Sogni malati di morti e di vulcani

Sogno sempre morti.
e' iniziato la settimana scorsa: non ricordavo la data della morte dei miei nonni e così andavo su internet, scrollavo una infinita pagina di morti. Data di nascita, data del decesso e foto. C'erano i nonni, gli zii ma anche amici ancora in vita. Scrollavo questi infiniti necrologi.
Stanotte morivo io. Ero su un bus e vedevo da lontano un vulcano eruttare (chiaro segno di rabbia e repressione dei miei sentimenti attuali verso il mondo intero) vedevamo la lava, una nube di cenere avvicinarsi sempre più, il cielo che si fa buio e grigio, di un inquietante grigio scuro. Sentivo sempre più caldo, la gente sul bus si affannava a scendere e scappare, ma io sapevo che non avevamo più scampo. Pensavo a mia figlia, a scuola, non avrei potuto proteggerla, sarebbe morta anche lei. E intanto l'onda di lava, cenere e caldo avanzava, poi mi colpiva in pieno, io mi rilassavo e morivo ... anzi no, mi svegliavo.
Ho impiegato parecchio a riaddormentarmi, le sensazioni di impotenza e infine di abbandono all'ineluttabile destino sono state forti. Quando la sveglia è suonata alle 6.00 non mi sono alzata. Sno stanca, di quella stanchezza non fisica, indefinibile, si insomma quella che caga il cazzo. Ripenso agli ultimi anni e mi domando per quanto tempo (mesi) sono stata consecutivamente felice o vagamente serena. Agosto 2017 la bomba, rimessa in discussione di ogni aspetto della mia vita poi a novembre barlumi di voglia di vivere, durati fino a dicembre. Gennaio - luglio 2018 MERDA. Settembre 2018 di nuovo barlumi di serenità, timidi fasci di speranza illuminano le mie giornate. Ottobre inizia la stagione sciistica, un lento declino fino a dicembre. Chiudo l'anno con la prima candida della mia vita, tendenzialmente dovuta a stress e difese immunitarie basse. Sono a fine luglio e non ho più ritrovato barlumi di speranza, gioia di vivere, sensazione di serenità. Niente. Meglio smettere di pensarci che le lacrime arrivano giù facili, senza farsi troppo pregare.

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