Una grande carica
Sono molto carica, lucida, determinata … diciamo al limite dell’incazzatura. Ho abbaiato tanto ma non sono stanca. Mi spiace per le persone che mi sono vicine, ma il concetto elaborato in queste settimane è “Basta scuse”. Basta inventarsi scuse per rimandare i problemi, basta scuse per sopravvivere invece che vivere. Basta scuse per nascondere egoismo, pigrizia, paura, mancanza di coraggio. Basta attenuanti, giustificazioni, eterni rimandi. Siamo umani, siamo così per natura, ma dal momento che io mi sforzo di non trovare scuse, di essere onesta, di impegnarmi nelle cose che voglio anche se poi non arrivano (ma questo è un altro discorso), allora mi aspetto persone al mio pari. Se avete finte scuse da vomitare miste a generiche e infondate lamentele vi prego di farlo con qualcun altro. Il mio sportello oggi è aperto solo per persone che hanno voglia di impegnarsi a vivere bene, con coerenza e in serenità.
Forse mi è andata troppo bene in queste settimane, perché ho detto le cose come pensavo e sono in qualche modo state ascoltate, forse anche percepite. Assimilate magari nel tempo, a essere ottimisti. Comunque io ho detto, e qualcuno adesso ha qualcosa su cui riflettere. Quindi forse adesso sono in preda a un delirio i onnipotenza che mi autorizza a dire a chiunque quello che dovrebbe o non dovrebbe fare. Meglio tacere, meglio smettere di lottare per gli altri. Io devo lottare per me, per i miei spazi vitali, per le cose che vorrei fare. Poi sono parole dolorose, difficili, che vanno dritto dove al punto dove cerchiamo di nasconderci. Io ho avuto di piangerci sopra, di soffrirci, poi di approfondirle, fino a comprenderle e per ultimo digerirle. Si adesso ho lo stomaco d’acciaio … ma gli altri … struzzi dilettanti che nascondono la testa lasciando il resto del coro scoperto alle intemperie delle vita. Gli altri potrebbero veramente allontanarsi dalle mie affermazioni, dal mio scoprire i loro punti di sofferenza. Come fossero in un letto caldo e comodo dal quale non possono vivere la vita, ma comunque indugiano, perché protetti, in qualche modo tranquilli. Ecco io arrivo e tolgo loro la coperta, con un movimento rapido e brusco. Levo la coperta, li lascio nudi e infreddoliti, li lascio senza protezione, li sprono a scendere da quel letto per vedere la vita, o almeno quella che a me pare vita vera.
Sbaglio. Sto sbagliando e sto parlando troppo, di tutto e con tutti. Meglio prendersi qualche settimana di silenzio. Non voglio premere oltre l’acceleratore. Posso considerarmi fortunata e soddisfatta così, del mio piccolo percorso tutto curvo che all’improvviso a spianato consentendomi qualche tratto a tutta velocità. Ma ora meglio fare una piccola sosta, meglio fermarsi a guardare il panorama, le scogliere sotto di me che parevano tanto impervie, che ora si sono addolcite fino al prossimo tratto ripido, ovviamente.
Sono tosta … che parole prive di senso … Cosa significano? Cosa vogliono dire? Che sono buona con burro e marmellata? Non lo so proprio. Io sono così e purtroppo non so essere diversa. Proprio non mi riesce. Mi devo accettare così come devo accettare i momenti di alto e quelli di basso. E devo semplificare, oltre alla mia vita (ormai ridotta all’osso) anche i pensieri. Faccio vacanza per qualche giorno. Voglio la testa libera, non voglio preoccupazioni, voglio piccoli momenti di serenità. Dovrei correre, ma non ne ho voglia. Dovrei perdere quei 2 chiletti per scendere sotto gli X-Anta ma vorrei solo mangiare. Prendiamo quello che arriva e basta. Cercherò di muovermi di più ma senza stress. E già so che quando parlo così non concluderò niente di buono, ma pazienza.
Forse mi è andata troppo bene in queste settimane, perché ho detto le cose come pensavo e sono in qualche modo state ascoltate, forse anche percepite. Assimilate magari nel tempo, a essere ottimisti. Comunque io ho detto, e qualcuno adesso ha qualcosa su cui riflettere. Quindi forse adesso sono in preda a un delirio i onnipotenza che mi autorizza a dire a chiunque quello che dovrebbe o non dovrebbe fare. Meglio tacere, meglio smettere di lottare per gli altri. Io devo lottare per me, per i miei spazi vitali, per le cose che vorrei fare. Poi sono parole dolorose, difficili, che vanno dritto dove al punto dove cerchiamo di nasconderci. Io ho avuto di piangerci sopra, di soffrirci, poi di approfondirle, fino a comprenderle e per ultimo digerirle. Si adesso ho lo stomaco d’acciaio … ma gli altri … struzzi dilettanti che nascondono la testa lasciando il resto del coro scoperto alle intemperie delle vita. Gli altri potrebbero veramente allontanarsi dalle mie affermazioni, dal mio scoprire i loro punti di sofferenza. Come fossero in un letto caldo e comodo dal quale non possono vivere la vita, ma comunque indugiano, perché protetti, in qualche modo tranquilli. Ecco io arrivo e tolgo loro la coperta, con un movimento rapido e brusco. Levo la coperta, li lascio nudi e infreddoliti, li lascio senza protezione, li sprono a scendere da quel letto per vedere la vita, o almeno quella che a me pare vita vera.
Sbaglio. Sto sbagliando e sto parlando troppo, di tutto e con tutti. Meglio prendersi qualche settimana di silenzio. Non voglio premere oltre l’acceleratore. Posso considerarmi fortunata e soddisfatta così, del mio piccolo percorso tutto curvo che all’improvviso a spianato consentendomi qualche tratto a tutta velocità. Ma ora meglio fare una piccola sosta, meglio fermarsi a guardare il panorama, le scogliere sotto di me che parevano tanto impervie, che ora si sono addolcite fino al prossimo tratto ripido, ovviamente.
Sono tosta … che parole prive di senso … Cosa significano? Cosa vogliono dire? Che sono buona con burro e marmellata? Non lo so proprio. Io sono così e purtroppo non so essere diversa. Proprio non mi riesce. Mi devo accettare così come devo accettare i momenti di alto e quelli di basso. E devo semplificare, oltre alla mia vita (ormai ridotta all’osso) anche i pensieri. Faccio vacanza per qualche giorno. Voglio la testa libera, non voglio preoccupazioni, voglio piccoli momenti di serenità. Dovrei correre, ma non ne ho voglia. Dovrei perdere quei 2 chiletti per scendere sotto gli X-Anta ma vorrei solo mangiare. Prendiamo quello che arriva e basta. Cercherò di muovermi di più ma senza stress. E già so che quando parlo così non concluderò niente di buono, ma pazienza.
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