Quadro d'insieme
Ha ragione il Coniglio: il più difficile è il primo anno, il primo giro di boa. Il primo Natale, il primo compleanno, senza di lui. Io sono avvantaggiata, avevo già molti mesi sulle spalle senza di lui. Il mio primo passatore, i primi veri trail, il primo ferragosto, 1 anno intero lontano da Rome. E adesso si avvicina il primo compleanno di lui, poi il mio, poi Natale. L’ennesimo Natale senza di lui … praticamente il mio giro di boa è già fatto. Persino il primo compleanno dimenticato della Faggy dimenticato avevo già fatto. Erano segni, era già tutto in questa direzione. Certo se lo strappo finale me lo dava lui da solo invece che con la Nana Puttana, ma va bene lo stesso. Aspetto il giorno del suo compleanno per ignorarlo e ringrazio ogni giorno il cielo del fatto che non mi cerchi e non mi cercherà mai più. Lo so, ne sono sicura. Anzi chissà cosa avrà pensato di me mentre lo cercavo e lui stava con l’altra. Avrà pensato “questa quanto rompe?” o forse “Che merda che sono, devo parlarle?”. Semplicemente avrò chiuso il telefono e dimenticato u istante dopo, rapido dalle corte gambe e dalle tette inesistenti delle nana.
Pensieri inutile, smettere immediatamente!
Sono brava e lo sono veramente. Continuano questi flash immaginari, momenti velocissimi di tristezza, malinconia o rabbia. Fortissima rabbia con fuoriuscita spontanea di insulti gratuiti e parolacce inutili. Lascio che escano, che mi attraversino testa e cuore, per uscire dall’altra parte. Non batto ciglio, ho il cuore e la testa bucati tipo scolapasta: esce materia, perdo pezzo di me, ma non me ne curo. Sopravvivo, a tratti anche meglio, più leggera, più “svuotata”. Tolgo tante cazzate e pensieri inutili, sento che uscirò migliore da questa faccenda e spero anche più bella.
Nonostante i weekend tenta sempre ad eccedere sul cibo, per fortuna poi c’è la lunga settimana prima di voglie, di occasioni sociali, di tentazioni. Ci sono io, in ufficio, il mio umore grigio e la fame da tenere sotto controllo bevendo litri e litri di acqua.
Bevo. Bevo e mando giù tutto, me ne frego se fa bene o fa male, sopravvivrò e ne uscirò migliore.
Sono grata.
Certo il futuro è incerto, le speranze di trovare una persona interessante con cui fare una parte di percorso insieme non sono alle stelle, ma non importa. Prendo in mano il telefono, scorro le fotografie di questo anno e NO, non posso proprio lamentarmi. Posso lamentarmi del Passatore? Degli allenamenti sola, di quelli con SSSG, delle calde lacrime sul sentiero dei Castagni, dei bumm bumm della Luisona, della gioia e del rischio provati al via da Firenze? NO
Posso lamentarmi dell’Olanda, del giro in bici, dei miei compagni di viaggi, delle fragole, del faro, del campeggio, del male il culo? NO
Di A&L piombati nella mia vita unicamente per darmi speranza? NO
Delle gare, del Trail, di Miao, delle ragazze tumatrici, di tutte le persone che mi sono state vicinissime ad agosto, che erano vicinissime solo perché sono sempre state lì, così vicine, anche quando non ne avevo bisogno, quando lo ignoravo? NO
Penso a tutte queste cose e sorrido. Ringrazio. E’ tutto perfetto così. La vita mi aveva già circondato di tutto quello mi sarebbe servito a superare quest’ultimo strappo dopo che avevo ignorato i precedenti avvisi. Non è fantastica la vita vista così … vista nel quadro d’insieme di cose terribili che ti manda e di persone magnifiche che ti circonda? E’ fantastico, semplicemente fantastico e perfetto.
Non temo nulla. Può solo continuare così bene.
Anche se resta quel fondo amaro, quella sensazione di #gotakeintheass
Pensieri inutile, smettere immediatamente!
Sono brava e lo sono veramente. Continuano questi flash immaginari, momenti velocissimi di tristezza, malinconia o rabbia. Fortissima rabbia con fuoriuscita spontanea di insulti gratuiti e parolacce inutili. Lascio che escano, che mi attraversino testa e cuore, per uscire dall’altra parte. Non batto ciglio, ho il cuore e la testa bucati tipo scolapasta: esce materia, perdo pezzo di me, ma non me ne curo. Sopravvivo, a tratti anche meglio, più leggera, più “svuotata”. Tolgo tante cazzate e pensieri inutili, sento che uscirò migliore da questa faccenda e spero anche più bella.
Nonostante i weekend tenta sempre ad eccedere sul cibo, per fortuna poi c’è la lunga settimana prima di voglie, di occasioni sociali, di tentazioni. Ci sono io, in ufficio, il mio umore grigio e la fame da tenere sotto controllo bevendo litri e litri di acqua.
Bevo. Bevo e mando giù tutto, me ne frego se fa bene o fa male, sopravvivrò e ne uscirò migliore.
Sono grata.
Certo il futuro è incerto, le speranze di trovare una persona interessante con cui fare una parte di percorso insieme non sono alle stelle, ma non importa. Prendo in mano il telefono, scorro le fotografie di questo anno e NO, non posso proprio lamentarmi. Posso lamentarmi del Passatore? Degli allenamenti sola, di quelli con SSSG, delle calde lacrime sul sentiero dei Castagni, dei bumm bumm della Luisona, della gioia e del rischio provati al via da Firenze? NO
Posso lamentarmi dell’Olanda, del giro in bici, dei miei compagni di viaggi, delle fragole, del faro, del campeggio, del male il culo? NO
Di A&L piombati nella mia vita unicamente per darmi speranza? NO
Delle gare, del Trail, di Miao, delle ragazze tumatrici, di tutte le persone che mi sono state vicinissime ad agosto, che erano vicinissime solo perché sono sempre state lì, così vicine, anche quando non ne avevo bisogno, quando lo ignoravo? NO
Penso a tutte queste cose e sorrido. Ringrazio. E’ tutto perfetto così. La vita mi aveva già circondato di tutto quello mi sarebbe servito a superare quest’ultimo strappo dopo che avevo ignorato i precedenti avvisi. Non è fantastica la vita vista così … vista nel quadro d’insieme di cose terribili che ti manda e di persone magnifiche che ti circonda? E’ fantastico, semplicemente fantastico e perfetto.
Non temo nulla. Può solo continuare così bene.
Anche se resta quel fondo amaro, quella sensazione di #gotakeintheass
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