Un evento psicologicamente “sismico”
La crescita dopo un trauma può assumere forme diverse, inclusi una maggiore riconoscenza verso la vita, l’individuazione di nuove possibilità per la propria esistenza, relazioni interpersonali più gratificanti, una vita spirituale più ricca e una connessione con qualcosa di più grande, un senso di forza interiore
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Per far sì che dopo il trauma ci sia una crescita, l’evento traumatico deve necessariamente sfidare tali convizioni. Secondo Tedeschi e Calhoun il modo in cui il trauma distrugge la nostra visione del mondo, le nostre opinioni e la nostra identità, equivale ad un terremoto, le fondamenta dei nostri pensieri e delle nostre convizioni vanno in mille pezzi a causa della forza dell’impatto traumatico subito. Siamo scossi, quasi letteralmente, dalla nostra percezione ordinaria delle cose e ci tocca ricostruire noi stessi e il nostro mondo. Più vacilliamo, più lasciamo andare le nostre precedenti identità
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“Un evento psicologicamente “sismico” può far vacillare, minare o ridurre in macerie molte delle strutture schematiche che hanno guidato la nostra comprensione delle cose, le nostre decisioni e il senso che diamo al mondo”
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Il processo di ricostruzione funziona un po’ così: dopo un evento traumatico, come una malattia grave o la perdita di una persona cara, i soggetti elaborano l’accaduto intensamente, pensano continuamente a quello che è successo e generalmente hanno reazioni emotive molto forti.
È importante notare che la tristezza, il dolore, la rabbia, l’ansia sono reazioni molto comuni al trauma e la crescita si presenta insieme a tali emozioni contrastanti, non al loro posto. Il processo di crescita può essere considerato come un modo per adattarsi a circostanze particolarmente avverse e per comprendere sia il trauma che i suoi effetti psicologicamente negativi.
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Altri ancora, che hanno già un forte interesse di base per il lavoro creativo, potrebbero trovare nella creatività il modo migliore per ricostruire la propria vita.
http://www.huffingtonpost.it/2016/01/03/benefici-situazioni-negative_n_8907032.html
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Per far sì che dopo il trauma ci sia una crescita, l’evento traumatico deve necessariamente sfidare tali convizioni. Secondo Tedeschi e Calhoun il modo in cui il trauma distrugge la nostra visione del mondo, le nostre opinioni e la nostra identità, equivale ad un terremoto, le fondamenta dei nostri pensieri e delle nostre convizioni vanno in mille pezzi a causa della forza dell’impatto traumatico subito. Siamo scossi, quasi letteralmente, dalla nostra percezione ordinaria delle cose e ci tocca ricostruire noi stessi e il nostro mondo. Più vacilliamo, più lasciamo andare le nostre precedenti identità
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“Un evento psicologicamente “sismico” può far vacillare, minare o ridurre in macerie molte delle strutture schematiche che hanno guidato la nostra comprensione delle cose, le nostre decisioni e il senso che diamo al mondo”
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Il processo di ricostruzione funziona un po’ così: dopo un evento traumatico, come una malattia grave o la perdita di una persona cara, i soggetti elaborano l’accaduto intensamente, pensano continuamente a quello che è successo e generalmente hanno reazioni emotive molto forti.
È importante notare che la tristezza, il dolore, la rabbia, l’ansia sono reazioni molto comuni al trauma e la crescita si presenta insieme a tali emozioni contrastanti, non al loro posto. Il processo di crescita può essere considerato come un modo per adattarsi a circostanze particolarmente avverse e per comprendere sia il trauma che i suoi effetti psicologicamente negativi.
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Altri ancora, che hanno già un forte interesse di base per il lavoro creativo, potrebbero trovare nella creatività il modo migliore per ricostruire la propria vita.
http://www.huffingtonpost.it/2016/01/03/benefici-situazioni-negative_n_8907032.html
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