e paradiso è la mia memoria
Mi sono fatta piccola, più piccola che potevo. Ho abbassato la voce, ho smesso di urlare ed è arrivato il silenzio. All'inizio mi ha dato calma, tranquillità, quasi liberazione. Adesso questo silenzio si è già trasformato in malinconia, in ricerca del ricordo. Leggo e rileggo quelle parole: quelle infuocate come quelle pacate. Alcuni passaggi li ho riletti troppe volte ... e paradiso è la mia memoria! Mi immergo in quel paradiso di ricordi, sensazioni, emozioni. Mi ci tuffo sperando di riviverli, di trattene ancora un po i brividi.
Il rumore della tastiera sul pc è la triste realtà. E' quello che rimane, quello contro cui combattere. Piango, non riesco a trattenere le lacrime. E' una fine pacata, ma pur sempre fine. Tra qualche mese forse un contatto di cortesia "tutto bene?". Magari parleremo del tempo, dei progressi in motagna. Finiremo anche per vederci, il tempo di un caffè. In preda all'imbarazzo, distanti mille anni luce dai tempi del reciproco desiderio, non saremo capaci di guardarci negli occhi. Così spariranno anche i messaggi di cortesia, sparirà tutto, spariremo anche noi, forse. !uello che eravamo è già sparito.
Ancora due lacrime, ancora un F5 nella speranza di non so cosa. Vorrei buttare via questa droga, questo essere che sembra annullare le distanze, ma le distanze ci sono, sono reali e possono essere strazianti. Pensi di aver tutto nella mani ma non hai in mano un bel niente. Solitudine. Ecco cosa possa stringere. La solitudine mi accompagnerà per non so quanto. Ci sono ma sono nascosta. Tutti mi possono trovare, ma sono a loro volta nascosti. Ha senso tutto questo? F5 e aspettiamo un segno che mostri quello che è nascosto. E' una malattia, non ha altro nome un comportamento simile. E quando avrò ricevuto questo segni di presenza? Saprò che c'e', saprò che ci sono, ma non siamo un bel niente, non siamo nulla!! Siamo vittime della nostra ombra, del voler esserci senza mostrarsi.
Mi rendo sempre più conto che la primavera e l'estate non sono più le stagione che aspettavo e vivevo con piacere. Ricordo il rosario per le vie del quartiere a maggio. La scuola era quasi finita, la sera si poteva uscire, giubotti leggeri. Poi giugno, i tornei estivi di calcetto, le feste con i concerti e la musica. La lotta con le zanzare. L'estate non è più tutto questo. L'estate è diventata solo caldo, notti insonni in una stanza che sembra un forno, svogliatezza, amici in ferie e niente da fare. L'estate è diventata la stagione della pigrizia, la stagione dove tendo ad ingrassare e non ho voglia di muovermi. Il meteo è spesso brutto. L'estate è solitudine. Molto più dell'inverno dove c'e' voglia di trovarsi, di mangiare e bere in compagnia. L'inverno è la neve, lo sci, la fatica seguita dal riposo. Non posso volere l'inverno. Tutti adorano l'estate .... io non ho nemmeno cambiato i vestiti nell'armadio tanto desidero spogliarmi. Se potessi scegliere una stagione, sceglierei la stagione dell'amore. La vivrei con grande emozione, con passione, con l'acceleratore premuto al massimo. Vorrei bestemmiare. Vorrei fumare. Vorrei perdere la testa per qualcosa di bello, perchè così perderò la testa ma per l'apatia e l'insoddisfazione.
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