Un qualsiasi fiore di campo
Meglio di giorno, che la notte. La notte sbarello, perdo il lume della ragione, piango e mi dispero.
Di giorno invece è meglio, ci sono le persone, c'è il sole, a volte c'è anche una corsa a dare pace ai miei pensieri.
La notte ci sono solo quei social, quelle foto, quei commenti, quegli accessi e collegamenti. C'è quel delirio che mi prende, lo sconforto che mi assale, tutti i dubbi e le domande a cui non c'è risposta ma soprattutto, a cui non serve risposta.
Eppure era già tutto finito, eppure la mia vita scorreva uguale da mesi, da mesi non programmavo più niente "in funzione" o "sperando che" lui venisse, lui ci fosse. Era già fuori ...
Quindi cosa importa se adesso stringe con quel suo modo speciale, i fianchi di un'altra donna. Cosa importa se desidera un'altra mano, un'altro seno, labbra nuove, giovani? Non importa. Dovrei capire cosa mi addolora veramente: la mancanza di onestà? L'idea di aver fallito un'altro volta? Ingiusto parlare di fallimento, bisognerebbe parlare di strada seguita, di esperienze fatte, tutto sempre vero ma terribilmente doloroso.
E' che non sento più "mio" nessun posto. Quanto mi piaceva scendere a Roma, fare quella vita zingara. Mi mancano quegli hotel, mi manca quella adrenalina dell'incontro. Mi piaceva vivere così, resto ferma sulle mi convinzioni errate, di rifiutare la convivenza. Questo insieme di parole e pensieri non servono a un cazzo, non hanno un cazzo di valore. La sera partorisco i pensieri peggiori, scriverli la mattina è solo un prolungare un dolore fortissimo. Lo sento davvero male al cuore, la sera prima di addormentarmi.
Ho poi una voglia di andare dalla Betta e urlarle quello che è success. Eppure è un anno che non mi parla, mi ignora, non mi rivolge parola. Mi direbbe quello che dicono tutti "Sai quante ne avute" o "cosa credevi?". Cazzo avevano proprio ragione e io a difenderlo, a proteggere quell'amore che sembrava un fiore così raro. Invece era un qualsiasi fiore di campo, uno qualsiasi che trovi nei prati, nè più, nè più profumato, anzi morente da mesi. Ma io lì, a curarlo, concimarlo, a pensare fosse speciale.
Dicevo che non sento nessun posto come "mio". Sentivo di avere qualcosa a Roma, adoravo quella città. adoravo quel clima, quelle mani che mi teneva stretta passeggiando. Anche a poter scegliere di andare dove vorrei, non saprei dove andare. A Roma? a piangere, a ricordare e peggio ancora a fantasticare sulla loro bella primavera. Sai quanto si saranno goduti la primavera quei due innamorati? e l'estate? e la francia? Sai quanta gioia gli avrà portato questo inizio, mentre io marcivo nei dubbi, nei rimorsi, nei tentennamenti? Quindi Roma non è il posto giusto, così come il Gran Sasso ... Che poi il problema non è DOVE ma con chi. Ovunque decidessi di andare sarei sola. LA mia vita costellata di comparse, di persone che entrano ed escono. Che ci sono per brevi periodi e poi svaniscono.
Dove sei adesso? Non ti colleghi da giovedì scorso, sei ancora in gran sasso? Sei sparito in sicilia? Dove cazzo sei? Vorrei chiamarti e chiederti "Come stai?". Sono ancora così ingenua da pensare che tu possa rispondermi onestamente, fosse anche un "Sono felice con lei". Sarebbe già bello, sapere che hai smesso di raccontare bugie. Perchè mi hai raccontato tutte quelle balle?
Sono così importanti quei vestiti scollati, sono così belli quegli occhi truccati?
Forse ti fa ridere anche più di me ... adesso è giorno. Adesso chiudiamo il cassetto dei pensieri orribili e lasciamoci sorprendere, lasciamo che la giornata segua il suo corso. Forse c'è qualche novità per me, Forse un giorno senza stalcheraggio pesante, senza seguire tracce che non ci sono. Forse una sera senza pensieri orribili. Forse quella telefonata che vorrei farti, anche se mi dico che TU, telefonate per sapere come stavo non ne hai fatte. NESSUNA. NESSUNA cazzo di telefonata per sapere come stavo! Di come cazzo stavo IO non te ne frega niente. E sono passati altri 12 giorni ... non dovrei chiamarti, lo so. Devo pensare a cosa mi fa bene, pensare solo a cosa mi fa bene e in quale posto potrei sentirmi un po più "a casa".
Non sento un posto mio, non ho un desiderio, non ho un progetto, una speranza. Sento questo grande vuoto che fa bene, che alla fine farà lo spazio necessario perché arrivi qualcosa di veramente nuovo.
