Mi concedo di chiedere aiuto (e di essere magra)

Dopo la tempesta (E ieri ne ha fatta parecchia dentro e fuori di me), finalmente la quiete.
Dopo una giornata passata a piangere con unamedia di 10 ml all´ora, finalmente sono di nuovo serena, lucida, determinata.
Perché non riesco da sola a fare quello che faccio con la counselor? In fondo non era difficile ... a parte che non ho fatto 3 anni di scuola, a parte che lei mi mi tira fuori rabbia e emozioni in maniera MOLTO Piú forte di come le tiro fuori io! Quindi meglio che ci vada, meglio chiedere aiuto.
Mi concedo di chiedere aiuto.
Con il solito giochino delle sedie potevo esplodere di tutto contro Emmelle. La prima volta che feci questo esercizio era con la una collega, la Michela. Lei contestava le mie ciabatte e il mio abbigliamento. Era la prima volta che andavo dalla counselor, ricordo bene come mi sentissi strana a fare le due "parti", ma uscí subito e chiaramente una parte di me che lotta da sempre: la voglia di distinguersi mescolata alla voglia di sparire.
Ieri sera su quella sedia, alle parole "Cosa vorresti dire ad Emmelle?" non usciva niente. Ero muta. Piangevo, piangevo e ancora piangevo senza riuscire a dire una sola parola. Pensavo all´elenco infinito di cose che avrei voluto chiudergli, alle arringhe che mi dico di non preparare ma che elaboro in automatico a qualsiasi ora della notte, appena mi giro con troppa veemenza, svegliando eccessivamente. Intere notti a pensare, rimurginare, intere ore passate a dialogare con lui. Persino lettere scritte qui dentro e poi? Poi pinangevo e dentro di me sentivo un grande VUOTO di PAROLE, un bellissimo, stupendo, sereno VUOTO di parole. Ecco, forse, non ho davvero piú niente da dire a questo uomo cosí piccolo che si é comportato cosí male. Niente di niente. Fuori dalla mia vita, non meriti nemmeno una parola, mi fai cosí schifo che non ho nessuna parola da dedicarti.
Piangevo ed ero felice di non riuscire a dire quasi niente. Mi sentivo in pace, con le mie lacrime, il mio doloro e il mio silenzio. L´indifferenza forse é vicina?!?
Frase pontentissima, mio nuovo mantra: IO NON VOGLIO UN UOMO COSI.
Questa é la sintesi di tutto, qualsiasi paranoia o dubbio verrá da oggi sedato con questa semplice affermazione: non voglio un uomo cosí! Puó essere che questo uomo sia diverso (come era stato con me nei mesi scorsi), puó essere che questo uomo cambi in futuro, ma io, cosí, sposato, su tinder, che fa il Cicisbeo, NON LO VOGLIO.
Il vuoto assoluto di parole, conferma questa cosa.
Ed ora veniamo alla dieta: sto dimagrendo. Ho infranto la bariera di XXX3 e sto puntando dritto verso i XXX2. La gente se ne accorge anche, me lo dicono, me lo chiedono. Sto mangiando poco, forse troppo poco o chissá. Non sto facendo sport, la merda di emozioni delle scorse settimane mi ha davvero tolto appetito. Ieri a pranzo mi sono SFORZATA di mangiare!! Dico io ... ti devi sforzare??? Mica ti sciupi se salti un pasto!?!?! Cazzo sfrutta ogni inappetenza per perdere anche solo 1 etto di peso, Cristo Santoooo!!!
Si insomma, ieri mi sono preoccupata. Preoccupata di ammalarmi, di cadere in nuove turbe alimentari, di perdere di vista la salute. Ora tu puoi preoccuparti di mangiare TROPPO POCO quando devi perdere 15 merdosi chili di grasso? La mia persona risposta, pur non essendo medico, nutrizionista o dietologo é NO, non ti devi preoccupare, perché prima che ti succeda di ammalarti devi merdere altri 15 kg. Invece che "magná tranquilla" mi viene da dire "Digiuna tranquilla"! E´solo un momento ... sono solo stanca, delusa. Lo sconforto mi toglie appetito, devo solo approfittarne, di questo e del fatto che la figlia sia in vacanza due settimane, per non cucinare, per farmi di proteine e beveroni. Due settimane di splendida dieta, poi a settembre vediamo che nuove abitudini impostare. Cosí mi trovo bene: niente pranzo con i colleghi, beverone quando ho molta sete e quando nonho voglia di cucinare. Per il resto mangio quello che c´é. DEvo solo continuare e mettemri in testa che posso essere magra.
Io mi concedo di essere magra. Posso essere bella e leggera anche io. Anche io posso avere i fianchi in dentro e non in fuori, posso vestirmi bene, essere smeplice ma sembrare elegante. Queste cose da MAGRA funzionano benissimo e io posso essere magra come le altre. Non ho bisogno di corazze, io posso essere abbracciata senza che serva un gigante.
Io mi concedo di essere magra.
Non mi guarderó allo specchio spaventata da questo viso sempre piú luminoso, splendente. Un viso nuovo, in cui risaltano gli occhi, un viso sgonfio. Non avró paura di diventare piú piccola, meno visibile. Meno ingombrante non vuole dire meno visibile. Io resto io, una grande donna, non serve un corpo grande per occupare uno spazio nelle vite altrui, per dire "eccomi, ci sono, mi vedete?". Tutti mi vedranno anche da magra. Non ho paura. Diventeró bellissima.

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