Venerdì di alti e bassi
Weekend molto bello, ancora tutto da metabolizzare. Venerdì piacevole serata "salva esaurimento"!
Sono partita sola da casa, un po triste e parecchio arrabbiata. Poi quell'incontro casuale, proprio con la persona giusta. E all'improvviso non ero più sola, c'erano facce note, voci conosciute da poco. Non ero neanche più triste. Ero una appassionata che parlava con altri appassionati. Eravamo un gruppo di appasionati che avevano 7 ore di tempo per dormire prima dell'ennesima levataccia per andare a sciare. Gli argomenti in comune si sprecano: corsa, montagna, foto ... persino auto. Non ci sono dubbi nemmeno su quello! E' questo il bello dell'andare in montagna. Dopo un po ritrovi facce conosciute in tante occasioni e non c'e' più tempo per sentirsi soli e tristi.
Eccomi rientrare a casa, emozionate, con la testa lontana, in una città lontana. Anche se ci pensavo sopra da un paio di giorni, un saluto, magari breve. Avevo pensato di scrivergli venerdì sera , poi ho detto no, meglio sabato mattina. Poi ieri sera ho pensato "lascia perdere".
Alla fine stamattina è partito un sintentico "stai bene?". L'ho scritto un po d'istinto ... senza il contorno di circostanza tipicamente femminile e tendente al "menante". Gli uomini in fondo sono semplici. La risposta quasi immediata "certamente. e tu?" Allora gli scritto che stavo bene, che venerdì sono andata a sentire S che a lui piace tanto e che mi è scappato un pensiero a lui.
Nessuna risposta ... il silenzio ... e meno male che non gli ho scritto che mi sentivo terribilmente triste!!! Avevo litigato in casa per tutta la settimana e per vicende banali. Avevo bighellonato tutti i giorni lavorativi, entrando alle 8 e aspettando le 17. Non avevo trovato nessuno che avesse voglia di venire con me alla serata di S .... sono arrivata al teatro, mi sono seduta e a momenti piangevo.
E in quel momento mi è mancato da morire ... bhe questo non gliel'ho scritto ... e meno male.
Sono partita sola da casa, un po triste e parecchio arrabbiata. Poi quell'incontro casuale, proprio con la persona giusta. E all'improvviso non ero più sola, c'erano facce note, voci conosciute da poco. Non ero neanche più triste. Ero una appassionata che parlava con altri appassionati. Eravamo un gruppo di appasionati che avevano 7 ore di tempo per dormire prima dell'ennesima levataccia per andare a sciare. Gli argomenti in comune si sprecano: corsa, montagna, foto ... persino auto. Non ci sono dubbi nemmeno su quello! E' questo il bello dell'andare in montagna. Dopo un po ritrovi facce conosciute in tante occasioni e non c'e' più tempo per sentirsi soli e tristi.
Eccomi rientrare a casa, emozionate, con la testa lontana, in una città lontana. Anche se ci pensavo sopra da un paio di giorni, un saluto, magari breve. Avevo pensato di scrivergli venerdì sera , poi ho detto no, meglio sabato mattina. Poi ieri sera ho pensato "lascia perdere".
Alla fine stamattina è partito un sintentico "stai bene?". L'ho scritto un po d'istinto ... senza il contorno di circostanza tipicamente femminile e tendente al "menante". Gli uomini in fondo sono semplici. La risposta quasi immediata "certamente. e tu?" Allora gli scritto che stavo bene, che venerdì sono andata a sentire S che a lui piace tanto e che mi è scappato un pensiero a lui.
Nessuna risposta ... il silenzio ... e meno male che non gli ho scritto che mi sentivo terribilmente triste!!! Avevo litigato in casa per tutta la settimana e per vicende banali. Avevo bighellonato tutti i giorni lavorativi, entrando alle 8 e aspettando le 17. Non avevo trovato nessuno che avesse voglia di venire con me alla serata di S .... sono arrivata al teatro, mi sono seduta e a momenti piangevo.
E in quel momento mi è mancato da morire ... bhe questo non gliel'ho scritto ... e meno male.
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