Avanti con il giorno, basta seghe mentali.
Di giorno invece è meglio, ci sono le persone, c'è il sole, a volte c'è anche una corsa a dare pace ai miei pensieri.
La notte ci sono solo quei social, quelle foto, quei commenti, quegli accessi e collegamenti. C'è quel delirio che mi prende, lo sconforto che mi assale, tutti i dubbi e le domande a cui non c'è risposta ma soprattutto, a cui non serve risposta.
Eppure era già tutto finito, eppure la mia vita scorreva uguale da mesi, da mesi non programmavo più niente "in funzione" o "sperando che" lui venisse, lui ci fosse. Era già fuori ...
Quindi cosa importa se adesso stringe con quel suo modo speciale, i fianchi di un'altra donna. Cosa importa se desidera un'altra mano, un'altro seno, labbra nuove, giovani? Non importa. Dovrei capire cosa mi addolora veramente: la mancanza di onestà? L'idea di aver fallito un'altro volta? Ingiusto parlare di fallimento, bisognerebbe parlare di strada seguita, di esperienze fatte, tutto sempre vero ma terribilmente doloroso.
E' che non sento più "mio" nessun posto. Quanto mi piaceva scendere a Roma, fare quella vita zingara. Mi mancano quegli hotel, mi manca quella adrenalina dell'incontro. Mi piaceva vivere così, resto ferma sulle mi convinzioni errate, di rifiutare la convivenza. Questo insieme di parole e pensieri non servono a un cazzo, non hanno un cazzo di valore. La sera partorisco i pensieri peggiori, scriverli la mattina è solo un prolungare un dolore fortissimo. Lo sento davvero male al cuore, la sera prima di addormentarmi.
Ho poi una voglia di andare dalla Betta e urlarle quello che è success. Eppure è un anno che non mi parla, mi ignora, non mi rivolge parola. Mi direbbe quello che dicono tutti "Sai quante ne avute" o "cosa credevi?". Cazzo avevano proprio ragione e io a difenderlo, a proteggere quell'amore che sembrava un fiore così raro. Invece era un qualsiasi fiore di campo, uno qualsiasi che trovi nei prati, nè più, nè più profumato, anzi morente da mesi. Ma io lì, a curarlo, concimarlo, a pensare fosse speciale.
Dicevo che non sento nessun posto come "mio". Sentivo di avere qualcosa a Roma, adoravo quella città. adoravo quel clima, quelle mani che mi teneva stretta passeggiando. Anche a poter scegliere di andare dove vorrei, non saprei dove andare. A Roma? a piangere, a ricordare e peggio ancora a fantasticare sulla loro bella primavera. Sai quanto si saranno goduti la primavera quei due innamorati? e l'estate? e la francia? Sai quanta gioia gli avrà portato questo inizio, mentre io marcivo nei dubbi, nei rimorsi, nei tentennamenti? Quindi Roma non è il posto giusto, così come il Gran Sasso ... Che poi il problema non è DOVE ma con chi. Ovunque decidessi di andare sarei sola. LA mia vita costellata di comparse, di persone che entrano ed escono. Che ci sono per brevi periodi e poi svaniscono.
Dove sei adesso? Non ti colleghi da giovedì scorso, sei ancora in gran sasso? Sei sparito in sicilia? Dove cazzo sei? Vorrei chiamarti e chiederti "Come stai?". Sono ancora così ingenua da pensare che tu possa rispondermi onestamente, fosse anche un "Sono felice con lei". Sarebbe già bello, sapere che hai smesso di raccontare bugie. Perchè mi hai raccontato tutte quelle balle?
Sono così importanti quei vestiti scollati, sono così belli quegli occhi truccati?
Forse ti fa ridere anche più di me ... adesso è giorno. Adesso chiudiamo il cassetto dei pensieri orribili e lasciamoci sorprendere, lasciamo che la giornata segua il suo corso. Forse c'è qualche novità per me, Forse un giorno senza stalcheraggio pesante, senza seguire tracce che non ci sono. Forse una sera senza pensieri orribili. Forse quella telefonata che vorrei farti, anche se mi dico che TU, telefonate per sapere come stavo non ne hai fatte. NESSUNA. NESSUNA cazzo di telefonata per sapere come stavo! Di come cazzo stavo IO non te ne frega niente. E sono passati altri 12 giorni ... non dovrei chiamarti, lo so. Devo pensare a cosa mi fa bene, pensare solo a cosa mi fa bene e in quale posto potrei sentirmi un po più "a casa".
Non sento un posto mio, non ho un desiderio, non ho un progetto, una speranza. Sento questo grande vuoto che fa bene, che alla fine farà lo spazio necessario perché arrivi qualcosa di veramente nuovo.
Avanti con il giorno, basta seghe mentali.
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