Meno male che c'e' E
So che oggi sarà una giornata lunga e "scrivosa". Già da qualche giorno avevo il desiderio di fissare idee e sensazioni, specialmente per il mio fumetto (ammesso di trovare un disegnatore).
Non sono più così contratta e seria. Il viso si è disteso, ho riso e continuo leggermente a ridere. E' entrata E. come una furia, a raccontare tutte le sue ferie. All'inizio ascoltavo con fastidio le sue sciate quotidiane alternando pista a fondo, le sue camminate sui Monti Lessini con le ciaspole, con questo amico, con il rifugista bono (perché io non incontro mai rifugisti boni? Sarà che non frequento rifugi?). All'inizio ascoltavo con invidia, con rabbia. La guardavo così dimagrita, tonica, felice e piena di buoni propositi, di corsi da fare, di vacanze avventurose. Mentre lei parlava ho smesso di essere invidiosa, sono semplicemente stata contagiata dalla sua felicità e mi sono sentita molto felice per lei. Forse in fondo non sono una persona così cattiva, forse di fronte a persone che io considero "pure" non riesco a essere invidiosa, posso solo essere felice per loro e per quanto di bello la vita gli regala.
Mi ha davvero risollevato il morale, anche raccontare le ferie, mi ha in qualche modo ricordato quanto bene sono stata, quanto sole caldo mi abbia scaldato le ossa. Non riuscirò a fare neanche un terzo delle cose che farà lei, ma le persone non mi sicurano solo sulla base delle attività fatte o non fatte.
Era proprio bella, raggiante, felice, curiosa, piena di aspettative. Mi ha fatto tanto piacere la sua visita, i suoi racconti, le sue speranze per questo anno che inizia ... sento i lineamenti del mio viso più rilassati, più distesi.
Le ho scritto una mail con un semplice "grazie". Sono sempre avara nei ringraziamenti, avrei potuto mettere "grazie per avermi scaldato il cuore" oppure "grazie per avermi risollevato la giornata". C'erano mille altre parole o modi per dire grazie ... ma io sono avara.
Vediamo tra quanto mi esplode la nuova vena "scrivosa"??
Non sono più così contratta e seria. Il viso si è disteso, ho riso e continuo leggermente a ridere. E' entrata E. come una furia, a raccontare tutte le sue ferie. All'inizio ascoltavo con fastidio le sue sciate quotidiane alternando pista a fondo, le sue camminate sui Monti Lessini con le ciaspole, con questo amico, con il rifugista bono (perché io non incontro mai rifugisti boni? Sarà che non frequento rifugi?). All'inizio ascoltavo con invidia, con rabbia. La guardavo così dimagrita, tonica, felice e piena di buoni propositi, di corsi da fare, di vacanze avventurose. Mentre lei parlava ho smesso di essere invidiosa, sono semplicemente stata contagiata dalla sua felicità e mi sono sentita molto felice per lei. Forse in fondo non sono una persona così cattiva, forse di fronte a persone che io considero "pure" non riesco a essere invidiosa, posso solo essere felice per loro e per quanto di bello la vita gli regala.
Mi ha davvero risollevato il morale, anche raccontare le ferie, mi ha in qualche modo ricordato quanto bene sono stata, quanto sole caldo mi abbia scaldato le ossa. Non riuscirò a fare neanche un terzo delle cose che farà lei, ma le persone non mi sicurano solo sulla base delle attività fatte o non fatte.
Era proprio bella, raggiante, felice, curiosa, piena di aspettative. Mi ha fatto tanto piacere la sua visita, i suoi racconti, le sue speranze per questo anno che inizia ... sento i lineamenti del mio viso più rilassati, più distesi.
Le ho scritto una mail con un semplice "grazie". Sono sempre avara nei ringraziamenti, avrei potuto mettere "grazie per avermi scaldato il cuore" oppure "grazie per avermi risollevato la giornata". C'erano mille altre parole o modi per dire grazie ... ma io sono avara.
Vediamo tra quanto mi esplode la nuova vena "scrivosa"??
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