Fare blaun

Stasera ho voglia di fare blaun.
Da inglese, dalla psyco, da tutto. Stasera ho voglia di lui, di un giovedì come gli altri, quando la serata era libera, quando l’attesa era bella, quando l’abbraccio era assicurato e spesso anche oltre. Ho voglia di scrivergli, di chiedergli a che ora passerà da Brixen, se ha voglia di una sauna. Non l’abbiamo mai fatta insieme, ma ho voglia di chiederglielo, di provarci di nuovo. E’ solo colpa del fatto che da qualche giorno ho ripreso a farmi film idilliaci con lui. Ho ripreso come un automa, la cena nel suo residence, una sciata insieme, lui che viene alla mia festa di compleanno. Milioni di cazzate hanno ripreso a frullarmi nel cervello distaccandomi dalla realtà.
Segnale: mi sento sola. Routine: mi faccio film immaginari con persone che non mi vogliono e mando messaggi. Gratificazione: NESSUNA perché alla fine mi danno due di picche, ma risponde al mio bisogno di non sentirmi sola.
E intanto ho scritto, porca merda. E intanto calcolo orari, possibilità, incroci. Fotogrammi mentali si susseguono con scene romantiche. E intanto le endorfine si rilasciano, mi sento rilassata, ho lanciato il mio messaggio di speranza verso l’altro sesso, la mia routine è consolidata, lo schema non è cambiato neanche questa volta. La testa si rilassa, i pensieri si diradano, tutto è possibile finché non riceverò risposta certa. E’ questa la mia gratificazione: l’attesa?!?
Che poi è sempre colpa dell’ormone, dell’ovulazione. Avere un ex fidanzato con cui ti divertivi a letto, a meno di 1 km di distanza, rende l’ovulazione un periodo veramente drammatico!! Poi ci mancava pure mia madre che per cercare i guanti dice di aver frugato “in tutte le scatole che hai nell’armadio”. Peccato che in una di quelle scatole ci sia il mio cazzo di gomma rosa con cui mi diverto. Giusto l’altra sera dopo averlo utilizzato e riposto mi sono domandata se non fosse il caso di nasconderlo meglio, proprio perché sapevo che erano in arrivo i nonni e che con loro non sai mai cosa possa capitare!! Taccc! Neanche il tempo di pensarlo che mia madre si mette a frugare in cerca di un paio di guanti. Che quando mi ha chiesto se avevo guanti pensavo quelli per lavare i piatti o il bagno, invece no, dei normali guanti per il freddo.
Ha risposto. Stai serena … sai che è un uomo intelligente, molto più di te. Sai che è un uomo razionale, molto moltissimamente più di me, quindi dirà qualcosa tipo “no, riunione fino a tardi” oppure “ho promesso a i miei figli viziati che sarei tornato a casa in tempo per portare la reginetta di Frozen nel tempio sacro della vendita di sci e in tempo per rimboccare le lenzuola del piccolo, tutto questo dopo il servizio lava-pulisci-prepara la cena a mia moglie”. Moglie, non ancora ex moglie. Quindi stai serena e leggi. Sarà una risposta breve, ne sono sicura. Una risposta breve e sotto lo schiacciante peso della quotidianità e della nuda verità: non ti vuole. Non ti cerca, non ti desidera, non si fa vivo. Cazzo hai di nuovo infranto il codice del silenzio, 2 volte in tre giorni. Eri meglio depressa, davvero depressa funzioni meglio: mangi meno, non ti fai viva, pensi alle tue cose, sei più aperta al mondo. Ora sei tornata felice, mangi come un porco, ti illudi di poter sistemare le cose con l’altro sesso. PALLE, sono tutte palle … ripeti solo gli stessi schemi sotto effetto endorfine + ovulazione.
Leggo.
Ci sta.
Propone treno per guadagnare tempo.
E’ la sera giusta, ne abbiamo voglia, staremo bene … fino alla prossima ovulazione.

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