Cima Fleckner
(Gita del 28/11/10)
Dati generali
- condizioni generali prima dell'allenamento: contenta di andare a sciare
- condizioni generali dopo l'allenamento: ottimo umore e soddisfazione
Dati Specifici
- tipologio di allenamento: SCIALPINISMO
- ritmo : tranquillo
- dislivello: 840mt + (discesa dall'andata)
- itinerario: Cima Fleckner - Racines
Umore alle stelle. Ero carica come una molla, il tempo era ottimo e si è aggiunta una terza persona. Ero davvero felice. La felicità si è smorzata quando (come SEMPRE) non stavo dietro ai miei compegni nemmeno sul falsopiano. Ho ignorato questa cosa, ho cercato di andare più che potevo senza bruciarmi o ammazzarmi di fatica. La giornata era fredda ma splendida, sul pendio polveroso non c'era nessuna traccia. Altre persone ci precedevano nella salita, ma una traccia pulita non si negava a nessuno!
La salita non era tecnica e non era ripida, ma ugualmente a un certo punto ho rallentato ed è comparsa l'idea di non arrivare in vetta. I miei soci erano avantissimo, scomparsi alla mia vista. Così ho deciso di affidare a un piccione viaggiatore un messaggio "se siete stanchi di aspettare in vetta scendete pure". Ma il piccione mi ha risollevato il morale con un "manca 50mt e sei arrivata". Anche oggi un angelo salvatore e motivatore mi ha tratto in salvo dalla ritirata. Certo è che non posso affidare sempre al fato o al destino la riuscita delle mie imprese. Dovrei cercare di automotivarmi o di smettere di pensare che sono una perdente e non ce la farà.
Torniamo al racconto: arrivoin vetta, c'e' parecchia gente e i soci sono pronti per scendere. Mi infilo un pile velocemente, non bevo, non mangio, faccio 3 foto di numero e tolgo le pelli: giù per la discesa. Primo tratto leggermente crostato, ma poi bella polvere (per me), beve media per i miei soci. Si vede chi non scia da molto tempo e ne ha voglia!!!!!!!!! :-)
Le gambe urlano di dolore, i quadricipiti sono a pezzi. Non posso fermarmi, i miei soci mi aspettano sempre, devo andare avanti e quasi non mi godo la discesa. Non mi faccio mancare qualche urletto di gioia, perchè in fondo, anche se il quadricipite sta urlando, anche il cuore, la mente e lo spirito stanno urlando, ma di gioia!
Arriviamo alla macchina, fa freddino, forse in vetta era -20° e non so come facciano a dirlo senza un termometro. Optiamo per una biretta veloce, ma dentro il bar ci sono pesone che conosco e ci uniamo a loro per un saluto. Sono simpatici, alpinisti, gente di montagna. In dialetto afferro poche parole ... Snapps ... sechs ... neanche il tempo di mettere assieme le due parole e arrivano grappe e montenegro per tutti. Con la differenza che loro avevano mangiato, noi eravamo digiuni! Ancora qualche chiacchiera e io sorseggio la grappa. Non vado matta per questo super alcolico ma devo dire che è buona e non sento fastidio in gola o allo stomaco quando la bevo. Si decide di andare, si alzano tutti. Un attimo prima eravamo tutti con i bicchieri in mano di grappa, pochi secondi dopo hanno TUTTI finito i bere e i bicchieri sono sul bancone. Ma cos'e' successo?? Pochi istanti per ritrovarmi come una pivella, con il mio bicchiere in mano, da finire e tutti che mi guardano come per dire "cosa aspetti?". Mi viene in aiuto un tizio con un "Butta tutto giù". Sono in preda alla soggezione e senza pensarci eseguo e butto giù tutto!! Aspetto il bruciore dell'alcol nella gola e nello stomaco, invece niente. Appoggio il bicchiere al bancone e mi dirigo veloce verso l'uscita incurante degli sguardi dei miei soci.
Finalmente torniamo a casa dove infrddolita svuoto il boiler di acqua calda nel tentativo di scaldarmi. Mi lavo per bene, ho un leggero fastidio alle caviglie, gli scarponi stringevano, o erano messi male o forse ho fatto un movimento sbagliato. Comunque non ho male alle gambe, sto bene. Ho voglia di andare ancoa, sarebbe bello poter programmare già un'altra uscita ma ... bhaaa sogni, chissà quando sarà. Certo non avrò un permesso per il prossimo weekend, magari un'uscita notturna in settimana. Non posso illudermi e forse per questo la domenica (giorno in cui sto scrivendo) mi sembra più triste del solito. Nevica e non voglio di uscire, di passeggiare. Sono rinchiusa in casa ad alimentare la mia obesità. Non un solo brivido di gioia, di entusiasmo mi attraversa oggi la schiena. Nemmeno le chiacchiere con il mio amico mi risollevano: mi sa che anche lui è a terra. Mi infastidisce sempre questo suo non raccontare e dall'altra parte io non so trattenere il mio bisognod i condivedere. Non amo le amicizie a senso unico, non le trovo giuste. D'altra parte non so dire basta.
Ma domani è lunedì!! Posso sempre ritentare con la dieta e chiudere quella maledetta porta. Da domani ...
