Tu quoque, Brute, fili mi!
Le vendette e le ripicche vorrei lasciarle ad altre persone, specialmente ad altre donne. Però lo stesso mi girano verticosamente i cojoni (per dirla chiara). Già perché è pur vero che l’uomo può fare una sola cosa alla volta, ma che quella cosa riguardi sempre e solo lui, bhe questo è egoista oltre ogni ragionevole misura!
Quindi va bene che si prenda del tempo sé, va bene se libero da impegni si organizza una sera, due sere, tre sere, va bene anche quattro sere, ma che non trovi più il tempo in 2 gg di telefonarmi, l’incazzo sorge spontaneo. Esticazzi!! Esaurito il budget parolacce dell’intera giornata e sono solo le 9 di mattina. Dicevo che considero troppo astenersi per 2 gg da messaggi e telefonate in nome prima della corsa, poi della mtb, poi della montagna. Non so se sono io ad esagerare o se posso ancora aspirare a una telefonata sottratta dai “Ritagli di tempo familiare”. Cazzo un uomo solo, libero, senza famiglia, non si prende il “lusso” di una lunga telefonata notturna all’amichetta di turno? No, è inutile sfasciarsi la testa: uomini e donne sono cazzutamente diversi. E basta parolacce, santo cielo! Una lei avrebbe speso ogni energia, pensiero, minuto per vedere lui, per stare con lui, per telefonare a lui o almeno fare qualcosa per lui, che a lui avrebbe fatto comodo, smuovendo i cieli e la terra. Un lui? Un lui va a correre, poi scala, poi si prende un giorno di ferie (dopo che una lei ne ha elemosinati almeno 100) e si fa egregiamente i cazzi suoi, liquidandoti con un “ti chiamo dopo”. Oltre al danno la beffa. E caro il mio signore, si vada a fottere. Anche io posso chiamarti dopo … dopo l’eternità. Anche io posso egregiamente farmi gli affari miei, senza bramare sempre con quel telefono in mano. Mi costa fatica, ma posso farlo, anzi dovrei farlo perché mi farebbe bene! Ecco la vendetta, ecco la ripicca. Ma L’uomo maschio non coglie, non sa cogliere se non con tempi biblici. E cmq non capisce, non capirà mai, nessun uomo potrà avere tanta acutezza e sensibilità, gay esclusi. Per il lui il fatto non sussiste, sono solo fantasie femminili seguite spesso da un “ti devono venire?” Sì, cazzo, mi devono venire e se ti avessi di fronte ti scuoierei vivo!! Se ti avessi qui ti tagliere le palle per farti perdere sangue e ti metterei un enorme Lines Idea (che non si capisce qualche sia l’idea?!?!?) nelle mutande e ti manderei in giro così, con quel coso tra le gambe che appena sarà pieno e gonfio, strariperà imbrattandoti di sangue mutande e pantaloni. Dovrai girare così tutto il giorno, sporco e maleodorante, mentre copiosamente perdi sangue dalle palle. E comunque sì … mi devono venire. Donne iene, uomini stronzi. Nei secoli dei secoli.
Sfogo finito, torno placidamente a martoriare i brufoli che copiosi, affollano il mio viso, annunciando sempre l’arrivo delle medesime menzionate in precedenza. Li torturo fino a sanguinare cercando di non pensare ad altro. Zen. Meditazione con brufoli.
Vorrei correre in magazzino a prendere quella legna che dovrebbe trasformarsi in divano. E’ una sfida? No è una necessita dovuta dal fatto che l’idea è carina e che i divani normali costano troppo e non mi entusiasmano. 500€ per un banalissimo divano che devo aspettare almeno 2-3 mesi per riceverlo, che non so come trasportare o che posso pagare perché mi venga trasportato. Vantaggi? Avere un divano simil fico che potrei dover spostare tra 6 mesi. Non mi va. Ho recuperato i pallet, e all’inizio delle mie serate libere, intorno alle 21-21.30, prenderò un chilometro quadrato di carta vetrata a grana grossa e mi metterò a carteggiare ogni singolo mancale. Spero di trovare serenità in questa attività manuale, in questa occupazione serale. Mi immagino in tuta da lavoro, impugnando una smerigliatrice (che non ho neanche idea di come sia fatta), mascherina sul viso e nuvola di polvere ovunque. Immagino la puzza di cementite e vernice, la lotta con i cuscini e i materassi foderati che non mi si infilano. Immagino le mie fatiche senza avere una immagine chiara del risultato finale, ipotizzando un abbandono precoce dei lavori dovuto alla mia totale negligenza nonché mancanza di manualità. Cercherò di fare le cose easy: per esempio valuterò se fare una seduta bassa utilizzando un solo pallet invece che due (dimezzando subito il lavoro). E anche lo schienale, potrei non farlo, compensando con un largo e comodo schienale di gommapiuma. Insomma, se cerco di non complicarmi troppo la vita, forse ci arrivo in fondo. E intanto per radio passano la nuova promozione di Poltrone e Sofà: divantetto piccolo, viola pallido, linee semplici e vagamente tristi. Meno di duecento euro … chissà cosa spenderò io, ma non è questo il punto: il punto è fare qualcosa per me, per la mia casa, farlo con le mie mani, come lo “splendido” risultato del regalo a M&M! Cosa fatte per se, per il gusto di farle. Se farà schifo potrò sempre buttare via tutto … compresa me stessa e la mia vita. Ma in quale bidone dovrei lanciarmi? Nell’umido o nel residuo?
