Pazza Idea
Non posso credere che lo abbiamo fatto davvero. Sono indecisa se definirla una cazzata o una stronzata.
Rommy ha portato la family in centro e io come una mosca sulla merda, sono volata a lui. Cento messaggi per individuarlo e poi sbuca dietro l’angolo della cioccolateria. Lo riconosco grazie all’immancabile maglia tecnica da runner. E’ bello, è alto, è sano. Conferma tutti i motivi per cui l’ho scelto, appena sbuca da quell’angolo ed entra nella mio campo visivo strabico.
Io non sono so che fare in piazza. Mi sento come fossi nuda e tutti mi stessero guardando. Chiari sintomi di problemi adolescenziali non risolti!
Sono in piedi nel brulichio dei turisti, nelle chiacchiere che arrivano dalle panchine tutte occupate. Ecco di cosa avrei bisogno: sedermi e sperare di smettere di sudare! Sto sudando dalle orecchie, dall’ombelico, persino la pianta dei piedi è sudata e mentre cammino escono rumori sospetti dai sandali cinesi in plastica. Ma tutti i posti sulle panchine sono occupati, così resto in piedi e non ho neanche il coraggio di guardarlo, fisso il telefono come faccio per il 70% del mio tempo libero. Lo fisso e mi dico “Idiota, che cazzo state facendo?”. Alzo lo sguardo e vedo che si avvicina. Tiene la mia stessa postura: una mano in tasca, una mano con il telefono e lo sguardo fisso su … di me! Si avvicina. Penso “E’ pazzo, ci beccheranno subito! Lei uscirà e lo troverà vicino a quella donna nuda che gira per la piazza e capirà subito senza bisogno di parole …” Per fortuna non sono nuda, sono solo una donna sudata che in piedi, in mezzo a una piazza, guarda il telefonino!
Mi ronza intorno, io muovo qualche passo barcollando, un po a dx, un po a sx, tipo ubriaco e mi sento al centro del mondo. Cosa faccio qui? Non è per vedere lui, è per vedere lei, il Nemico! Il nemico è in cioccolateria ad acquistare schifezze, tanto lei è magra, lei che non muove un passo e mangia porcherie, lei … quando esce sono sicura che mi becca.
Mentre macino tutto sto casino mentale lo perdo di vista. Strabuzzo gli occhi, mi guardo intorno e lo vedo lontano, in un angolo remoto della piazza. Mi avvicino, vorrei avere una traiettoria più libera, più disinvolta, invece lo affianco stupidamente, solo per sfiorargli il braccio “Mi scusi” “Scusi lei …”
Ma vaffanculo, non siamo mica in un film, cazzo questa è la VITA VERA e nella vita vera le mogli beccano le amanti con un’antenna radar che, seppur ben piantata nel culo, funziona alla grande cogliendo tutti i segnali possibili!
Svoltiamo l’angolo. Camminiamo come a rallentatore, io mi adeguo alla sua andatura, lui alla mia, finché siamo fermi. Con un filo di fiato esalato guardando una vetrina di Hogan arriva la sua voce “Sei bellissima”. Vorrei solo bestemmiare, lo guardo, guardo le scarpe in vetrina, lo riguardo, riguardo le scarpe in vetrina. E’ bellissimo anche lui. Riprendo a camminare e punto alla fontana: ho la gola secca, non riesco più a deglutire e se dovessi piangere non avrei liquidi in corpo neanche per quello, dato che da 1 ora sto sudando ovunque! Lui mi segue, bevo pigramente. Mi chiede ridendo “Ha finito signora?” Rispondo alzando gli occhi al cielo “prego … prego …”.
