Ha vinto ancora una volta

E' andata così. Ancora una volta ha vinto, ancora una volta mi ha così sfinito da restare senza forze. Senza forze ma non senza sogni. Senza forze ma non mi toglie la voglia di andare, di stare in giro, di divertirmi. Questa volta vorrei fargliela pagare, questa volta vorrei la guerra. Non ha diritto di rovinarmi ogni sogno, ogni progetto. Ho già rinunciato alla montagna, cos'altro vuole???
Comunque è stato bello pensare di esserci stasera. Pensare alla festa, immaginare la voce calda, le chitarre allegre e un teatro che cantava e ballava. E' stato bello pensare al lungo viaggio per arrivarci, al co-pilota che avrebbe indossato la tuta per accompagnarmi, alle chiacchiere che ci saremmo raccontate. Bello pensare di attraversare un pezzo d'italia di notte, dopo un concerto, dopo aver cantato e applaudito. Attraversare tante regioni con la stanchezza nel corpo, ma l'allegria e la gioia nel cuore. Non ho speranze, sono una romantica.
Bello anche pensare che da qualche parte, su una poltroncina dello stesso colore, con lo stesso entusiasmo, la stessa voglia di divertirsi, di ballare ... da qualche parte una voce conosciuta e un sorriso contagioso avrebbero cantato tutte le canzoni, dalla prima all'ultima. I nostri corpi lontani, le nostre voci unite. Non mi resta che sperare in una gentile telefonata, magari quando canta le cose perdute. Un po troppo ... forse un sms a fine concerto. Un po troppo anche questo ... forse domani un racconto sintetico, sicuramente entusiasta, su gentile concessione dell'autore.
Come sempre peccato.

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