Puro scazzo

Se ieri era depressione mista a malinconia, oggi è scazzo puro. Puro fastidio verso tutto e verso tutti. Verso la routine, verso gli essere umani imbecilli e fastidiosi come il mio dirimpettaio. Costui ha già utilizzato un numero sufficiente di parole inutili da farmi girare le cojons. Neanche il tempo di lamentarmi di costui che, a ruota, arriva l'altro genio della lampada a farmi gli auguri. Di cosa?? siamo all'8 gennaio, possiamo archiviare, bruciare e dimenticare queste feste? Mi sforzo di stringergli forte la mano, quasi a dare quel po' di calore che a parole proprio non mi esce. Mi guarda. Silenzio. Lo guardo. Silenzio. Prego perché si rintani velocemente nel suo ufficio, invece attacca con un "allora come sono andate le ferie? tutto bene?". vorrei urlargli "siii cazzo, sono andate benissimo e se ti levi dalla palle potrò prolungare il mio stato di benessere di qualche ora!!". Ovviamente mi trattengo, capisco che oggi sono veramente scazzata ed è solo per mia colpa, mia grandissima colpa.
Respira, respira e cerca di rallentare tutti i pensieri brutti, le cattiverie, tutta la rabbia che ti frulla per la testa. Resta calma, non serve a niente, sono solo arrabbiata con me stessa, perché per un breve periodo di equilibrio, di serenità, subito ripiombo nella confusione, nel malessere, nel disagio. Ora andrò a rileggermi le pagine prima delle feste, quando in quello stato di grazia mi bastavo e mi bastava la mia vita, con le cose belle che la popolano: la cucciola, pochi amici ma buoni, cene.
Cosa succede? perché non è durato neanche stavolta? Dopo questa abbuffata di vita è dura tornare al silenzio, al vuoto, alla quiete. Ma non si può vivere sempre sulla cresta dell'onda. Ringrazia per ciò che hai avuto, ringrazia perché è stato bello, è stato tanto di più di molte altre persone che sono rimaste a casa, magari da sole, magare malate. Io ho avuto, devo essere felice, devo restare calma, concentrarmi su di me, mettermi a dieta, curare l'alimentazione e fare movimento. E' indispensabile che io mi muova di più, per il mio benessere fisico ma anche soprattutto psichico.
Non ho altre parole se non "che palle!" o nella variante "che due maroni", il cui concetto è praticamente identico! Devo avere una faccia da funerale. Me ne sto gobba, seduta sulla sedia come potrebbe stare un sacco di farina sistemato alla bene e meglio su una sedia a rotelle, giusto che non cada a terra. Che in fondo ho anche la forma di un sacco informa di farina. Lo sguardo fisso sul monitor, le mani che scrivono veloci, il telefono che suona ma lo ignoro.

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