Quella merda di approvazione

E’ sempre quella ricerca di merda di approvazione.
Questi giorni Emmelle non era neanche così sicuro che ci sarebbe stato. La sola presenza aleatoria di lui nella mia vita, mi era sufficiente per tranquillizzarmi che sì ... in fondo qualcun lo avevo anche io. Un punto di riferimento minimo, aleatorio e inaffidabile ma c’era. Anche io avevo qualcuno “vicino”.
Questi giorni è sicuro che Emmelle non ci sarà. E’ fatto super certo e consolidato. Sulla carta non cambia molto rispetto a prima, ma dentro è come se tutto crollasse. Cosa vedo in un uomo assente che mi dà una sensazione di pienezza? È ancora per quel cazzo di motivo infantile per cui mi padre era via, lontano, ma io sapevo che c’era e quindi facevo la brava bambina?? Mi dico: superala!! Mi dico: era mille anni fa, sono adulta, non voglio vivere tutta la vita un rapporto con gli uomini come quello che NON c’è stato con mio padre!!
Prendo atto di questa cosa: Emmelle non c’era, fino all'ultimo non vi erano mai certezze, eppure quelle deboli speranze bastavano a farmi stare tranquilla, come sedata. Le ansie di dover riempire tutto, quel senso di solitudine totale, di vuoto perenne nella mia vita, in qualche modo tutto diminuiva, tutto sembrava più sopportabile, c’era speranza. Ecco sì, c’era speranza: di una serata a due, di un momento romantico, di una condivisione diversa dalle mille che faccio con gli amici.
Emmelle era profondamente diverso da me. Più intelligente, di cultura, titolo di scuola superiore al mio, carriera lavorativa da manager. Molto diversi, resta sempre il dubbio che avrei finito per annoiarmi con lui, ma sinceramente uno uguale a me non lo vorrei proprio. Uno come Miao o Milano, uno con i miei stessi identici interessi, con le mie stesse ansie, paure, smanie di protagonismo, problemi di autostima … ecco NO, cazzo no! Ci sono già io di emotiva, di instabile, di creative, di sognatrice. Meglio uno normale, uno pacato, uno che pensa a lavorare, uno razionale. Noioso ma razionale, non un emotivo del cazzo in perenne luna!
Quindi cosa cambia sapere che Emmelle non ci sarà rispetto a prima che comunque non c’era? Perché la speranza che ogni tanto ci fosse mi tiene così “viva”? Perché in fondo averlo come comparsa e non come vero compagno, mi dava anche tempo di organizzare, fare, girovagare? Perché tutto diventava comunque bello e piacevole, anche dire “Mentre tu non c’eri guarda cosa ho fatto”? Come a dire sempre “Guarda come la mia vita va avanti senza di te”. Ma allora perché avevo bisogno di tenerlo vicino? Perché mi dava così sicurezza? Perché ora mi sento più sola di prima quando sulla carta non ho niente in meno di prima?

Commenti

Post popolari in questo blog

Day 16

Arringa finale con CNV

Riprendere a fare le cose da sola