C’è una galleria d’arte lungo la via. Gli faccio un cenno d’intesa. Capisce al volo ed è bellissima quest’intesa che non ha bisogno di parole, questo consumarsi di movimenti e direzioni fatto solo di sguardi, vorrei baciarlo così … d'amblè … solo per questo feeling che non muore, che resta negli anni. Perché gli anni passano. E ne sono passati. Un filo di voce arriva di nuovo a me “Sicura?” e fa una faccia come a dire che non se la sente. Del resto lo capisco, io non riuscirei a sostenere nemmeno un terzo di tutta questa pressione psicologica di sapere la famiglia a 100 mt da noi! Dietrofront. Si incammina verso la cioccolateria, lo seguo a distanza, dall’altro lato della strada e leggo sulle sue labbra “Perché sei così bella?”.
Finalmente si libera un posto sulla panchina, mi siedo tra i fiori che vagamente mi nascondono, respiro, mi rilasso, smetto di sudare. Lo tengo d’occhio, entra in negozio e ri-esce quasi subito, riprende a vagare per la piazza, sento i suoi occhi addosso, ma almeno sono seduta, assiepata tra varie specie geranio, pronta a mimetizzarmi velocemente in caso di emergenza. Finge di fare una foto alla piazza, cioè la foto la fa, ma ci sono anche io e la spedisce via messaggio. Lo vedo che ride mentre leggo il messaggio sul mio telefono.
Poi sento del gelo, sento come se il sole si oscurasse. Vedo un essere che si sbraccia, che vuole farsi notare. Merda ci siamo, cazzo è il nemico, è lei. Non ho il tempo di guardarla perché il respiro si ferma, intravedo solo un pantalone bianco, una felpa viola e un essere saltellante. Vedo lui che si fa serio ma è più una sensazione perché sono già fuori dalla piazza, lontano! Alla velocità della luce, dribblando abilmente i turisti, sono fuori, sono dove posso respirare.
Non ce la faccio a guardare il nemico così da vicino. Primo perché tecnicamente la sto “spiando” … e spiare non è mai bello, né onesto. Secondo perché che cazzo faccio se lei gli si avvicina? Se lei gli prende la mano? Se lo prende a braccetto come lui odia?? Ecco sì … se gli prende la mano vado la e le pianto un pugno in faccia, senza se e senza ma. Se invece lo prende a braccetto gli pianto un pugno in faccia e gli dico “Non lo sai che a tuo marito non piace essere preso così???”. In entrambi i casi è preferibile evitare tale visione e tale reazione. Quindi me ne vado a casa … ok dai solo una sbirciata da lontano, solo per vedere i ragazzi. Belli di zia!
Torno sui miei passi, mi metto dietro un chiosco e scansiono la piazza: sante magliette colorate! Lui d’un bell’azzurro, alto, con le sue spalle larghe. Il nemico con la felpa viola e quel suo instancabile saltellare e agitarsi tipo biglia impazzita. Se non smette di cambiare traiettoria impazzisco anche io, con la paura che mi ritrovo di finire face to face. Resto assiepata dietro i cespugli di una pizzeria. Osservo. Oddio quanto mi sta sul cazzo. Lei ma anche spiare! Lui ruota la testa a DX e Sx, mi sta cercando, lo vedo che estrae il telefono dalla tasca e scrive … driin driin … messaggio per me “Non ti vedo più, dove sei amore?”. Sono qui, nascosta, mentre i turisti germanici ingollano pizza alle sei di pomeriggio, io ti sto spiando. I ragazzi sono alti come lui. Il mio preferito è il piccolo, ha una dolcezza che mi ricorda il padre. Si ciondolano per la piazza come solo gli adolescenti sanno ciondolare. Si incamminano e li seguo, lentamente, gli vado dietro, solo che poi cambiano direzione e io sono … allo scoperto! Niente fiori o pizzerie dietro cui nascondermi. Perdo un attimo il controllo, poi via, dietro un bidone e penso “Se qualcuno mi vedesse …”
