Un bastimento carico di ...
... carezze, coccole, amore, baci, intrecci di gambe. Due acrobati spericolati che ignorano il vuoto sotto di loro ed eseguono salti mortali barcamenandosi come riescono! C'e' materiale a sufficienza per diventarela nuova regina degli Armony, dovrei solo dedicarmici, romanzare neanche poi tanto ... e voilà, un thriller degno di uccelli di Rovo, con il nome della moglie già vagamente esotico. Dovrei veramente applicarmi.
... panorama. Ho impiegato quasi 40 anni per salire in cima a una delle montagne più carattestistiche di casa mia. Ho impiegato 40 anni e mi ci doveva portare uno che abita da tutt'altra parte d'italia. E' stato bello: la breve salita, la neve che affondava, la sua mano da stringere, il vento forte che voleva piegarci. Seduti su un sasso, con i piedi nel vuoto, il vento non ci permetteva di parlare a meno di urlare. Sarebbe stato un vero peccato rovinare tanta poesia con delle urla. PEr dirsi cosa poi?? Così ci siamo abbracciati, stretti forte, senza parlare, godendoci vento, panorama e silenzio. Non ci fosse stato tamto vento l'avrei anche amato lì, sulla quella cima che da tanto tempo sognavo di salire. L'avrei amato lì, al cospetto del Gigante che dorme non ancora salito ma che mi aspetta sempre e che sempre osservo. Vorrei salirlo questa estate, magari con la medesima compagnia.
... risate. Con lui, con altri amici, con la cucciola. Grande serenità, voglia di ridere, di stare allegri, di guardare al futuro con serenità. Qualche nuvola appare all'orizzonte, ma cerco di ricacciarla, cerco di ignorarla. Le preoccupazioni non mancano, ma devo confidare sulle mie risorse e sul mio istinto. Me la sono sempre cavata e me la caverò anche questa volta.
Domani forse mi danno le chiavi. Vorrei provare a ridere non vorrei versare lacrime. Devo considerarlo un inizio e non una fine. Domani è un'altro giorno speciale, importante.
... panorama. Ho impiegato quasi 40 anni per salire in cima a una delle montagne più carattestistiche di casa mia. Ho impiegato 40 anni e mi ci doveva portare uno che abita da tutt'altra parte d'italia. E' stato bello: la breve salita, la neve che affondava, la sua mano da stringere, il vento forte che voleva piegarci. Seduti su un sasso, con i piedi nel vuoto, il vento non ci permetteva di parlare a meno di urlare. Sarebbe stato un vero peccato rovinare tanta poesia con delle urla. PEr dirsi cosa poi?? Così ci siamo abbracciati, stretti forte, senza parlare, godendoci vento, panorama e silenzio. Non ci fosse stato tamto vento l'avrei anche amato lì, sulla quella cima che da tanto tempo sognavo di salire. L'avrei amato lì, al cospetto del Gigante che dorme non ancora salito ma che mi aspetta sempre e che sempre osservo. Vorrei salirlo questa estate, magari con la medesima compagnia.
... risate. Con lui, con altri amici, con la cucciola. Grande serenità, voglia di ridere, di stare allegri, di guardare al futuro con serenità. Qualche nuvola appare all'orizzonte, ma cerco di ricacciarla, cerco di ignorarla. Le preoccupazioni non mancano, ma devo confidare sulle mie risorse e sul mio istinto. Me la sono sempre cavata e me la caverò anche questa volta.
Domani forse mi danno le chiavi. Vorrei provare a ridere non vorrei versare lacrime. Devo considerarlo un inizio e non una fine. Domani è un'altro giorno speciale, importante.
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