nothing of nothing

Ci provo e ci riprovo. Prometto, spergiuro, mi organizzo, mi prendo il tempo ma è la voglia che proprio non c'e'. Neanche più per camminare. Mi stupisco del grande affollamento sulle ciclabili, con gente di tutti i tipi che corre, cammina, si muove, vive. Ecco io non sono viva, forse sono morta mentalmente, spiritualmente, perchè i vivi non piangono come piango io.
ORa stupidamento penso anche di essere incinta. Non lo sono di sicuro, ma ne avverto ogni sintomo. Stanchezza, sonnolenza, gonfiore, sensibilità agli odori, fastidio allo stomaco, voglia di mangiare salato. Forse gli stessi sintomi della depressione. Forse sono solo in un tunnerl un po più fondo degli altri e mi pare di non poterne uscire. O forse devo iniziare a guarire, dalle mie ferite, passando anche dal fatto che non è obbligatorio fare attività sportiva e che non sono una persona "da meno" se non scalo, se non corro, se non faccio 1000mt di dislivello.
Credo che la mia guarigione passi da qui, dal perdonarmi le mie "colpe": il cibo, l'inattività, la separazione. La mia guarigione passa dalla consapevolezza che le mie azioni generano dispiaceri ad altre persone, ma questa questione non mi riguarda. Non sono io responsabile della sofferenza altrui, così come io no attribuisco ad altri la colpa delle mie lacrime, dei miei dispiaceri. Io sono la prima causa dei miei mali. Io li creo, li nutro, li alimento, li coltivo. Io e non altri. Nello stesso modo le mie decisioni fanno soffrire altre persone che evidentemente hanno deciso di soffrire così piuttosto che in un altro modo. Devo smettere di chiedere scusa. Non c'e' motivo che io chieda scusa sempre di tutto, lo dico così ... non lo dico neanche con un reale intento, lo dico per me, come se chiedendo scusa diventassi migliori agli occhi di chi mi sta di fronte. No, smetto di chiedere scusa e cerco davvero di prendermi cura di me, di non forzarmi.
Quindi depongo le cartine (che sono le mie armi) e vado a casa in pace. Mi fermo a mangiare qualcosa di salato che mi piaccia, poi mi metto sul divano, mi riposo. Magari riordino la casa o magari faccio un giro in città. ECCO! Ci sto cadendo di nuovo, invece che stare libera mi "ingabbio" in altri doveri, in altre cose, come se la libertà e il non fare niente fossero un peccato mortale, fossero una colpa. No, non devo cadere nei miei soliti schemi. Sono stanca? Sono in qualche modo spossata? Bene allora vado a casa e riposo. Farò quello che mi verrà in mente di fare in quel momento, senza vincolarmi subito ad altri "finti" impegni. Devo liberarmi. Da me stessa innanzitutto.
E stasera ancora leggere e rileggere la via di guarigione.
Buon riposo a tutti. E stiamo in pace.





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