Il dopo Treviso

Sono tornata a casa. La domenica sera è sempre un momento difficile, con pensieri a cazzum tra uomini di merda, lavoro che riprende da merda, down da fine weekend. Osservo questi pensieri e li lascio andare. Non mi oppongo ... li partorisco e pace.
Nel weekend avevo dimenticato il telefono, gli accessi, le foto. Avevo chiacchierato fino alle 3 di venerdì notte, ascoltato storie, di amore, di vita, di sofferenza, di patologici ... Mi sono sentita “in compagnia”, pare ci sia un intero mondo di gente che all’apice del dolore ha le mie stesse manie e modi stupidi per sta meglio. Normale. Lo aveva detto alla conseleur e lo dicono anche altre persone comuni. Quindi posso stalkerare?!? È lecito??? È normale?? Rido.
Sono partita sentendomi forte, sono partita convinta di non aver bisogno di lui, di aver capito come si sia comportato male, come non avesse giustificazioni. Come avessi aperto gli occhi e adesso fossi forte, decisa, avanti senza voltarmi.
Poi sono andata a camminare. 5 ore da sola, con la mia testa, le mie maledette fantasieeee. Sono tornata alla macchina che avevi ancora voglia di lui, che mi chiedevo chissà se tornerà davvero in veste ufficiale. Un’altra ora di macchina a cantare Ligabue e a farmi coraggio, a dirmi che sono forte, che posso ignorarlo, che DEVO ignorarlo, andare avanti.
A casa la disperazione. Tempo vuoto, senza figlia, con il telefono a controllare, a farmi male. Troppi accessi su whatsapp, sara arrivata una nuova fiamma. Garmin n in down mondiale nn so dove sia stato. Ma si, tormentiamoci che tanto è gratis.
Poi finalmente un segno dal cielo, un lampo di razionalità o solo un colpo di culo: rileggo la descrizione su tinder.
“È ora di rimettersi in cammino in compagnia”.
Un flash mi attraversa la mente, il chiaro significato di quella frase che ho riletto già troppe volte mi si è stampato in testa: lui non vuole camminare con me!!! Il problema non è la relazione seria, il problema è la relazione con me. Lui ci starebbe con un’altra ... chiaro, semplice, vero. Ora sento di nuovo la forza giusta per andare avanti e ignorarlo. Qualcuno con cui camminare insieme. Qualcuno ... non me.

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