La salterellina cambia ancora strada, di nuovo mi muovo con cautela, cammino, sempre coperta, questa volta da una file di colonne del porticato più antico della città. Lui si ferma, fa una foto, i ragazzi lo aspettano. Questa è la parte della famiglia che preferisco, che vorrei avere per qualche scorribanda esplorativa. Si fermano a lungo, non so cosa stiano facendo, attendo paziente nel mio angolino. Quando mi pare di non vederli più fermi, mi avvicino, risalgo la strada a T. Guardo a DX e a SX e riconosco subito i colori sgargianti. Svolto a SX, di nuovo li perdo, mi affaccio su un nuovo viale e di nuovo li intravedo sotti i portici. Decido di seguirli dall’altro lato dei portici. Procedo con calma, telefono in mano pronta a fingere qualcosa, sguardo che più distratto non si può alle vetrine, talmente distratto che non mi accorgo che il Nemico ha cambiato fronte, è passato dal mio lato di portici e si dirige verso di me, ma non per me, è per riprendersi uno dei figli e mostrargli qualcosa dall’altra parte della strada. Fiuuu … pericolo scampato, oggi il cuore non mi regge se continuo così, morirò d’infarto. Comunque è lei: vecchia, distratta. Forse è solo come la immagina io, come la descrive lui, non lo so, non so niente, non so perché lo faccio, non a cosa serva, a cosa porterà ….
Entrano in un negozio, d’un tratto spariscono tutti alla mia vista. Respiro, mi sento rilassata, smetto leggermente di sudare. Mi fermo sulla porta, mentre li vedo salire le scale pigramente. Tutti tranne lui, si dilunga vicino alla porta d’ingresso. Chiede informazioni a una commessa. Quanto mi piace, lo adoro da morire … Decido che basta così, troppo rischioso entrare in negozio. Telefono in mano gli scrivo “Sei bellissimo, ti ho spiato mentre parlavi con la commessa. Ora vado. Grazie” mentre invio sono già sulla strada di casa, tranquilla, felice per quanto possa essere strano e difficile crederlo. Driin driiin “ma perché caxxo io non ti vedo??? Grazie a te amore. Sei bellissima”.
Rommy ha portato la family in centro e io come una mosca sulla merda, sono volata a lui. Cento messaggi per individuarlo e poi sbuca dietro l’angolo della cioccolateria. Lo riconosco grazie all’immancabile maglia tecnica da runner. E’ bello, è alto, è sano. Conferma tutti i motivi per cui l’ho scelto, appena sbuca da quell’angolo ed entra nella mio campo visivo strabico.
Io non sono so che fare in piazza. Mi sento come fossi nuda e tutti mi stessero guardando. Chiari sintomi di problemi adolescenziali non risolti!
Sono in piedi nel brulichio dei turisti, nelle chiacchiere che arrivano dalle panchine tutte occupate. Ecco di cosa avrei bisogno: sedermi e sperare di smettere di sudare! Sto sudando dalle orecchie, dall’ombelico, persino la pianta dei piedi è sudata e mentre cammino escono rumori sospetti dai sandali cinesi in plastica. Ma tutti i posti sulle panchine sono occupati, così resto in piedi e non ho neanche il coraggio di guardarlo, fisso il telefono come faccio per il 70% del mio tempo libero. Lo fisso e mi dico “Idiota, che cazzo state facendo?”. Alzo lo sguardo e vedo che si avvicina. Tiene la mia stessa postura: una mano in tasca, una mano con il telefono e lo sguardo fisso su … di me! Si avvicina. Penso “E’ pazzo, ci beccheranno subito! Lei uscirà e lo troverà vicino a quella donna nuda che gira per la piazza e capirà subito senza bisogno di parole …” Per fortuna non sono nuda, sono solo una donna sudata che in piedi, in mezzo a una piazza, guarda il telefonino!
