Incubi lavorativi
La carogna monta, sale, sale, sale ... Ore e ore senza avere niente da fare, incollata alla sedia, inchiodata davanti al monitor. E fuori la vita, la montagna, la neve, la casa, le cose da fare. Elenchi infiniti di cose da fare fuori, ma le 8 ore di presenza in ufficio servono per lo stipendio a fine mese. 8 maledette ore che sembrano 10-100-1000. Ore lente, noiose, la cui unica utilità è quella di stilare l'elenco di cose da fare dopo, quando il carcere finisce.
La carogna sale e la voglia di mettere in bocca cibo è alle stelle. Sale e vorrei solo uscire e respirare aria, vorrei avere qualcuno a cui gridare "che cazzo faccio qui dentro ogni giorno?" ma quel qualcuno non c'e', non puoi sempre vomitare addosso ad altri la carogna e i malumori. Non c'e' sempre FB, non c'e' sempre qualcuno in chat e non puoi neanche spedire dozzine di mail solo per dire "mi annoio". Qualche volta, come oggi, non posso fare altro che attendere la fine del mio carcere, attendere che le ore passino, restando calma, cercando qualcosa da leggere anche se ormai ho letto tutto l'immaginabile.
Incredibile come tutto questo nulla sia semplicemente stancante! Esco e mi sento distrutta, devastata dal nulla, senza energie, come se avendo sprecato la maggior parte della giornata fossi autorizzata a sprecare anche le rimanenti ore ... tanto .. cosa cambierebbe? niente! Per non pensare al vecchio detto "meno fai e meno faresti". Se mi impegnassi potrei anche trovare qualche lavoretto da fare, qualche rimasuglio di approfondimento da fare, ma per chi? per cosa? per me? Io detesto questo lavoro, non "produco" niente. Per il mio capo? quello vive indietro di 100 anni, quello ti risponde a una mail 4 mesi dopo. Posso trovare un lavoro oggi che nessuno riconoscerà come cosa utile o ben fatta. Una causa persa.
Stanotte ho sognato il mio licenziamento. Doveva essere una specie di cena di Natale, con tutti i dipendeti e una fila di tavoli disposti a rettangolo dove tutti vedevano in faccia tutti. Ambiente cupo, forse era notte, non tantissima gente ... e poi Bodo. Stella cometa aziendale, arrivato e ripartito dopo meno di 10 mesi. Parliamo di un paio di anni fa. Lui, Bodo, al centro della tavolata, sentenzia chi verrà licenziato. Alla destra il Padre Eterno, l'AD con voce scazzata e stridula, e alla sinistra il leccatore seriale e instancabile, l'onnisapiente collega di scrivania. L'ex collega Bodo non è che dica "Tu sei licenziato", no, elenca una serie di finte scuse atte a dimostrare l'inutilità aziendale del soggetto chiamato in causa. Ecco pronunciato il mio nome "XXXX, a te non serve la casella email". Sottointendendo che togliendo la casella di posta si risparmierebbe una licenzia e si risparmierebbero anche me! Il tuttologo mi guarda, ride, fa quel movimento di spallucce che detesto, con quei sui denti che mostra frequentemente. Mi guarda e ride, come se sapesse bene cosa dire e cosa fare, come se sapesse la soluzione per uscire da quel casino. Ma almeno nel sogno non parla, non si intromette come fa sistematicamente nella vita reale con qualche mastodontica cazzata!! Tace ... e io dico "potrei usare la casella dell'Help Desk" e mi faccio piccola, come se avessi detto "Tenetemi ugualmente, privatemi del mio nome, tenetemi nascosta, ma tenetemi".
La carogna sale e la voglia di mettere in bocca cibo è alle stelle. Sale e vorrei solo uscire e respirare aria, vorrei avere qualcuno a cui gridare "che cazzo faccio qui dentro ogni giorno?" ma quel qualcuno non c'e', non puoi sempre vomitare addosso ad altri la carogna e i malumori. Non c'e' sempre FB, non c'e' sempre qualcuno in chat e non puoi neanche spedire dozzine di mail solo per dire "mi annoio". Qualche volta, come oggi, non posso fare altro che attendere la fine del mio carcere, attendere che le ore passino, restando calma, cercando qualcosa da leggere anche se ormai ho letto tutto l'immaginabile.
Incredibile come tutto questo nulla sia semplicemente stancante! Esco e mi sento distrutta, devastata dal nulla, senza energie, come se avendo sprecato la maggior parte della giornata fossi autorizzata a sprecare anche le rimanenti ore ... tanto .. cosa cambierebbe? niente! Per non pensare al vecchio detto "meno fai e meno faresti". Se mi impegnassi potrei anche trovare qualche lavoretto da fare, qualche rimasuglio di approfondimento da fare, ma per chi? per cosa? per me? Io detesto questo lavoro, non "produco" niente. Per il mio capo? quello vive indietro di 100 anni, quello ti risponde a una mail 4 mesi dopo. Posso trovare un lavoro oggi che nessuno riconoscerà come cosa utile o ben fatta. Una causa persa.
Stanotte ho sognato il mio licenziamento. Doveva essere una specie di cena di Natale, con tutti i dipendeti e una fila di tavoli disposti a rettangolo dove tutti vedevano in faccia tutti. Ambiente cupo, forse era notte, non tantissima gente ... e poi Bodo. Stella cometa aziendale, arrivato e ripartito dopo meno di 10 mesi. Parliamo di un paio di anni fa. Lui, Bodo, al centro della tavolata, sentenzia chi verrà licenziato. Alla destra il Padre Eterno, l'AD con voce scazzata e stridula, e alla sinistra il leccatore seriale e instancabile, l'onnisapiente collega di scrivania. L'ex collega Bodo non è che dica "Tu sei licenziato", no, elenca una serie di finte scuse atte a dimostrare l'inutilità aziendale del soggetto chiamato in causa. Ecco pronunciato il mio nome "XXXX, a te non serve la casella email". Sottointendendo che togliendo la casella di posta si risparmierebbe una licenzia e si risparmierebbero anche me! Il tuttologo mi guarda, ride, fa quel movimento di spallucce che detesto, con quei sui denti che mostra frequentemente. Mi guarda e ride, come se sapesse bene cosa dire e cosa fare, come se sapesse la soluzione per uscire da quel casino. Ma almeno nel sogno non parla, non si intromette come fa sistematicamente nella vita reale con qualche mastodontica cazzata!! Tace ... e io dico "potrei usare la casella dell'Help Desk" e mi faccio piccola, come se avessi detto "Tenetemi ugualmente, privatemi del mio nome, tenetemi nascosta, ma tenetemi".
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