la ri-salita

Le ho messe. Le ho incollate con un gesto neanche troppo maldestro. Lo zaino era semi vuoto, non avevo ne acqua, ne cibo. Solo un cambio per non raffreddarmi come al solito e la frontale perchè non c'e' luna. niente luna, ma un cielo stellato e accogliente per il mio "ritorno" alle pelli.
Una salita breve, lenta, con molte chiacchiere e molti sorpassi (non miei ovviamente!). Una risalita, un po come la mia vita che piano piano si avvia a una lenta ripresa, un lento ritorno all'attività. Nessun problema di fiato data la lentezza della salita. Un po di affanno alle gambe, all'inguine. Questo sci non scorre, non faccio un bel movimento di scivolamento. Io cammino, sollevo, sforzo. Lo sento ancora oggi, nelle gambe. Però sono felice, molto felice. Aver ritrovato E., aver ricominciato con lei, come la prima volta con le pelli, come se questo enorme buco nero durato 3 anni si fosse mangiato vita, amici, energie. Vorrei ringraziarla ancora, ma già ieri sera sfioravo il patetico. Non credo possa capira la grande gioia che mi ha dato salire con lei, rimettere le pelli, assaporare il freddo della notte, le indisturbate stelle del cielo, non avvertire un senso di inadeguatezza perenne come con I. o altri amici. Questo più di tutto: non mi sentivo in gara, non mi sentivo inadeguata. Avvertivo anche in lei questa rassicurazione. Grasse, invecchiate, stanche, affatticate dalla vita, ma che ancora ci provano, senza sentirci giudicate, senza sentirci sotto esame, senza ansia da prestazione. Perdonarsi, accettarsi, stare con quello che c'e'. E' difficile, molto difficile.
La mattina era iniziata bene, quando avevo capito che i pantaloni da skialp si infilavano abbastanza bene. Non si chiudevano, però almeno ci entrava, la coscia non tirava troppo, era pensabile di utilizzarli. Anche il lupetto bianco, dismesso perchè troppo stretto sulle spalle e sulle braccia rubate all'agricoltura, anche quello andava bene. Era pensabile tenerlo indosso una sera senza sentirsi morire per "costringimento". Lo sgonfiamento mattutino era di aiuto, sapevo che in serata la situazione sarebbe sicuramente peggiorata, però 4 mesi fa era impossibile indossarli. Dico impossibile!
Così sto recuperando un'altro piccolo pezzo di guardaroba. Mi sono pesata questa mattina. Perchè non sto mangiando bene, perchè mi muovo poco, perchè devo mantenere il contatto con il mio peso, non posso fregarmene, chiudere gli occhi e aprire la bocca pensando che questo non generi conseguenze gravi sul mio corpo. Devo mantenere il contatto, mantenere viva la consapevolezza che se ingurgito ingrasso, se ingrasso fatico, se fatico perdo entusiasmo. Non posso illudermi che mangiando mi consolo, che sono tenuta ad abbuffarmi solo perchè ho delle difficoltà lavorative o affettive. Qualsiasi difficoltà non si super mangiando, il cibo non consola! Ecco me lo ripeto: il cibo non consola! Eppure resta questa maledetta voglia di ingurgitare schifezze a più non posso!!
Ora sono qui, che scrivo belle parole mentre sullo stomaco pesano i due krapfen appena mangiati. Sono in circolazione da settimane, li evitavo, ne ho comprati un paio di quelli piccoli. Mi fanno una voglia ... li guardavo dalle vetrine con la bava alla bocca e li ho rifiutati anche ieri al supermercato, quando la gentile commessa mi ha chiesto "Krapfen in offerta: 2 euro per 6". Diavolo tentatore, via! Però oggi me li concedo, anche se la bilancia di questa mattina segnava qualche chilo in più. Me li concedo oggi e martedì, come sostituto del pranzo (così faccio la doppia cazzata o una cazzata grossa, completa). Dovrei scrivere il diario alimentare. Mi aiuterebbe a tenere questa consapevolezza, questa linea diretta cibo ingerito-peso. Ci provo.
Per il week prometto di muovermi sia sabato, sia domenica. E prometto di traslocare almeno un po di roba nella casa nuova. Prometto.

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