La vita mi pare grigia, Lloyd
Vuoi fare la malinconica? Va bene.
Vuoi fare la poetessa piena di perle di saggezza? Va bene.
Vuoi andartene con quell'alone di misterioso fascino intellettual-radical-chic? Va tutto bene, basta che te ne vai.
Basta che ti allontani e non ti fai venire in mente, questa sera, rientrando dai monti. Soffoca qualsiasi proposta tipo “Posso salire per un bicchiere d’acqua” come chiedeva sempre lui. Cancella, dimentica, erase. Tu sei creativa, sei fantasiosa, hai mille idee, mille soluzioni. Tu puoi fare qualsiasi cosa … lo sai … ed è una bella cosa, è una bella idea romantica quella dei “cu cu” con sorpresa al seguito. Bellissima! Ma … usala per un cazzo di uomo che ti caghi! Non usarla per Emmelle, no, no e ancora no.
Se ti fa soffrire mangia, ma non fare proposte o inviti. Davvero, onestamente, meglio obesa con ancora un filo di dignità, che magra ma dipendente da stupide relazioni inconcludenti.
MANGIA, ingozzati, soffoca di cibo qualsiasi desiderio o idea.
E giustamente, all'apice della malincoNoia chiama Lei, la nostra cupida. Lei che potrebbe semplicemente godersi l’uomo che ha vicino e invece complica tutto. Lei che potrebbe stare tranquilla, rasserenarsi e invece versa inutili fiumi di lacrime e inventa scenari apocalittici che non si realizzano e sfumano come il contouring del viso. Lei, che a volte ci ha aiutato, a volta l’ha ricacciato a me dopo averlo ripulito dalla paranoie. Lei che però dice “Lascia stare”. Cosa le rispondo a fare? Per ascoltare il racconto della sua vacanza perfetta a due contro la sua solita nefasta previsione? Almeno raccontasse cose belle senza aggiungere “tanto non durerà, tanto lui non cambia”. Ma per fortuna che lui non cambia e non ti manda a fare in culo! Tientelo stresso, goditelo … ok, forse godere non è la parola giusta visto che racconta di mancati funzionamenti.
Cosa le rispondo a fare che magari ha appena parlato con Emmelle, che magari ha “A message for me”? Spesso mi racconta e mi regala la versione ottimista di Emmelle, quella che io non vedo mai. E’ lei che mi riferisce dei “Serata bellissima” che a volte Lui non dice a me, per non illudermi o per non ferirmi, come se i silenzi e i vuoti non ferissero. Cosa le rispondo a fare? Tanto mi chiederà “Come va con Emmelle?” e io cosa rispondo? Non va. E’ finita prima della Spagna, è finita quel giorno di gelo in pizzeria, quella volta che così tesa e rabbuiata non sono riuscita a finire la mia pizza. Cosa rara che ben rende la portata del dolore. E’ finita quel giorno lì, quando lui ripeteva “Solo amici” e ogni volta che lo ripeteva era come i sparasse un colpo al cuore. Solo amici. Cosa rispondo? Che non ci sentiamo più? Che è uno stronzo? Io non voglio rispondere a quella domanda, a nessuna domanda, non voglio ascoltare nessun racconto idilliaco e non è invidia, sono felice per lei (anche se lei non riesco a essere di se stessa) ma non ho forza per gioire delle cose altrui. Sono troppo accartocciata sui miei grigiori.
“La vita mi pare grigia, Lloyd”
“Capita quando le emozioni devono essere ancora tratteggiate, sir”
“E i colori, chi li mette?”
“Nella vita, i colori non si mettono ma accadono, sir”
“Come i fiori su un prato?”
“Come il vino sulla tovaglia, sir”
“L'importante è non aver paura di macchiarsi. Vero, Lloyd?”
“Di colorarsi, sir. Di colorarsi…”
Vuoi fare la poetessa piena di perle di saggezza? Va bene.
Vuoi andartene con quell'alone di misterioso fascino intellettual-radical-chic? Va tutto bene, basta che te ne vai.
Basta che ti allontani e non ti fai venire in mente, questa sera, rientrando dai monti. Soffoca qualsiasi proposta tipo “Posso salire per un bicchiere d’acqua” come chiedeva sempre lui. Cancella, dimentica, erase. Tu sei creativa, sei fantasiosa, hai mille idee, mille soluzioni. Tu puoi fare qualsiasi cosa … lo sai … ed è una bella cosa, è una bella idea romantica quella dei “cu cu” con sorpresa al seguito. Bellissima! Ma … usala per un cazzo di uomo che ti caghi! Non usarla per Emmelle, no, no e ancora no.
Se ti fa soffrire mangia, ma non fare proposte o inviti. Davvero, onestamente, meglio obesa con ancora un filo di dignità, che magra ma dipendente da stupide relazioni inconcludenti.
MANGIA, ingozzati, soffoca di cibo qualsiasi desiderio o idea.
E giustamente, all'apice della malincoNoia chiama Lei, la nostra cupida. Lei che potrebbe semplicemente godersi l’uomo che ha vicino e invece complica tutto. Lei che potrebbe stare tranquilla, rasserenarsi e invece versa inutili fiumi di lacrime e inventa scenari apocalittici che non si realizzano e sfumano come il contouring del viso. Lei, che a volte ci ha aiutato, a volta l’ha ricacciato a me dopo averlo ripulito dalla paranoie. Lei che però dice “Lascia stare”. Cosa le rispondo a fare? Per ascoltare il racconto della sua vacanza perfetta a due contro la sua solita nefasta previsione? Almeno raccontasse cose belle senza aggiungere “tanto non durerà, tanto lui non cambia”. Ma per fortuna che lui non cambia e non ti manda a fare in culo! Tientelo stresso, goditelo … ok, forse godere non è la parola giusta visto che racconta di mancati funzionamenti.
Cosa le rispondo a fare che magari ha appena parlato con Emmelle, che magari ha “A message for me”? Spesso mi racconta e mi regala la versione ottimista di Emmelle, quella che io non vedo mai. E’ lei che mi riferisce dei “Serata bellissima” che a volte Lui non dice a me, per non illudermi o per non ferirmi, come se i silenzi e i vuoti non ferissero. Cosa le rispondo a fare? Tanto mi chiederà “Come va con Emmelle?” e io cosa rispondo? Non va. E’ finita prima della Spagna, è finita quel giorno di gelo in pizzeria, quella volta che così tesa e rabbuiata non sono riuscita a finire la mia pizza. Cosa rara che ben rende la portata del dolore. E’ finita quel giorno lì, quando lui ripeteva “Solo amici” e ogni volta che lo ripeteva era come i sparasse un colpo al cuore. Solo amici. Cosa rispondo? Che non ci sentiamo più? Che è uno stronzo? Io non voglio rispondere a quella domanda, a nessuna domanda, non voglio ascoltare nessun racconto idilliaco e non è invidia, sono felice per lei (anche se lei non riesco a essere di se stessa) ma non ho forza per gioire delle cose altrui. Sono troppo accartocciata sui miei grigiori.
“La vita mi pare grigia, Lloyd”
“Capita quando le emozioni devono essere ancora tratteggiate, sir”
“E i colori, chi li mette?”
“Nella vita, i colori non si mettono ma accadono, sir”
“Come i fiori su un prato?”
“Come il vino sulla tovaglia, sir”
“L'importante è non aver paura di macchiarsi. Vero, Lloyd?”
“Di colorarsi, sir. Di colorarsi…”
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