Perché è reciproco

Non scrivo per paura. Non scrivo perché sto bene e se sono abituata a rileggermi quando sto male (e a goderne anche un po’ nel rivivere la merda), non sempre tollero le parole belle, d’amore.
Ho appena scritto questa cosa terribile, di quanto mi sia più facile e d’abitudine rileggere la merda che vomito, che non le parole d’amore. Tanto per cominciare bene
Comunque sto bene. Ci siamo visti 5 volte su 6 giorni. Ogni volta abbiamo fatto l’amore. E che amore.
Un amore proprio bello, un sesso piacevole, naturale, spontaneo, appagante, “svuotante”. Addormentarsi nudi, sfiniti, abbracciati, incollati uno all’altro. Lui che ha sostituito il campionario di frasi di merda con parole d’amore. Io che ad ogni parola mi rilasso, mi tranquillizzo, mi dico che abbiamo qualche possibilità, che stiamo bene insieme e possiamo trovare un modo per andare avanti. Non son così sicura che dureremo ma come dice Dan Savage nella sua rubrica sull'Internazionale:
"Una relazione non deve per forza finire con uno dei due in una bara, perché la si possa considerare riuscita"

Per cui me ne fotto e vado avanti. E ieri sera sono stata felice di averlo mandato con i suoi amici quando ventilava la possibilità di vederci ancora. E io sono stata felice di andare al cinema, di piangere liberamente, di sentirmi brutta e cattiva davanti al buonismo di Beth, di sentirmi indomita e recalcitrante davanti alle convenzioni come Jo. Mi sono sentita bene, il film è stato bello, il cinema è bello se solo riuscissi ad andarci più spesso!!
Poi è successo quello che poteva accadere senza che ne avessi veramente desiderio o bisogno: ci siamo sentiti, il cinema era vicino a casa sua, io rientravo, lui rientrava, “Passi da me?”, “Passo da te”. Ci passo e ne sono felice, mi sciolgo subito nel tuo abbraccio e ci ripromettiamo di non cercare niente, solo una coccola e due chiacchiere e tu che dici “Mi mancherai domani sera che sono da solo in albergo”, io che ti bacio, tu che rispondi al bacio come ci eravamo detti di non fare. Le mani, la bocca, le provocazioni, le risate, la tensione dell’eros intervallata a pause di carezze blande.
Mi piaci, ti piaccio, sentiamo tutto, viviamo tutto. Finalmente non abbiamo più paure: io di non piacerti, di non essere abbastanza, tu di illudermi o di tenermi lontana. La paura adesso è veramente lontana da noi. Siamo liberi, io mi sento libera, tu ti senti libero. E’ bello, va bene così, un giorno alla volta e va bene se poi sono 5 giorni di seguito, va bene se mi dici che stai bene, se mi chiedi perché non ci siamo dedicati così prima. Me lo chiedi, me lo chiedo, ce lo chiediamo e poi diciamo di pensare solo ad adesso, un giorno alla volta.
Ti chiedo “perché è così bello”
Mi rispondi “perché è reciproco”

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