Schiumata da rientro

Stavo schiumando disagio da rientro alla vita normale. Questa schiumavo più di altre visto io lockdown dalla civilita avuto in malga. Per certe cose è stato stupendoooo. Per altre non avrei retto molto di più.
Non c’è la facevo ad andare a casa, alle 16 di un lunedì pomeriggio. C’era troppo sole e troppe ore che avrei finito per sprecare in lavatrici. E poi c’era il ritorno a Topolinia, lui che potrebbe comparire in qualsiasi momento, lo sforzo di stare ancora 24 ore senza internet e connessioni per stalkerare e spiare il mondo per sapere come è andato avanti senza di me. tornare alle solite orrende abitudini. Magari scoprire che nessuno mi ha cercato in queste settimane. Schiumano questi ed altri orrendi pensieri, quindi mi sono detta “prenditi ancora qualche ora di natura, vattene dove puoi sentirti come in malga: libera e silziosa”.
Dopo aver passato in rassegna metà dei miei soliti posti, dopo averli scartati e ripresi più volte, dopo essermi detta che 5 ore di macchina potevano anche bastare, che poteva camminare partendo da casa ... sono finita dove potevo incontrarlo.
Che poi diciamolo ... sapevo di non incontrarlo. Le possibilità che lui salisse di lunedì (inizio settimana), in pieno pomeriggio,’con un meteo che lui definirebbe “troppo rischio pioggia”. Era praticamente impossibile ma io avevo bisogno di cullarmi in un “pensiero coccola” che mi tranquillizzasse.
Mi sono fatta altri 40 minuti di auto, altri tornanti ed ero di nuovo tra i boschi, a 17 gradi, nel silenzio. Non c’era la malga ma c’ero io. Tutto sembrava subito meglio, i km fatti in più, io tempo speso ancora a guidare, sono serviti. Ho preso lo zaino e sono salita sul Corno opposto. Non il solito, dove più “facilmente” lo avrei incontrato, dall’altro lato. Quello che ricordavo duro e cattivo, quello che ricordavo più lungo e faticoso, quello che mi faceva paura e non avevo più rifatto. L’ho preso di petto e non era né duro ne faticoso. L’ho salito docilmente, sudando, ma senza affanno. Ero in vetta. Ero sola. Ero in silenzio. Ero perfetta. Grazie vita.
Sono scesa sollevata, grata, riconciliata.
Mi sono presa altro tempo per stare con me, con il silenzio che ho tanto apprezzato queste settimane e finalmente mi è venuta voglia di scendere, di andare a casa. Ero pronta per tornare alla “solita” vita.
Di nuovo in auto e di nuovo pensieri coccola allidea di incrociarlo mentre sale per andare a casa. L’orario adesso sarebbe più propizio. Così gioco e controllo ogni auto ma è troppo buio per vedere l’interno. Allora mi esercito a leggere e la targa e comunque decido di salutare a proprio tutti quelli che salgono con un modello di auto come il suo. È divertente!! Rido ... di me stessa, delle cose sciocche che faccio ma che mi liberano. Mi fanno sentire meglio. Gioco invece di deprimermi. Rido invece di piangere. La realtà rimane la stessa: sono sola e ho fallito, ma posso andare avanti e continuare a godere della vita e divertirmi.
Grazie malga. La mia casa mi è sembrata stupendamente stupenda. La doccia un lusso incredibile. Il pavimento bianco e puliti. Gli armadi con i vestiti. Niente odori di fumo e muffa. Grazie vita.

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