L’amaro in bocca

Stasera arriva Rommy. Mi spiace non avere tanto di “desiderio” di vederlo. Sempre di più avverto l’avvicinarsi della data di scadenza di questo amore. L’ultima ci siamo visti il 19 ottobre. E’ passato un mese e una settimana. Dopo SFO i tempi da una visita all’altra si sono allungati e le certezze affievolite notevolmente. L’ho già scritto, detto e pensato molte volte. Una volta sarei stata in preda ad euforia, eccitazione e molto altro. Sarà lo stato gravido, ma non ho nessuna di queste sensazioni addosso, tantomeno brucianti come accadeva in passato. Adesso pesano le parole delle poche discussioni avute, pesano i “no”, i “non posso”, i “non riesco amore” oltre ai silenzi e alle disattenzioni. Disattenzioni umane per carità … E’ cresciuta in me la disarmante certezza che qualsiasi cosa io faccio, lui resterà lì, esattamente dove è, a fare la stessa vita, le stesse cose, a soffrire esattamente come due anni fa, giorno dopo giorno, in un cupo silenzio. Questo non giova alla fantasia, all’amore, alle speranze. Questo immobilismo uccide tutto e io odio l’immobilismo. Io non voglio più vederlo, non devo più vederlo. Mi ha deluso? Sì, mi ha deluso. Come disse lui stesso durante una recente telefonata “Cosa ti aspettavi che accadesse?”. Ecco non lo so di preciso, non avevo chissà che speranze. Però io credo nella sincerità, nell’impegno, nel dialogo e nella nostra storia nessuna di queste cose è mai stata protagonista. E’ una storia che è andata bene per “traghettare” definitivamente fuori dal mio incubo, dalla mia condizione di “schiava”. E’ servita per ridarmi vagamente fiducia, per poter credere che esistesse un uomo “facile” con cui poter fare facilmente cose. Eh si, che nostalgia i primi tempi dove tutto era facile e semplice, dove non era solamente una notte e via. Bellissimi tempi. Finiti. Passati.
Non voglio un futuro così, non voglio un futuro con lui. Io non racconterò più balle a partire dal 4 novembre. Da quella data, sperando che tutto vada bene, io non dirò più bugie. Rommy avrà un nome e se sarò con lui, io dirò che sono con lui. Diciamocelo (ma me lo sono già detta tante volta) il 2013 non ci ha portato tanto bene. A parte SFO tutto il resto è stato una vera merda. Biglietti del treno acquistati e mai presi, incontri programmati, poi annullati, poi rinviati e alla fine ridotti a una manciata di ore, spesso notturne. Diciamocelo non funziona così.
Mi dispiace, ma se dovesse succedere qualcosa e non dovesse arrivare stasera, andrebbe bene ugualmente. Troppe cose mi hanno lasciato nel tempo l’amaro in bocca, togliendomi l’amore. Per ultimo il non poco grave intervento di novembre mentre lui sarà a NY. Da una parte mi sento una merda all’idea di dirgli di non partire, ma anche il fatto che non sia preoccupato di sapermi sola, in ospedale … ahhhhh, basta è una situazione assurda, è una situazione frutto di bugie. Ho imparato la lezione: basta raccontare PALLE! La chiudiamo qui. E stasera devo parlargli, deve sapere tutto, esattamente come la penso. Non troverò le parole giuste, usciranno sicuramente parole sbagliate, almeno potrà guardarmi negli occhi, e forse vedrà che io tengo tanto a lui, tantissimo … ma così come è possibile? Come è possibile fare sempre la riserva, starsene in panchina nell’attesa che qualcuno si ritiri per poter entrare in campo e giocare la partita. E poi questo suo non crede nel futuro, non credere che le cose cambiano con il tempo … cazzo come puoi smettere di sperare, pensare che sarà sempre così la tua vita? Beati coloro che della vita hanno certezze assolute, impensabile per me, così fragile, insicura, per me foglia al vento in queste vita così traballante.
Davvero non è rimasto più nulla? Davvero non ho più voglia di fare l’amore con lui? No, non ne ho voglia. Non sono una macchinetta, sono stanca di fare l’amore “a comando”. La settimana scorsa impazzivo di voglia, oggi niente. E quindi? Come la mettiamo? E’ una vita di merda così e io non voglio farla.
Scusami amore, mi spiace tanto. Speravo in qualcosa di meglio per me, ma anche per te.
Ma adesso basta paranoie. Adesso dovrò vagamente sistemare casa, lavare i piatti, il bagno, cambiare le lenzuola. Voglio che tutto sia in ordine, pulito e accogliente. A lui non interessa niente di questo, a me si. E’ casa mia, lui è mio ospite. Mi spiace che debba venire su, che debba farsi 9 ore di auto tra oggi e domani. Lo considero un ultimo piccolo sacrificio, per parlare, per stare insieme, per condividere qualche risata insieme, risate ormai sempre più rare. Ultimamente gli ho procurato più lacrime che risate, ma è lo stesso per me: ho avuto molti più momenti di tristezza (direi a tratti disperazione) che momenti felici e spensierati. Il nostro tempo è scaduto. Però stasera voglio essere in ordine, pettinata e lavata, e voglio che lo sia la mia casa, ordinata e pulita. Chissà cosa sarà di noi, di questa cosa splendida che avevamo tra le mani e che stiamo lentamente rovinando. Io sicuramente più di lui.

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