Giorno Nuovo
Occhei, occhei, serve un giorno nuovo, serve ua pagina bianca da riempire con pernsieri nuovi e belli. Pensieri di gioia, pensieri che non attingano alla spazzatura del passato. Non potrà arrivare niente di buono se continuo ad attingere dalla spazzatura del passato.
Parola d'ordine: APERTURA. Via il giudizio, il pregiudizio, via la comfort zone, via i pensieri negativi, via i vecchi pensieri triti e ritiri, via le vecchie abitudini sbagliate. La mia vita dipende da me, da nessun'altro. Io scelgo il film da mandare in onda ogni giorno, ogni minuto. Io scelgo di cambiare, di perdonarmi, di impedire che il passato mi tormenti. Il passato è finito, non si cambierà: resterà il bello così come resterà il brutto.
La Louis mi è vicina, ho le affermazioni giuste per cambiare, per abbracciare la vita. E' una vita che sono "latentemente depressa", i pensieri di oggi sono gli stessi perpetuati negli anni, amore dopo amore, delusione dopo delusione. E' il prezzo da pagare, ogni volta!
Me lo ricordo quanta rabbia ho spurgato per V: stesso identico scenario. Io che mi affanno a salvare una cosa che lui pensava impossibile o troppo complicata, lui che si butta su altre donne, i social demmerda da cui spiare, rubare informazioni, carpire segnali di nuovi a more e poi schiumare, tante schiumate di rabbia, di delusione, di perché! Lacrime a fiumi, a cascate, lacrime da allagamento, senza fine. Per un po. Ma poi sono finite anche quella volta. Così all'improvviso ... ok, quasi all'improvviso, è arrivato il sostituito, lo stronzo attuale ... ok amico Karma, riformulo, è stato sostituito da un nuovo amore, stiamo sul generico. Me li ricordo ancora le prima pagine che scrivevo qui dove mi lamentavo perchè non aveva quel lato "romatico" che aveva V, di come fosse solo un diversivo, una cosa da sfruttare solo per scordare l'indimenticabile V. Tempo 3 mesi ed ero di nuovo in "banana". Che è proprio il caso di dire dalla padella alla brace, perchè qua le scottature non finiscono mai!
Riassumendo: cambiamo! Provo a cambiare, provo a cercare in base a quello che mi fa stare bene (che poi era anche il faro che mi guidava con MV fino al 2014, poi la lcue si è spenta, la tempesta è arrivata e io non sapendo più tornare al porto, sono naufragata). Cercare parole nuove, gesti nuovi, SVUOTARE. Svuotare tutto: testa, abitudini, pensieri. Il vuoto è veramente la cosa di cui ho bisogno. FARE SPAZIO.
E leggere, di più, la sera, invece che stare al pc. Lasciare i social, tagliare quei finti cordoni ombelicali fatti di sconosciuti di cui fingiamo ci freghi qualcosa, ma che da perfetti sconosciuti quali sono arrivati, possono altrettanto "sconociutamente" tornarsene a fare in culo ... cioè possiamo dimenticarli. Non sono vita, non sono fondamentali in questo momento. Quello che davvero importa, quello che conta davvero troverà comunque il modo di tornare a galla, si paleserà di nuovo, saprò coglierlo! Ne sono certa!
E scrivere di più, sfruttare il marcio per farne poesia, canzone, per farne parola scritta, da rileggere un giorno, sorridendo. Scrivere come esercizio di vita, come strumento di autoanalisi, di sfogo, scrivere come terapia.
Spengo il bottone dell'infelicità.
"Non ci appartiene niente, è solo una vita in prestito e bisogna trattarla bene."
Parola d'ordine: APERTURA. Via il giudizio, il pregiudizio, via la comfort zone, via i pensieri negativi, via i vecchi pensieri triti e ritiri, via le vecchie abitudini sbagliate. La mia vita dipende da me, da nessun'altro. Io scelgo il film da mandare in onda ogni giorno, ogni minuto. Io scelgo di cambiare, di perdonarmi, di impedire che il passato mi tormenti. Il passato è finito, non si cambierà: resterà il bello così come resterà il brutto.
La Louis mi è vicina, ho le affermazioni giuste per cambiare, per abbracciare la vita. E' una vita che sono "latentemente depressa", i pensieri di oggi sono gli stessi perpetuati negli anni, amore dopo amore, delusione dopo delusione. E' il prezzo da pagare, ogni volta!
Me lo ricordo quanta rabbia ho spurgato per V: stesso identico scenario. Io che mi affanno a salvare una cosa che lui pensava impossibile o troppo complicata, lui che si butta su altre donne, i social demmerda da cui spiare, rubare informazioni, carpire segnali di nuovi a more e poi schiumare, tante schiumate di rabbia, di delusione, di perché! Lacrime a fiumi, a cascate, lacrime da allagamento, senza fine. Per un po. Ma poi sono finite anche quella volta. Così all'improvviso ... ok, quasi all'improvviso, è arrivato il sostituito, lo stronzo attuale ... ok amico Karma, riformulo, è stato sostituito da un nuovo amore, stiamo sul generico. Me li ricordo ancora le prima pagine che scrivevo qui dove mi lamentavo perchè non aveva quel lato "romatico" che aveva V, di come fosse solo un diversivo, una cosa da sfruttare solo per scordare l'indimenticabile V. Tempo 3 mesi ed ero di nuovo in "banana". Che è proprio il caso di dire dalla padella alla brace, perchè qua le scottature non finiscono mai!
Riassumendo: cambiamo! Provo a cambiare, provo a cercare in base a quello che mi fa stare bene (che poi era anche il faro che mi guidava con MV fino al 2014, poi la lcue si è spenta, la tempesta è arrivata e io non sapendo più tornare al porto, sono naufragata). Cercare parole nuove, gesti nuovi, SVUOTARE. Svuotare tutto: testa, abitudini, pensieri. Il vuoto è veramente la cosa di cui ho bisogno. FARE SPAZIO.
E leggere, di più, la sera, invece che stare al pc. Lasciare i social, tagliare quei finti cordoni ombelicali fatti di sconosciuti di cui fingiamo ci freghi qualcosa, ma che da perfetti sconosciuti quali sono arrivati, possono altrettanto "sconociutamente" tornarsene a fare in culo ... cioè possiamo dimenticarli. Non sono vita, non sono fondamentali in questo momento. Quello che davvero importa, quello che conta davvero troverà comunque il modo di tornare a galla, si paleserà di nuovo, saprò coglierlo! Ne sono certa!
E scrivere di più, sfruttare il marcio per farne poesia, canzone, per farne parola scritta, da rileggere un giorno, sorridendo. Scrivere come esercizio di vita, come strumento di autoanalisi, di sfogo, scrivere come terapia.
Spengo il bottone dell'infelicità.
"Non ci appartiene niente, è solo una vita in prestito e bisogna trattarla bene."
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