Dati generali
- condizioni generali prima dell'allenamento: contenta di andare a sciare
- condizioni generali dopo l'allenamento: ottimo umore e soddisfazione
Dati Specifici
- tipologio di allenamento: SCIALPINISMO
- ritmo : tranquillo
- dislivello: 840mt + (discesa dall'andata)
- itinerario: Cima Fleckner - Racines
Umore alle stelle. Ero carica come una molla, il tempo era ottimo e si è aggiunta una terza persona. Ero davvero felice. La felicità si è smorzata quando (come SEMPRE) non stavo dietro ai miei compegni nemmeno sul falsopiano. Ho ignorato questa cosa, ho cercato di andare più che potevo senza bruciarmi o ammazzarmi di fatica. La giornata era fredda ma splendida, sul pendio polveroso non c'era nessuna traccia. Altre persone ci precedevano nella salita, ma una traccia pulita non si negava a nessuno!
La salita non era tecnica e non era ripida, ma ugualmente a un certo punto ho rallentato ed è comparsa l'idea di non arrivare in vetta. I miei soci erano avantissimo, scomparsi alla mia vista. Così ho deciso di affidare a un piccione viaggiatore un messaggio "se siete stanchi di aspettare in vetta scendete pure". Ma il piccione mi ha risollevato il morale con un "manca 50mt e sei arrivata". Anche oggi un angelo salvatore e motivatore mi ha tratto in salvo dalla ritirata. Certo è che non posso affidare sempre al fato o al destino la riuscita delle mie imprese. Dovrei cercare di automotivarmi o di smettere di pensare che sono una perdente e non ce la farà.
Torniamo al racconto: arrivoin vetta, c'e' parecchia gente e i soci sono pronti per scendere. Mi infilo un pile velocemente, non bevo, non mangio, faccio 3 foto di numero e tolgo le pelli: giù per la discesa. Primo tratto leggermente crostato, ma poi bella polvere (per me), beve media per i miei soci. Si vede chi non scia da molto tempo e ne ha voglia!!!!!!!!! :-)
Le gambe urlano di dolore, i quadricipiti sono a pezzi. Non posso fermarmi, i miei soci mi aspettano sempre, devo andare avanti e quasi non mi godo la discesa. Non mi faccio mancare qualche urletto di gioia, perchè in fondo, anche se il quadricipite sta urlando, anche il cuore, la mente e lo spirito stanno urlando, ma di gioia!
Arriviamo alla macchina, fa freddino, forse in vetta era -20° e non so come facciano a dirlo senza un termometro. Optiamo per una biretta veloce, ma dentro il bar ci sono pesone che conosco e ci uniamo a loro per un saluto. Sono simpatici, alpinisti, gente di montagna. In dialetto afferro poche parole ... Snapps ... sechs ... neanche il tempo di mettere assieme le due parole e arrivano grappe e montenegro per tutti. Con la differenza che loro avevano mangiato, noi eravamo digiuni! Ancora qualche chiacchiera e io sorseggio la grappa. Non vado matta per questo super alcolico ma devo dire che è buona e non sento fastidio in gola o allo stomaco quando la bevo. Si decide di andare, si alzano tutti. Un attimo prima eravamo tutti con i bicchieri in mano di grappa, pochi secondi dopo hanno TUTTI finito i bere e i bicchieri sono sul bancone. Ma cos'e' successo?? Pochi istanti per ritrovarmi come una pivella, con il mio bicchiere in mano, da finire e tutti che mi guardano come per dire "cosa aspetti?". Mi viene in aiuto un tizio con un "Butta tutto giù". Sono in preda alla soggezione e senza pensarci eseguo e butto giù tutto!! Aspetto il bruciore dell'alcol nella gola e nello stomaco, invece niente. Appoggio il bicchiere al bancone e mi dirigo veloce verso l'uscita incurante degli sguardi dei miei soci.
Finalmente torniamo a casa dove infrddolita svuoto il boiler di acqua calda nel tentativo di scaldarmi. Mi lavo per bene, ho un leggero fastidio alle caviglie, gli scarponi stringevano, o erano messi male o forse ho fatto un movimento sbagliato. Comunque non ho male alle gambe, sto bene. Ho voglia di andare ancoa, sarebbe bello poter programmare già un'altra uscita ma ... bhaaa sogni, chissà quando sarà. Certo non avrò un permesso per il prossimo weekend, magari un'uscita notturna in settimana. Non posso illudermi e forse per questo la domenica (giorno in cui sto scrivendo) mi sembra più triste del solito. Nevica e non voglio di uscire, di passeggiare. Sono rinchiusa in casa ad alimentare la mia obesità. Non un solo brivido di gioia, di entusiasmo mi attraversa oggi la schiena. Nemmeno le chiacchiere con il mio amico mi risollevano: mi sa che anche lui è a terra. Mi infastidisce sempre questo suo non raccontare e dall'altra parte io non so trattenere il mio bisognod i condivedere. Non amo le amicizie a senso unico, non le trovo giuste. D'altra parte non so dire basta.
Ma domani è lunedì!! Posso sempre ritentare con la dieta e chiudere quella maledetta porta. Da domani ...
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