Insonnia e sogni

Dopo più di un mese di notti felici e sonno ininterrotto, stanotte mi sono rigirata come un Kebab sullo spiedo. Nella prima parte di sogno traspare potente l’inquietudine di questo periodo: sono in mezzo al mare, di notte, è buio e stringo forte la Princy. La corrente ci porta a largo, ma nonostante la situazione critica sono tranquilla. Sfrutto le alte onde che arrivano e si infrangono, con le braccia distese, lascio che il corpo venga trasportato in avanti dall’onda tipo surf. Funziona! Onda dopo onda, senza mai mollare la Princy, approdiamo a riva e mi sveglio.
Resto sveglia un per un po, ma non cedo alla tentazione di guardare l’orario. Resto tranquilla, ripenso al lungo mese di sonni sereni, posso sopportare una notte insonne.
Mi riaddormento e di nuovo sogno. Sono al via di una gara lunga, una ultra. Sono alla TDH anche se non c’è nessun riferimento reale nel sogno che faccia veramente pensare alla Trans D’Havet. Parto e seguo un sentiero, poi un altro, sono sempre alla ricerca delle balise, dei nastri di plastica appesi qua e la, sugli alberi, sulle ringhiere delle case. Attraversiamo anche paesi, salgo scale (tante scale) entro in cortili di case, attraverso anche corridoi di condomini nei quali fatico a trovare il percorso. HO paura di perdermi e a volte capita: non mi resta che tornare indietro, rifare il percorso a ritroso fino alla balisa. E’ soprattutto nei cortili e nei corridoi che fatico ad orientarmi. Corro sempre sola, non incontro nessuno altro runners, qualche volontario ai ristori ma non mi fermo mai a lungo. Mi guardo sempre alle spalle, mi sento come inseguita o meglio non voglio farmi raggiungere da MV. Penso sia dietro e lì deve restare. Io continuo ad andare avanti, corro proiettata in avanti, con l’unica idea di procedere più velocemente possibile. Segno dopo segno, salita dopo salita, scale e corridoio, sentieri totalmente abbandonati. Cercare la strada senza essere raggiunta è la mia unica preoccupazione.

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