La seconda moglie
L'incanto è durato poco. Da splendente a offuscata in meno di un'ora. I miei sogni di dolci risate infranti con una telefonata dall'asilo. Nel pomeriggio il declinio è stato inesorabile. Cibo spazzatura, afa intollerabile, telefono muto, umore in caduta libera. E la certezza che la fine si avvicina a grandi passi, che devo ridimensionare le mie aspettative, che devo smetterla, che sono invadente! Come sempre devo imparare a stare al mio posto e a usare un po di teniche da galline prima fra tutte: farsi desiderare. Invece no, brucio. Quante volto l'ho già scritto?
Così mi guardo la pancia, gonfia e grossa, guardo i pantaloni tirare, la canotiera che segna ogni curva flaccida riversa sull'addome. Poi guardo l'orologio e penso che è tardi. Se domani voglio alzarmi ancora per andare a correre. A cosa serve correre? Al momento mi pare a niente ... non mi sgonfio, fatico sempre, nn mi rilasso, sono sempre scazzata. Cioè sto bene quei 10 minuti finiti la corsa, quando finisco di sudare, mi siedo a fare straching, respiro l'aria fresca della mattina. Poi nel giro di un'ora torno nella fossa, a spalare merda tentando di non affogarci in quella merda. Tentando di rimanereviva mentre tutto intorno muore.
Non mi pare serva a niente correre, se non a creare malumori famigliari. Devo imparare a stare al mio posto, devo fare un passo o due o tre indietro. Non posso sempre volare. Pensavo di essere un passo avanti, invece no, mi sbagliavo. Non devo fare la seconda moglie, non devo incalzare, non devo forzare, non posso pretendere. Questa settmana è uno spreco, tem che sarà tutta sperecata, ma è così ... non dipende da me, devo farmi indietro. Accettarlo senza considerarlo un fallimento. Basta. Non posso permetterlo di pensarlo come un fallimento perchè è già tutto un fallimento. Facciamo che non ci penso, che aspetto, che forse arriverà qualcosa o forse tutto finirà come sempre. Tutto ha un inizio e una fine. Si finisce sempre lì ... alla fine.
Così mi guardo la pancia, gonfia e grossa, guardo i pantaloni tirare, la canotiera che segna ogni curva flaccida riversa sull'addome. Poi guardo l'orologio e penso che è tardi. Se domani voglio alzarmi ancora per andare a correre. A cosa serve correre? Al momento mi pare a niente ... non mi sgonfio, fatico sempre, nn mi rilasso, sono sempre scazzata. Cioè sto bene quei 10 minuti finiti la corsa, quando finisco di sudare, mi siedo a fare straching, respiro l'aria fresca della mattina. Poi nel giro di un'ora torno nella fossa, a spalare merda tentando di non affogarci in quella merda. Tentando di rimanereviva mentre tutto intorno muore.
Non mi pare serva a niente correre, se non a creare malumori famigliari. Devo imparare a stare al mio posto, devo fare un passo o due o tre indietro. Non posso sempre volare. Pensavo di essere un passo avanti, invece no, mi sbagliavo. Non devo fare la seconda moglie, non devo incalzare, non devo forzare, non posso pretendere. Questa settmana è uno spreco, tem che sarà tutta sperecata, ma è così ... non dipende da me, devo farmi indietro. Accettarlo senza considerarlo un fallimento. Basta. Non posso permetterlo di pensarlo come un fallimento perchè è già tutto un fallimento. Facciamo che non ci penso, che aspetto, che forse arriverà qualcosa o forse tutto finirà come sempre. Tutto ha un inizio e una fine. Si finisce sempre lì ... alla fine.
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