Ceneri disperse

Mi sarei voluta uccidere all’istante ingoiando il telefono. Ho inscenato una mini commedia napoletana, reclamando l’assenza di messaggi, telefonate, cenni di vita. E nel momento in cu mi ha detto “Ho disperso le ceneri di mio pare in vetta, viaggiando di notte, salendo il sentiero all’alba” … ecco in quel momento non sapevo se piangere o se uccidermi. Mi sono sentita tutto: stupida, cretina, idiota, invadente, sciocca, superficiale. TUTTO!
Credo di essere sprofondata, credo di essermi polverizzata io stessa, come incenerita da un fulmine, senza che nessuno avesse la premura di cospargere le mie ceneri su qualche vetta! “Non volevo dirtelo, non so perché … Volevo salire con la sicurezza di non incontrare nessuno, per questo ho viaggiato fino alle 3 di mattina, ho dormito un’oretta e poi su per la direttissima quasi di corsa. Avrei dovuto dirtelo e basta. Sei arrabbiata?” Sì cazzo, certo che sono arrabbiata: con me stessa e con la mia miopia, con il mio ego-centrismo, con la mia idiozia! Sono arrabbiata da morire perché sono una imbecille patentata … e perché lui è un essere meraviglioso.

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