Turbolenze mattutine

Questo maledetto mal di schiena mi preoccupa. La rabbia accumulata la scorsa settimana non se ne va, resta lì, latente. Inizio anche ad avvertire la frustrazione da “Romeo”. Non ci vediamo da metà dicembre e l’unica proposta che riesce a raffazzonare è tristemente impossibile. Bisogna vedere se il coach deciderà di fare la gara, se lui potrà andare, se la family deciderà di non andare. Aggiungiamo tutte le incognite logistiche, treno, auto, spostamenti, cena alle 19.30, pernotto … il tutto in funzione del fatto che domenica ci sarà la garetta: una maratona in montagna con 2000 mt di dislivello! Io mi guarderei bene da passare una notte brava di spritz e sesso! Ha un senso tutto questo? Io non credo.
Devo curarmi, devo lasciare andare tutte queste cose, la rabbia, la frustrazione, il desiderare qualcosa che non posso. Devo tornare al qui, devo restare tra le cose che posso fare, devo coltivare pensieri buoni senza distrazioni. Devo leggere, ridere … come cazzo faccio a ridere che vorrei solo piangere? Quel senso di sconforto cosmico, di mosca bianca, di inutile lotta contro i mulini a vento … vorrei piangere, vorrei unicamente arrendermi, dire “fate di me quello che vi pare, mi presto a tutto”. Riempita mia figlia di carne, sedatela di televisione, instupiditela con cazzate. Risparmiatemi i “ti amo” privi di senso, di concretezza, privi di progettualità! Coerenza, vi prego, vi supplico!!!
Possibile che io, l’anticristo, desidero sposarmi! Lo desidero ogni sera, prima di andare a letto. Desidero l’incontro con la persona giusta, con la persona “facile” con cui fare cose, con cui vivere in semplicità, in coerenza e in consapevolezza. Cazzo parlo sempre più come Oshio. Comunque sì, desidero questa grande tranquillità, questa gioia condivisa e sogno una unione vera, coerente, semplice. Un gesto d’impegno, già … perché nella vita bisogna impegnarsi, bisogna avere consapevolezza.
Meglio chiudere queste turbolenze mattutine. Solo fino a venerdì ero così felice! Ma è proprio questo il problema della felicità: dipende da altri, non dipende da me. Come arriva, così se ne riparte, senza che io possa farci niente. Per questo devo cercare la gioia, la beatitudine, per questo devo coltivare (e non ricercare) quelo stato di quiete, di grazia, di piacere, di silenzio. E’ un incubo! Ne uscirò sicuramente pazza.
Ho voglia di silenzio, ho voglia di fare l'amore. Ho voglia di un abbraccio che da sola non so darmi.

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