Ripetere ad libitum

Sfinita è la parola giusta. Dei tira e molla, delle incomprensioni, delle umiliazioni.
Sono sfinita ma mi sono cercata da sola tutta questa fatica e ancora non la abbandono.
Ieri sera mi è partita una chiamata da vera cretina. Non si collegava da tanto … pensavo dormisse .. pensavo che non avesse fatto in tempo neanche a suonare e che non mi avrebbe risposto. Invece ha scritto subito. Primo dolore. E io poi l’ho anche chiamato per procurarmi il secondo dolore.
Che poi non avevo niente da dirgli tra l’altro. Stavo lì zitta e lui chiedeva: “stai male?”
No, non sto male (gli ho risposto). Sto malissimo ma non per lui … sto malissimo per me, per quello che non riesco a fare, per la abitudini che non cambio, per i cambiamenti che non faccio, per gli errori che ripeto. Sto male per me, sono delusa di me. Lui cosa vuoi mai, è fuori da così tanto tempo. Siamo così lontani e io stesso non sono veramente io quando sono con lui. Sono una versione misurata e servizievole, non sono la me entusiasta, febbricitante e scoppiettante. Sono sedata, eppure lo cerco, cerco il mio posto accanto a un uomo potenzialmente e mortalmente noioso, con cui condivido poche cose, ma che desidero comunque, ostinatamente e razionalmente, credo di poter funzionare con lui.
“Soffri?”
No, non soffro, sono oltre la sofferenza, sono nel disagio cronico, ma la risposta è stata di nuovo “no, non soffro”.
“Sei da sola, senza figlia?”
Sì, sono sola e senza figlia e lui avrà pensato che fosse per quello che mi facevo viva, perché ero sola e triste, non gli ho detto che ero di rientro da una stellata pazzesca, da un neve ghiacciata e da un’aria fredda ma non gelida. Non gli ho detto che bella serata avevo passato. Io distorgo lui, lui distorce me. Comunque non funzioniamo, non so perché ma non funzioniamo e non so perché mi ostino a pensare che invece possiamo funzionare!
Poi iniziamo subito a discutere, lui che mi chiama per nome con la voce quasi disperata e io che mi sento morire per la pesantezza che riverso su di lui, io che vorrei le cose facili, che vorrei stare bene, leggera, sono un macigno che lo affossa da giugno.
Da giugno dice che mi ripete che non è innamorato di me. Gli chiedo di dirmelo ancora “non sono innamorato di te ma ti voglio bene”. E’ l’uomo che più di ogni altro mi ha detto a parole quanto tenga a me, ma nei fatti non è stato tra quelli più prodigo di attenzioni e cure.
“Vuoi dormire da me?”
No, cioè non lo so, non ci avevo pensato, non so neanche perché ti ho chiamato, in effetti la chiamata era partita per sbaglio, potevo chiuderla lì invece che richiamare.
Certo dormire insieme, abbracciati mi piace.
“Ma poi ci stai male”
Dormo abbracciata a cucchiaio a un sacco di uomini e non si sto male.
“Ma io non sono gli altri uomini, io per te sono diverso”
Giusto e sbagliato.
Giusto, tu non sei gli altri, tu sei quello che vuol fare l’amico ma non è capace, lui, come io (colpe sempre a metà). Sei quello che dice “se hai bisogno ci sono” ma poi sparisce se va al cinema con “amici” e si giustifica dicendo che non siamo fidanzati e quindi non siamo tenuti a dirci tutto quello che facciamo. Non sei tenuto, ma scrivo a qualsiasi amico “tutto bene?”, non ci mette due giorni a rispondere, magari scrive “ok, ti scrivo quando posso” e la finisce lì. Comunque non possiamo fare gli amiconi come con Miao o I. o Milano. Almeno non adesso o almeno non con questa penuria di attenzioni. E di nuovo giusto che ti sei diverso: dei miei altri uomini non ho mai dubbi su quanta stima e desiderio abbiano di me. Io per loro non sono una fidanzata, non sono la loro donna, ma io ho ruolo mio, importante. Gli altri mi cercano, mi sanno far ridere, mi coccolano e pensa che sono anche meno presenti di te, fisicamente. Ma io non sono mai gelosa delle loro donne, perché io so di poter contare sulle loro attenzioni, sul loro desiderio di stare con me, di sentirmi. Loro mi vogliono bene, non me lo dicono spesso come te, ma lo sento. Da te no.
E arriviamo a sbagliato.
Sbagliato che sei diverso dagli altri. Sei una mia delusione come tutti gli altri uomini. Mia … sia chiaro, non tua. Io sono rimasta delusa, io ti metto nel capitolo delle relazioni sbagliate nelle quali ho preservato procurandomi enorme sofferenze. In questo sei proprio uguale gli altri.
“Ci vediamo domani”
Sì. Anche se non ho nitente da dirti, anche se non mi interessa vederti, anche se so che non voglio vederti mai più e che ti voglio fuori dalla mia vita, comunque, inspiegabilmente, irrazionalmente, ti dico SI. Masochismo puro, forse, non ho altre spiegazioni. Ti dico sì anche se non ho voglia di fare l’amore, anche se non ho più scuse per ignorare il suo “non sono innamorato” e non ho neanche più scuse per ignorare il fatto che gli piaccia un’altra, anche se lui nega, anche se dice che non c’è niente. Non c’è niente perché da parte di lei non c’è interesse, ma da parte di lui sì e questo spero mi basti finalmente per chiudere tutto.
RECAP
Non è innamorato di me.
E’ interessato a un altra.
Non ha quell'attenzione alle persone che mi piace dare ma che gradisco ricevere.
Non abbiamo argomenti comuni.
Ripetere ad libitum

Ed ora godiamoci il 2020 e rendiamolo meraviglioso.
Vado in pace.

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