E' il momento di muoversi
E' il momento di muoversi. Adesso basta aspettare. Sono anni che mi ripeto che è non so bene cosa voglio, che voglio aspettare per capire, per vedere come vanno le cose. Adesso sono stanca. Adesso voglio una casa mia, non voglio più quella casa. Adesso voglio un lavoro diverso, non voglio più lavorare senza produrre niente. Adesso voglio cambiare, adesso voglio che la mia vita decolli, che sia come voglio io, voglio ingranare la marcia e mettermi in moto.
Sono troppi anni che tentenno, che rimurgino, che medito se, quando e cosa fare. Anni di sensi di colpa, di vita non vita, oltre che di litigi, di rinunce, di pianti, di abbuffate. Adesso basta, mi merito di più. E basta anche ai contratti co.co.co in amore. Voglio un uomo che mi tenga la mano sempre e ovunque, non solo fuori dalle zone rosse. Voglio poter andare a letto nuda e scaldarmi con l'abbraccio del mio amore. Voglio un bacio ogni mattina e una carezza ogni sera. Lo voglio. E se è vero che è meglio la qualità della quantità, è anche vero che posso aspirare ad avere molto di più che briciole. Sono ottime briciole, ma non ci mangio, non mi sazio. E non arrivano sempre, arrivano solo che quelli che mangiano di sopra, quelli ammessi al tavolo lasciano qualcosa, se avanza, se mentre mangiano avidamente prendendosi tutto perdono qualche briciola. Io sono lì che aspetto la mia briciola. Oggi arriva e sono felice, poi attendo giorni e settimane per un'altra briciola. E nel frattempo sono sogni, desideri,pianti, attese, agonie. Non è mai stato necessario avere un uomo al mio fianco. E' auspicabile, è sicuramente bello e motivante, ma non obbligatorio se le condizioni non soddisfano i requisiti.
Devo andarmene di casa. Trovare qualcosa di piccolo, spendere quello che occorre senza farne un dramma e riprendere a respirare, riprendermi la vita in mano. Me lo devo. Voglio sognare qualcosa e realizzarlo. Voglio desiderare qualcosa e prendermelo. Non voglio più sognare e desiderare invano. Ecco il mio nuovo comandamento: non desiderare invano! E ora vado a leggere quel messaggio del 24/11/2011 che non ho mai avuto il coraggio di leggere, che pensavo sempre di dover essere dell'umore adatto. Oggi ci sono inciampata contro e ho voglia di prendermi il tempo per leggerlo. Chissà che non sia un segno del destino.
Sono troppi anni che tentenno, che rimurgino, che medito se, quando e cosa fare. Anni di sensi di colpa, di vita non vita, oltre che di litigi, di rinunce, di pianti, di abbuffate. Adesso basta, mi merito di più. E basta anche ai contratti co.co.co in amore. Voglio un uomo che mi tenga la mano sempre e ovunque, non solo fuori dalle zone rosse. Voglio poter andare a letto nuda e scaldarmi con l'abbraccio del mio amore. Voglio un bacio ogni mattina e una carezza ogni sera. Lo voglio. E se è vero che è meglio la qualità della quantità, è anche vero che posso aspirare ad avere molto di più che briciole. Sono ottime briciole, ma non ci mangio, non mi sazio. E non arrivano sempre, arrivano solo che quelli che mangiano di sopra, quelli ammessi al tavolo lasciano qualcosa, se avanza, se mentre mangiano avidamente prendendosi tutto perdono qualche briciola. Io sono lì che aspetto la mia briciola. Oggi arriva e sono felice, poi attendo giorni e settimane per un'altra briciola. E nel frattempo sono sogni, desideri,pianti, attese, agonie. Non è mai stato necessario avere un uomo al mio fianco. E' auspicabile, è sicuramente bello e motivante, ma non obbligatorio se le condizioni non soddisfano i requisiti.
Devo andarmene di casa. Trovare qualcosa di piccolo, spendere quello che occorre senza farne un dramma e riprendere a respirare, riprendermi la vita in mano. Me lo devo. Voglio sognare qualcosa e realizzarlo. Voglio desiderare qualcosa e prendermelo. Non voglio più sognare e desiderare invano. Ecco il mio nuovo comandamento: non desiderare invano! E ora vado a leggere quel messaggio del 24/11/2011 che non ho mai avuto il coraggio di leggere, che pensavo sempre di dover essere dell'umore adatto. Oggi ci sono inciampata contro e ho voglia di prendermi il tempo per leggerlo. Chissà che non sia un segno del destino.
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