Mi ronza intorno, io muovo qualche passo barcollando, un po a dx, un po a sx, tipo ubriaco e mi sento al centro del mondo. Cosa faccio qui? Non è per vedere lui, è per vedere lei, il Nemico! Il nemico è in cioccolateria ad acquistare schifezze, tanto lei è magra, lei che non muove un passo e mangia porcherie, lei … quando esce sono sicura che mi becca.
Mentre macino tutto sto casino mentale lo perdo di vista. Strabuzzo gli occhi, mi guardo intorno e lo vedo lontano, in un angolo remoto della piazza. Mi avvicino, vorrei avere una traiettoria più libera, più disinvolta, invece lo affianco stupidamente, solo per sfiorargli il braccio “Mi scusi” “Scusi lei …”
Ma vaffanculo, non siamo mica in un film, cazzo questa è la VITA VERA e nella vita vera le mogli beccano le amanti con un’antenna radar che, seppur ben piantata nel culo, funziona alla grande cogliendo tutti i segnali possibili!
Svoltiamo l’angolo. Camminiamo come a rallentatore, io mi adeguo alla sua andatura, lui alla mia, finché siamo fermi. Con un filo di fiato esalato guardando una vetrina di Hogan arriva la sua voce “Sei bellissima”. Vorrei solo bestemmiare, lo guardo, guardo le scarpe in vetrina, lo riguardo, riguardo le scarpe in vetrina. E’ bellissimo anche lui. Riprendo a camminare e punto alla fontana: ho la gola secca, non riesco più a deglutire e se dovessi piangere non avrei liquidi in corpo neanche per quello, dato che da 1 ora sto sudando ovunque! Lui mi segue, bevo pigramente. Mi chiede ridendo “Ha finito signora?” Rispondo alzando gli occhi al cielo “prego … prego …”.
C’è una galleria d’arte lungo la via. Gli faccio un cenno d’intesa. Capisce al volo ed è bellissima quest’intesa che non ha bisogno di parole, questo consumarsi di movimenti e direzioni fatto solo di sguardi, vorrei baciarlo così … d'amblè … solo per questo feeling che non muore, che resta negli anni. Perché gli anni passano. E ne sono passati. Un filo di voce arriva di nuovo a me “Sicura?” e fa una faccia come a dire che non se la sente. Del resto lo capisco, io non riuscirei a sostenere nemmeno un terzo di tutta questa pressione psicologica di sapere la famiglia a 100 mt da noi! Dietrofront. Si incammina verso la cioccolateria, lo seguo a distanza, dall’altro lato della strada e leggo sulle sue labbra “Perché sei così bella?”.
Finalmente si libera un posto sulla panchina, mi siedo tra i fiori che vagamente mi nascondono, respiro, mi rilasso, smetto di sudare. Lo tengo d’occhio, entra in negozio e ri-esce quasi subito, riprende a vagare per la piazza, sento i suoi occhi addosso, ma almeno sono seduta, assiepata tra varie specie geranio, pronta a mimetizzarmi velocemente in caso di emergenza. Finge di fare una foto alla piazza, cioè la foto la fa, ma ci sono anche io e la spedisce via messaggio. Lo vedo che ride mentre leggo il messaggio sul mio telefono.
Poi sento del gelo, sento come se il sole si oscurasse. Vedo un essere che si sbraccia, che vuole farsi notare. Merda ci siamo, cazzo è il nemico, è lei. Non ho il tempo di guardarla perché il respiro si ferma, intravedo solo un pantalone bianco, una felpa viola e un essere saltellante. Vedo lui che si fa serio ma è più una sensazione perché sono già fuori dalla piazza, lontano! Alla velocità della luce, dribblando abilmente i turisti, sono fuori, sono dove posso respirare.
