palle ... così ... tanto per fare, tanto per vuotare un po il sacco, per togliermi una serie di sassi dallo scarpone da montagna. Perchè sempre reprimere? Sempre essere obbedienti? A cosa porta? A niente! Un fico secco di niente. Allora dico quello che ho da dire e vediamo cosa succede. Mi batte il cuore all'impazzata solo a questo pensiero a quest'idea di liberarmi delle parole che sento come mattoni da mesi. Mi illudo all'idea di trovare un paradiso ad accogliermi e non il cacciatore con il fucile che mi ha scacciao l'ultima volta. Rischi? Certo. Intanto rischio il due di picche, rischio un chiaro rifiuto, un saluto alla FV. Ma soprattutto rischio di stare male ... io. Rischio quel briciolo di equilibrio che mi sforzo di trovare ogni mattina alzandomi dal letto. Posso finire in paradiso o posso bruciare all'inferno. Ho voglia di bruciare all'inferno?ne ho voglia stasera?
Managgia non resisto, detesto le tentazioni, non so resistere. E' lì a portata di mano il mio paradiso, una pausa dal quotidiano che può farmi volare altissima o farmi precipitare per schianatrmi al suolo. Non voglio schiantarmi al suolo. Devo farmi la domanda che sopisce ogni pensiero stupido e irrazionale: "ti ha cercato? Perchè non ti cerca?". Sìììì lo ha fatto!! Lo ha fatto lui l'altro giorno, ha fatto un passo. Adesso forse tocca a me?
Neanche il tempo di domandarlo che ho lanciato il mio amo. Ci provo. Stasera ho bisogno di consolarmi un po. Qualche mazzata l'ho già presa e tanto peggio non credo posso andare. Tentiamo la fortuna ...
Poche parole, tirate fuori con le unghie. Sono bastate poche parole per sgretolare le mie modeste ambizioni di un weekend di leggerezza. Ad aggravare il dispiacere e la rassegnazione di questo fallimento, si aggiunge la presenza lontana ma presente di chi ha chiesto di essere lasciato tranquillo.
Adesso ci sono due possibilità, due possibili valvole di sfogo .... diciamo 3, ma la terza è l'unica che nuoce alla mia salute. Perchè devo rimetterci sempre io? Allora la prima possibilità è che mi incazzo, inizio ad alzare i toni della discussione e mi prendo il mio spazio per domani. Questo potrebbe voler dire andare in montagna domani, magari godere del panorama, dell'aria fresca, della fronte sudata, per poi rientrare tra mura gelide e spurgare l'intero weekend, forse anche l'intera settimana. NE vale la pena? Non è che riesco a fare chissà che giro e sono sola. Fosse almeno un giro di due giorni in compagnia, o il piacere di provare una ferrata o una via. E' un modesto giro a piedi da pagare in giornate di silenzio. Non lo so. Certo che anche in silenzio di sta bene ....
La seconda possibiità è che attacco pezza. Attacco pezza anche se non sono la benvenuta. Non solo invado il terreno dove mi è stato vietato l'accesso, ma rompo pure le palle ... così ... tanto per fare, tanto per vuotare un po il sacco, per togliermi una serie di sassi dallo scarpone da montagna. Perchè sempre reprimere? Sempre essere obbedienti? A cosa porta? A niente! Un fico secco di niente. Allora dico quello che ho da dire e vediamo cosa succede. Mi batte il cuore all'impazzata solo a questo pensiero a quest'idea di liberarmi delle parole che sento come mattoni da mesi. Mi illudo all'idea di trovare un paradiso ad accogliermi e non il cacciatore con il fucile che mi ha scacciao l'ultima volta. Rischi? Certo. Intanto rischio il due di picche, rischio un chiaro rifiuto, un saluto alla FV. Ma soprattutto rischio di stare male ... io. Rischio quel briciolo di equilibrio che mi sforzo di trovare ogni mattina alzandomi dal letto. Posso finire in paradiso o posso bruciare all'inferno. Ho voglia di bruciare all'inferno?ne ho voglia stasera?
Managgia non resisto, detesto le tentazioni, non so resistere. E' lì a portata di mano il mio paradiso, una pausa dal quotidiano che può farmi volare altissima o farmi precipitare per schianatrmi al suolo. Non voglio schiantarmi al suolo. Devo farmi la domanda che sopisce ogni pensiero stupido e irrazionale: "ti ha cercato? Perchè non ti cerca?". Sìììì lo ha fatto!! Lo ha fatto lui l'altro giorno, ha fatto un passo. Adesso forse tocca a me?
Neanche il tempo di domandarlo che ho lanciato il mio amo. Ci provo. Stasera ho bisogno di consolarmi un po. Qualche mazzata l'ho già presa e tanto peggio non credo posso andare. Tentiamo la fortuna ...
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