Un'altro week
Non andrebbe nenanche male se non fosse per certi piccoli incidenti di percorso che mi rigettano nell'inquietudine. Sono stati giorni di pioggia ma oggi è tornato il sole. Sono stati giorni di digiuni e di abbuffate. Ho versato tante lacrime ma mi sono sforzata anche di sorridere. Uno sforzo notevole.
Si insomma a distanza di una settimana le cose si affievoliscono, compreso il dolore. Finchè non inciampo casualmente su qualche scambio di parole che io non capisco, che non mi riguarda. Penso subito a uno scambio di pensieri d'amore, un'intesa che una volta mi apperteneva, che aveva solo con me. Cazzo io ero il centro del mondo, non c'era pensiero, istante, momento che non mi riguardasse. Tutto ruotava intorno a me. Cosa ho sbagliato? E' così che scoppia la rabbia, la gelosia, la vergona, l'invidia, un'insieme di emozioni che esplodono lettaralmente, che mi fanno salire la pressione, che mi viene istantaneamente mal di testa. Scoppio!! Mi sento scoppiare ... e finisco per piangere.
Anche i sogni ormai parlano chiaro. Stanotte ho sognato che mi scriveva una lettera dove diceva che ormai non ero più io ad accendere i suoi pensieri, i suoi giorni. Ormai io ero fuori dai suoi pensieri, dalla sua vita. Più chiaro di così. Ormai lo so ... devo rassegnarmi, devo metabolizzare. Ormai è un anno che lo so, solo che per un anno potevo dire "A quest'ora un anno fa ..." ed era ancora accettabile, anche per la mia autostima bassissima, anche per la mia capacità di ignorare la fine delle storie d'amore. Adesso è troppo piagnucolare ripetendosi "A quest'ora due anni fa ...." Cazzo , così è troppo. Devo riconoscerlo. Non ho più scuse. Devo pensare alla primavera, all'estate, alla dieta. Devo pensare ad andare in montagna, a rifarmi una vita, ad allargare le amicizie. Devo fare spazio per cose nuove, questo rimane il mio buono proposito per l'anno. Fare spazio. Buttare il vecchio, l'inutile.
E intanto è di nuovo venerdì. Una settimana fa ero a quest'ora ero urbiaca. Ero a pranzo o forse ero in bagno .... Ero viva. Una settimana fa a quest'ora ero nel pieno della vita, dell'allegria, della spensieratezza. Ero ... voglio essere ancora. Ancora vita, ancora allegria, ancora montagna. Chiedo così poco ...
Si insomma a distanza di una settimana le cose si affievoliscono, compreso il dolore. Finchè non inciampo casualmente su qualche scambio di parole che io non capisco, che non mi riguarda. Penso subito a uno scambio di pensieri d'amore, un'intesa che una volta mi apperteneva, che aveva solo con me. Cazzo io ero il centro del mondo, non c'era pensiero, istante, momento che non mi riguardasse. Tutto ruotava intorno a me. Cosa ho sbagliato? E' così che scoppia la rabbia, la gelosia, la vergona, l'invidia, un'insieme di emozioni che esplodono lettaralmente, che mi fanno salire la pressione, che mi viene istantaneamente mal di testa. Scoppio!! Mi sento scoppiare ... e finisco per piangere.
Anche i sogni ormai parlano chiaro. Stanotte ho sognato che mi scriveva una lettera dove diceva che ormai non ero più io ad accendere i suoi pensieri, i suoi giorni. Ormai io ero fuori dai suoi pensieri, dalla sua vita. Più chiaro di così. Ormai lo so ... devo rassegnarmi, devo metabolizzare. Ormai è un anno che lo so, solo che per un anno potevo dire "A quest'ora un anno fa ..." ed era ancora accettabile, anche per la mia autostima bassissima, anche per la mia capacità di ignorare la fine delle storie d'amore. Adesso è troppo piagnucolare ripetendosi "A quest'ora due anni fa ...." Cazzo , così è troppo. Devo riconoscerlo. Non ho più scuse. Devo pensare alla primavera, all'estate, alla dieta. Devo pensare ad andare in montagna, a rifarmi una vita, ad allargare le amicizie. Devo fare spazio per cose nuove, questo rimane il mio buono proposito per l'anno. Fare spazio. Buttare il vecchio, l'inutile.
E intanto è di nuovo venerdì. Una settimana fa ero a quest'ora ero urbiaca. Ero a pranzo o forse ero in bagno .... Ero viva. Una settimana fa a quest'ora ero nel pieno della vita, dell'allegria, della spensieratezza. Ero ... voglio essere ancora. Ancora vita, ancora allegria, ancora montagna. Chiedo così poco ...
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