Non ce la faccio a guardare il nemico così da vicino. Primo perché tecnicamente la sto “spiando” … e spiare non è mai bello, né onesto. Secondo perché che cazzo faccio se lei gli si avvicina? Se lei gli prende la mano? Se lo prende a braccetto come lui odia?? Ecco sì … se gli prende la mano vado la e le pianto un pugno in faccia, senza se e senza ma. Se invece lo prende a braccetto gli pianto un pugno in faccia e gli dico “Non lo sai che a tuo marito non piace essere preso così???”. In entrambi i casi è preferibile evitare tale visione e tale reazione. Quindi me ne vado a casa … ok dai solo una sbirciata da lontano, solo per vedere i ragazzi. Belli di zia!
Torno sui miei passi, mi metto dietro un chiosco e scansiono la piazza: sante magliette colorate! Lui d’un bell’azzurro, alto, con le sue spalle larghe. Il nemico con la felpa viola e quel suo instancabile saltellare e agitarsi tipo biglia impazzita. Se non smette di cambiare traiettoria impazzisco anche io, con la paura che mi ritrovo di finire face to face. Resto assiepata dietro i cespugli di una pizzeria. Osservo. Oddio quanto mi sta sul cazzo. Lei ma anche spiare! Lui ruota la testa a DX e Sx, mi sta cercando, lo vedo che estrae il telefono dalla tasca e scrive … driin driin … messaggio per me “Non ti vedo più, dove sei amore?”. Sono qui, nascosta, mentre i turisti germanici ingollano pizza alle sei di pomeriggio, io ti sto spiando. I ragazzi sono alti come lui. Il mio preferito è il piccolo, ha una dolcezza che mi ricorda il padre. Si ciondolano per la piazza come solo gli adolescenti sanno ciondolare. Si incamminano e li seguo, lentamente, gli vado dietro, solo che poi cambiano direzione e io sono … allo scoperto! Niente fiori o pizzerie dietro cui nascondermi. Perdo un attimo il controllo, poi via, dietro un bidone e penso “Se qualcuno mi vedesse …”
La salterellina cambia ancora strada, di nuovo mi muovo con cautela, cammino, sempre coperta, questa volta da una file di colonne del porticato più antico della città. Lui si ferma, fa una foto, i ragazzi lo aspettano. Questa è la parte della famiglia che preferisco, che vorrei avere per qualche scorribanda esplorativa. Si fermano a lungo, non so cosa stiano facendo, attendo paziente nel mio angolino. Quando mi pare di non vederli più fermi, mi avvicino, risalgo la strada a T. Guardo a DX e a SX e riconosco subito i colori sgargianti. Svolto a SX, di nuovo li perdo, mi affaccio su un nuovo viale e di nuovo li intravedo sotti i portici. Decido di seguirli dall’altro lato dei portici. Procedo con calma, telefono in mano pronta a fingere qualcosa, sguardo che più distratto non si può alle vetrine, talmente distratto che non mi accorgo che il Nemico ha cambiato fronte, è passato dal mio lato di portici e si dirige verso di me, ma non per me, è per riprendersi uno dei figli e mostrargli qualcosa dall’altra parte della strada. Fiuuu … pericolo scampato, oggi il cuore non mi regge se continuo così, morirò d’infarto. Comunque è lei: vecchia, distratta. Forse è solo come la immagina io, come la descrive lui, non lo so, non so niente, non so perché lo faccio, non a cosa serva, a cosa porterà ….
Entrano in un negozio, d’un tratto spariscono tutti alla mia vista. Respiro, mi sento rilassata, smetto leggermente di sudare. Mi fermo sulla porta, mentre li vedo salire le scale pigramente. Tutti tranne lui, si dilunga vicino alla porta d’ingresso. Chiede informazioni a una commessa. Quanto mi piace, lo adoro da morire … Decido che basta così, troppo rischioso entrare in negozio. Telefono in mano gli scrivo “Sei bellissimo, ti ho spiato mentre parlavi con la commessa. Ora vado. Grazie” mentre invio sono già sulla strada di casa, tranquilla, felice per quanto possa essere strano e difficile crederlo. Driin driiin “ma perché caxxo io non ti vedo??? Grazie a te amore. Sei bellissima”.
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