Ho dormito ancora con lui

Stanotte ho dormito ancora con lui.
Ho perso il conto delle notti e mi sto abituando ad averlo accanto, sono più rilassata. Ricordo le prime notti nella casa in montagna, non respiravo, mi trasformavo in una tavola rigida sdraiata al suo fianco. Non lo toccavo, se mi abbracciava stavo scomoda, ma non volevo muovermi, mi si incancrenivano mani, spalle, collo. Però non mi spostavo fino a quando prendeva sonno. Allora lentamente mi allontanavo da lui e inizio il mio kebab: gira, rigira, un fianco, l’altro. Mi rigiravo con scatti veloci, che facevano saltare il letto. Un perenne senso di colpa per paura di disturbarlo e svegliarlo. Notti in apnea seguite da silenziose pipì in bagno e gonfiori di pancia che non sfogavo neanche in bagno. Parola d'ordine: trattenersi e scivolare in casa senza disturbare. E poi mai mostrarsi nuda, sempre a controllare allo specchio capelli, il gonfiore degli occhi al risveglio … neanche fossi sto pezzo di figa e lui stesse con me solo per quello (Tato&tata docet).
Ora ho imparato tanto: cerco subito una posizione in cui stare comoda, a prescindere dal fatto che lui mi sia vicino o meno. Io voglio stare comoda, possiamo stare anche appena distanti, basta un piede, una mano, una coscia vicina. Lo accarezzo dolcemente nella notte e lui fa lo stesso con me. Ci cerchiamo ma senza disturbarci … credo abbia imparato anche lui. Ho imparato anche a fare il kebab con meno vigore, con meno foga. Mi rigiro ma delicatamente, con calma, senza far sobbalzare il materasso. Lo faccio silenziosamente, sia per lui, che per me, per non svegliarmi troppo, per rimanere in un dolce dormiveglia che spero mi riconduca presto al sonno. Ho imparato a vestirmi davanti a lui senza vergogna, a farmi vedere nuda, per come sono. A fare il bagno senza paura della pancia, della cellulite. Ogni volta che mi dice che sono bella un seracco di insicurezza crolla fragorosamente. Ho imparato a fare in bagno le cose e i rumori che si fanno in bagno. E’ lecito.
Inizio ad apprezzare i piumoni separati: inconcepibile fino a due estati fa, evidente segno di distanza notturna.
“Ti piacciono i piumoni separati solo perché non vai d’accordo con tua moglie”
Cazzata … quando avrò una relazione vera e seria, comprerò due piumini separati. Varrà più di mille ‘ti amo’, ‘ti voglio’, ‘fidanziamoci’. I piumini separati sono per sempre.
Ieri Emmelle ha detto a sua moglie che ha una relazione. Un po’ perché i figli mi nominano e quindi preferisce anticipare eventuali voci o supposizioni. Un po’ perché spera che lei di decida a firmare l’accordo prima di giugno.
Ovviamente la 'me' spaventata gli aveva detto “Noooo, non dire niente!!” ma invece glielo ha detto.
La 'm'e spaventata continuava a ripetergli anche “Cosa spendi 1000€ al mese di casa in affitto? Hai tenuto duro per 15 anni, tieni duro ancora per un po’!”
Invece quando ci siamo presi una pausa e lui ha smesso di ascoltare le mie stronzate, si è preso una casa in affitto e siamo arrivati a dove siamo ora. Per merito suo, dei suoi passi in avanti. Molto più decisi dei miei. Anche io sono in cammino sul mio percorso di passaggio da relazioni virtuali a vita reale … anche io ho mosso i miei passi, ho versato le mie lacrime, ho vomitato stronzate. Troppe stronzate, pensavo di sapere tutto e lui mi smonta un pezzo alla volta, mese dopo mese smonta le mie convinzioni basate sul nulla, le mie certezze raccontate e plasmate per non farmi soffrire. Tutto crolla, tutto cambia, tutto diventa reale, condiviso, esce dalla mia testa. La mia testa ha deformato tante idee, convinzioni, lui mi riconnette.
Lui potrebbe non esserci tra un mese e io potrei tornare sola. Se dovesse capitare sarà più dura delle altre volte. Non basterà cancellare le foto, il numero in rubrica e strappare i biglietti aerei o del treno. Non basterà, perché questa volta non c'è distanza tra noi, c'è vicinanza e condivisione. E non ho intenzione di restituire ogni regalo, ogni cosa che mi ricordi lui. Dovrò imparare questo: ha fare pace con il passato, a non cancellare tutto per credere che non sia mai esistito. Questa volta è reale, lui c’è, nelle cose che faccio, nella casa che ho abitato. Lui potrebbe andare via, ma lascerà le cose belle che abbiamo vissuto, i cambiamenti che ho fatto. Lui potrà andare via, ma resterò io con il cammino fatto insieme a lui. Diversa dalla me di prima, senza di lui.
Sono felice di essere in cammino e sono grata di essere in cammino con lui.
Ed ora aspettiamo il giorno NO, per vomitare merda come nella migliore tradizione degli emotivi del cazzo.

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