Quindi va bene che si prenda del tempo sé, va bene se libero da impegni si organizza una sera, due sere, tre sere, va bene anche quattro sere, ma che non trovi più il tempo in 2 gg di telefonarmi, l’incazzo sorge spontaneo. Esticazzi!! Esaurito il budget parolacce dell’intera giornata e sono solo le 9 di mattina. Dicevo che considero troppo astenersi per 2 gg da messaggi e telefonate in nome prima della corsa, poi della mtb, poi della montagna. Non so se sono io ad esagerare o se posso ancora aspirare a una telefonata sottratta dai “Ritagli di tempo familiare”. Cazzo un uomo solo, libero, senza famiglia, non si prende il “lusso” di una lunga telefonata notturna all’amichetta di turno? No, è inutile sfasciarsi la testa: uomini e donne sono cazzutamente diversi. E basta parolacce, santo cielo! Una lei avrebbe speso ogni energia, pensiero, minuto per vedere lui, per stare con lui, per telefonare a lui o almeno fare qualcosa per lui, che a lui avrebbe fatto comodo, smuovendo i cieli e la terra. Un lui? Un lui va a correre, poi scala, poi si prende un giorno di ferie (dopo che una lei ne ha elemosinati almeno 100) e si fa egregiamente i cazzi suoi, liquidandoti con un “ti chiamo dopo”. Oltre al danno la beffa. E caro il mio signore, si vada a fottere. Anche io posso chiamarti dopo … dopo l’eternità. Anche io posso egregiamente farmi gli affari miei, senza bramare sempre con quel telefono in mano. Mi costa fatica, ma posso farlo, anzi dovrei farlo perché mi farebbe bene! Ecco la vendetta, ecco la ripicca. Ma L’uomo maschio non coglie, non sa cogliere se non con tempi biblici. E cmq non capisce, non capirà mai, nessun uomo potrà avere tanta acutezza e sensibilità, gay esclusi. Per il lui il fatto non sussiste, sono solo fantasie femminili seguite spesso da un “ti devono venire?” Sì, cazzo, mi devono venire e se ti avessi di fronte ti scuoierei vivo!! Se ti avessi qui ti tagliere le palle per farti perdere sangue e ti metterei un enorme Lines Idea (che non si capisce qualche sia l’idea?!?!?) nelle mutande e ti manderei in giro così, con quel coso tra le gambe che appena sarà pieno e gonfio, strariperà imbrattandoti di sangue mutande e pantaloni. Dovrai girare così tutto il giorno, sporco e maleodorante, mentre copiosamente perdi sangue dalle palle. E comunque sì … mi devono venire. Donne iene, uomini stronzi. Nei secoli dei secoli.
Sfogo finito, torno placidamente a martoriare i brufoli che copiosi, affollano il mio viso, annunciando sempre l’arrivo delle medesime menzionate in precedenza. Li torturo fino a sanguinare cercando di non pensare ad altro. Zen. Meditazione con brufoli.
Vorrei correre in magazzino a prendere quella legna che dovrebbe trasformarsi in divano. E’ una sfida? No è una necessita dovuta dal fatto che l’idea è carina e che i divani normali costano troppo e non mi entusiasmano. 500€ per un banalissimo divano che devo aspettare almeno 2-3 mesi per riceverlo, che non so come trasportare o che posso pagare perché mi venga trasportato. Vantaggi? Avere un divano simil fico che potrei dover spostare tra 6 mesi. Non mi va. Ho recuperato i pallet, e all’inizio delle mie serate libere, intorno alle 21-21.30, prenderò un chilometro quadrato di carta vetrata a grana grossa e mi metterò a carteggiare ogni singolo mancale. Spero di trovare serenità in questa attività manuale, in questa occupazione serale. Mi immagino in tuta da lavoro, impugnando una smerigliatrice (che non ho neanche idea di come sia fatta), mascherina sul viso e nuvola di polvere ovunque. Immagino la puzza di cementite e vernice, la lotta con i cuscini e i materassi foderati che non mi si infilano. Immagino le mie fatiche senza avere una immagine chiara del risultato finale, ipotizzando un abbandono precoce dei lavori dovuto alla mia totale negligenza nonché mancanza di manualità. Cercherò di fare le cose easy: per esempio valuterò se fare una seduta bassa utilizzando un solo pallet invece che due (dimezzando subito il lavoro). E anche lo schienale, potrei non farlo, compensando con un largo e comodo schienale di gommapiuma. Insomma, se cerco di non complicarmi troppo la vita, forse ci arrivo in fondo. E intanto per radio passano la nuova promozione di Poltrone e Sofà: divantetto piccolo, viola pallido, linee semplici e vagamente tristi. Meno di duecento euro … chissà cosa spenderò io, ma non è questo il punto: il punto è fare qualcosa per me, per la mia casa, farlo con le mie mani, come lo “splendido” risultato del regalo a M&M! Cosa fatte per se, per il gusto di farle. Se farà schifo potrò sempre buttare via tutto … compresa me stessa e la mia vita. Ma in quale bidone dovrei lanciarmi? Nell’umido o nel residuo?
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