Giorno 8: l'invadenza non paga

Giorno non lo so più. Giorno dopo aver esagerato con l’invadenza. Giorno in cui giustamente si allontana, perché almeno lui è coerente. Perché lui non è innamorato.
Rifletti bene su queste parole: dille, ripetile, falle tue: lui non è innamorato, lui non ti cerca, lui non ti vuole. Le stai ripetendo da mesi e ancora non sei capace di farle tue, ancora ti poni le domande sbagliate, ancora aspetti.
Non è innamorato. No farfalle. No trasporto. No interesse per te.
Allontanati ... riprendo il codice del silenzio. E ammetti che l’altra sera non è stato così speciale. È stato bello parlare, bere la tisana, lui sulla poltrona e io sul bordo del letto. Quello mi è piaciuto, mi ha fatto state bene. Io resto non so ... sento puzza di scopamica e non mi va. Sento che non c’è voglia di condividere.
Devo allontanarmi. Non serve neanche essere gelosa perché tanto è troppo chiaro che non vuole stare con me.
Forse mi mette a disagio l’averlo nominato così tanto e così spesso con CHIUNQUE durante queste feste. Era sempre sulla mia bocca x un motivo o x un altro.
Alla domanda “Emmelle è un collega?” Non sapevo rispondere che “Emmelle è Emmelle”. Inclassificabile, no etichette.
Ecco buttiamolo di nuovo fuori, non nominarlo, non parlarne a nessuno e inizierà a diventare niente anche per te. Lo spero. Davvero così è troppo brutto. Così è davvero solo trombare e io non voglio trombare. Voglio condividere, coltivare, dedicarsi e stare bene. Lui no. Lui vuole stare da solo. Un piccolo sforzo ... provaci ma provaci davvero.
Lavora sull'abitudine di sentirlo. Hai gli strumenti per cambiare. Provaci

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