Non mi piaccio.

Sono troppo, sono di nuovo troppo: per Emmelle, per il cibo, per le cose che voglio fare.
Per il cibo neanche a dirlo … mangio-mangio-mangio. Non riesco ad identificare il segnale. In ufficio è relativamente semplice: sono annoiata, mi serve una pausa, mi alzo e provo a bere un tè caldo o vado dai fumatori a fare due chiacchiere. Più o meno funziona, magari non tutti i giorni, ma un 80% di volte riesco a controllarmi (Escluse torte appena sfornate dalla home Chef!). Tipo ieri sera, era tutto ok, colloquio andato bene, corso andato super, rientro a piedi con un bel freddo telefonando a Emmelle, tutto perfetto. Non ho fame, ho mangiato a sufficienza a merenda e ho comunque un minestrone se dovesse servire, invece? Invece un cazzo, scaldo il pane, prima con robiola, poi robiola e salsa di pomodoro, poi solo salsa di pomodoro, poi finisco il pane laugen, allora mi butto sul semmel, poi sul pane tramezzino. Passo al dolce, strati alti 1 cm di nutella. Finisce il pane tramezzino, mi lancio su un vecchissimo pacchetto di crackers. FANCULO. Non ho altre parole. Non riconosco il segnale, ero felice si o no? Non avevo bisogno di mangiare?!? Quale routine positiva poteva innescare? Una tisana calda? Fiondarmi a letto con il pc per fare inglese? Riproverò, ancora e ancora, fanculo se riproverò!
Per Emmelle. Anche qui sono troppo, prendiamo ieri: l’ho chiamato post colloquio. Bene, ok. Gli ho mandato una foto della corsa, ha risposto, bene ok. Poi gli mando altre 2 foto della corsa?? Non bastava la prima?? Tanto le mie foto sono tutte belle, ne basta una, non serve un intero album … Mi manda lui una foto, bene, ok. Basta così … bastava rispondere, bastava un pollicione ma io? Io lo chiamo, PD, lo chiamo per la seconda volta che manco una cozza attaccata ai maroni!! E me ne sto rendendo anche conto che non è che ieri sera avessi così voglia di sentirlo era proprio, solo, una routine del cazzo, che so che lui è in auto e possiamo chiacchierare, come potevo chiamare I. o Miao o la biscotta o qualsiasi altro essere sul pianeta terra. Invece no, invece “strabordo”, invado, lo chiamo una seconda volta, per la modica durata di 50 minuti. Andrebbe ancora benino così, lui che mi ringrazia per avergli tenuto compagnia, io che mi butto sul cibo dalla felicità (PD). Mi scrive anche quando è arrivato, con la buona notte e io??? Io puttana di quella troia eva gli mando l’ennesima foto di cui non gliene fotterà un beato cazzo, una foto del mio imperdibile pigiama Primark con gufi e pinguini. Comunque ride, manda cuori, risponde alle 23.30 quando mi ha dato la buona notte alle 21.00. non è più l’Emmelle che conoscevo io, quello stremato che andava a letto alle 21 e pareva non avesse mai vissuto una sola notte oltre le 22.00. Adesso ci sta sveglio, forse qualcuna lo tiene sveglio e non sono io, o almeno io non ne sono stata capace. Io ormai sono fuori, nonostante messaggi, saluti, foto, chiamate, IO SONO FUORI, non è con me che vuole stare e io dovrei riprendere il codice del silenzio.
Quindi stamattina mi sveglio e non mi sogno proprio di farmi viva dopo tutta l’invadenza del giorno prima, io non mi farò viva, io devo stare lontana, più starò lontana più mi sgancerò emotivamente da lui, più tornerò a concentrarmi su di me (tipo dormendo meglio e non come stanotte sveglia alle 4 con la testa piena di pensieri di merda che frullavano alimentando una centrale elettrica). Io devo fare codice del silenzio … trillo di notifica, è lui con il buongiorno e una foto winter version del suo paesino tedeschio. Bene, bello, bravo, mi pensa (forse, che cazzo ne sai, smettila di farti seghe mentali) basterebbe così, non servirebbe neanche rispondere, magari giusto ricambiare il buongiorno e basta, non serve niente, solo il silenzio, solo lo spazio vuoto da creare tra noi per poi decidere se si sta meglio insieme o no, ci serve spazio vuoto e silenzio.
Invece io? Invece io, che sono una entusiasta testa di cazzo, che ho appena finito di mandare in stampa le foto dell’albero della felicità, questa nuova ideona di minchia tanto per non far sentire a tutto il mondo quanto mi sento sola e piccola fiammiferaia, glielo scrivo. E non solo gli scrivo che ho appena mandato in stampa le foto per l’albero ( a cui lui risponde gentilmente con un pollicione di “frega un cazzo”) ma allego ennesimo foto screenshot estratto da mio FB dove il nome non è così “invisibile” (della serie se vuoi mi puoi trovare, PD!) dove gli faccio sapere che è possibile passare da casa mia a prendersi una foto di noi due, perché è ovvio che ci sarà una foto di noi due se gli manda questa cosa …
Penso al Coniglio, al tizio che ha conosciuto, a quanto la pressa. Mi sento uguale. Lui non ha risposto, magari ha solo iniziato a lavorare o magari si sente di nuovo il guinzaglio al collo e io che tiro con messaggi subliminali “vieni da meeee, passa da meeeee durante le feste, ti voglio vicino per le festeeee”.
Mi sento di merda. Mi sento come una affamata di amore, di attenzione, come una alla perenne ricerca di consenso, di stima. A volte mi domando se queste cose le faccio per me e le faccio solo per “apparire”, per farmi notare con qualcosa di diverso. Farei prima a girare con un cartello appeso “ho una autostima di merda, qualsiasi complimento è gradito”.
Ha fatto bene a non rispondere, non lo avrei fatto manco io se avessi uno che NON voglio frequentare, che NON mi interessa più e mi sta attaccato come un gatto ai maroni con foto, ricordini, pensierini “dolci” quando forse (e dico forse) l’unico vago e remoto interesse per me rimane di natura sessuale e solamente se stimolato da me. Altrimenti neanche quello.
Ma le leggi le parole che scrivi? Ti rendi conto di quanto siano sbagliate, contorte, irrazionali? Ma vorrai fare qualcosa per uscire da queste spirali suicide?
Per l’amore del cielo: ingoia il telefono fino a domani!

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