i soliti luoghi comuni
Quando finisco nel bagno dell'ufficio a piangere significa che ho raggiunto l'apice delle mie depressioni. Solitamente entro già in lacrime camminando velocemente nel corridoio e chiudendo la porta i goccioloni sul viso sono inarrestabili. Mi sento così male quando mi ritrovo a fissare la mia immagine riflessa sul pavimento sporco di schizzi di urine di mezza azienda. Quella immagine di me appannata in parte dalle lacrime e in parte dallo sporco del pavimento mi butta definitivamente a terra. Allora guardo in alto, le lampade, così le lacrime rallentano un po' la loro discesa. Penso a Bridget Jones. Penso che la mia vita in confronto è molto più imbarazzante e più ridicola della sua. Quel ridicolo sempre al limite tra la sofferenza e la risata. ll mondo è pieno di persone che non riesco a guardare Fantozzi perchè soffrono troppo: la mia vita mi fa lo stesso effetto, non riesco a guardarla troppo perchè se da una parte mi sforzo di leggerla in chiave comica, dall'altra mi rendo conto è semplicemente un fallimento, una grande collazione di figuracce, di paranoie, di finte speranze regolarmente deluse. Castelli di sabbia che si sgretolano con un sospiro anzi no ... con un rutto. Sì, con un rutto.
Per distrarmi dall'idea che sono chiusa in bagno e piango come un bimbo di due anni mi metto a fare strachinig. Che ideona! Non ho mai tempo ... sfruttiamo questa pausa pianto per stiracchiarci un po il quadricipite, le braccia, anche la schiena. Mi sento ancora più triste e smetto anche con lo straching. Non voglio cadere nei soliti luoghi comuni, non voglio liquidare tutto con "è uno stronzo". No, mi astengo. E non voglio nemmeno pensare come al solito cosa e dove e quando ho sbagliato. Meno che male piove, così potrò uscire da questa gabbia senza che nessuno veda le mie lacrime. Ma come faccio a non pensare perchè è così distante, sono io che sono distante? Non ho nemmeno più voglia di mangiare. Mi manca un futuro. non ho un futuro e non è giusto che il mio futuro sia in qualche modo lui, è un peso troppo grande. Una settimana fa abbiamo elemosinato un angolo di letto per amarci e fonderci. Oggi che siamo vicini, il telefono non suona. Questa settimana che siamo vicini, no, non c'e' accenno, nemmeno vago, di vedersi. Ok, me la metto i tasca, tanto lo so che devo chiudere. Lo so benissimo che devo chiudere con questa vita, con questi modi di pensare. Eppure fino a qualche giorno fa mi sentivo così splendente. E' solo fumo negli occhi? Va bene .. ma datemelo questo fumo ... lo voglio per sopravvivere, per sentirmi un attimo viva, anche se è solo fumo.
Per distrarmi dall'idea che sono chiusa in bagno e piango come un bimbo di due anni mi metto a fare strachinig. Che ideona! Non ho mai tempo ... sfruttiamo questa pausa pianto per stiracchiarci un po il quadricipite, le braccia, anche la schiena. Mi sento ancora più triste e smetto anche con lo straching. Non voglio cadere nei soliti luoghi comuni, non voglio liquidare tutto con "è uno stronzo". No, mi astengo. E non voglio nemmeno pensare come al solito cosa e dove e quando ho sbagliato. Meno che male piove, così potrò uscire da questa gabbia senza che nessuno veda le mie lacrime. Ma come faccio a non pensare perchè è così distante, sono io che sono distante? Non ho nemmeno più voglia di mangiare. Mi manca un futuro. non ho un futuro e non è giusto che il mio futuro sia in qualche modo lui, è un peso troppo grande. Una settimana fa abbiamo elemosinato un angolo di letto per amarci e fonderci. Oggi che siamo vicini, il telefono non suona. Questa settimana che siamo vicini, no, non c'e' accenno, nemmeno vago, di vedersi. Ok, me la metto i tasca, tanto lo so che devo chiudere. Lo so benissimo che devo chiudere con questa vita, con questi modi di pensare. Eppure fino a qualche giorno fa mi sentivo così splendente. E' solo fumo negli occhi? Va bene .. ma datemelo questo fumo ... lo voglio per sopravvivere, per sentirmi un attimo viva, anche se è solo fumo.
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