Telefonata esemplare - Sfogo 1
L'ho chiamato: una telefonata esemplare!
Era normalissimo, domandava, rideva, disinvolto, avrà fatto un corso all'actor studio?
Domando del a GS, dice "da non crederci, non ho ancora scalato, manco una via". Tesoro non so qui per la tua frustrazione alpinistica.
Domando della Francia, conferma che è stato in trasferta, chiedo come è andata. Attacca a parlare del problema del cliente. Vuole proprio non parlare della cosa. Con voce tranquilla e calma domando "eri Solo?". Silenzio. Colpito e affondato. Risponde "Ehh" seguito da un'altro lungo silenzio. E' il mio momento, sono calma, lucida, uso la voce più dolce che ho, voglio che esca tutto l'amore che ho per lui ma anche la delusione, il rammarico. Gli dico che bastava dirlo, che non abbiamo nessuno legame, bastava dirmi che non era più interessato a me. Argomento senza essere offensiva, senza tirare in ballo lei, senza giudicarlo. Mi sforzo e credo anche di esserci riuscita. Ripete "hai ragione" ad ogni mio silenzio. Dico tutto quello che sento, chiedendo cosa non andava bene, se ero io, se era la distanza, ma senza dilungarmi, non ha più importanza, quello che mi importa veramente ora è di dimostrare come io sia un essere superiore, una donna che non ti fa nessuna scenata, ti dice quello che deve e ti ignora per il resto dei tuoi giorni. So di avere ragione, di meritare rispetto e onestà e infine ti dico sussurrando quanto ci ha creduto.
Cerco di chiudere la telefonata, ho detto tutto. Saluto e mi ferma "Aspetta-aspetta-aspetta".
Lunghi silenzi, ma non ho fretta. Voglio proprio ascoltarlo, voglie sentire bene le sue parole.
Che arrivano intervallate sempre da un "hai ragione avrei dovuto dirtelo". Ripete che deve prendersi tempo per pensare, per capire cosa vuole dalla vita, per stare da solo.
Rido. Mi sente e tenta di giustificarsi "non è come sembra, ma è comprensibile che tu rida"
Ammucchia frasi prive di senso, gli ricordo le sue parole, chiedo se ho capito male, no, le ha dette e le vorrebbe fare. Voleva veramente venire da me e spiegarmi parlare. Gli dico che sono scuse, che bastava una telefonata. Una telefonata era molto meglio che scoprirlo mettendo insieme indizi sui social.
"Hai ragione"
Buona fortuna ragazzo.
Ti ho cancellato da tutto.
Sto male ma passerà.
Lunedì archivio tutte le foto, tutte via. Devi sparire, non devi più esistere.
Era normalissimo, domandava, rideva, disinvolto, avrà fatto un corso all'actor studio?
Domando del a GS, dice "da non crederci, non ho ancora scalato, manco una via". Tesoro non so qui per la tua frustrazione alpinistica.
Domando della Francia, conferma che è stato in trasferta, chiedo come è andata. Attacca a parlare del problema del cliente. Vuole proprio non parlare della cosa. Con voce tranquilla e calma domando "eri Solo?". Silenzio. Colpito e affondato. Risponde "Ehh" seguito da un'altro lungo silenzio. E' il mio momento, sono calma, lucida, uso la voce più dolce che ho, voglio che esca tutto l'amore che ho per lui ma anche la delusione, il rammarico. Gli dico che bastava dirlo, che non abbiamo nessuno legame, bastava dirmi che non era più interessato a me. Argomento senza essere offensiva, senza tirare in ballo lei, senza giudicarlo. Mi sforzo e credo anche di esserci riuscita. Ripete "hai ragione" ad ogni mio silenzio. Dico tutto quello che sento, chiedendo cosa non andava bene, se ero io, se era la distanza, ma senza dilungarmi, non ha più importanza, quello che mi importa veramente ora è di dimostrare come io sia un essere superiore, una donna che non ti fa nessuna scenata, ti dice quello che deve e ti ignora per il resto dei tuoi giorni. So di avere ragione, di meritare rispetto e onestà e infine ti dico sussurrando quanto ci ha creduto.
Cerco di chiudere la telefonata, ho detto tutto. Saluto e mi ferma "Aspetta-aspetta-aspetta".
Lunghi silenzi, ma non ho fretta. Voglio proprio ascoltarlo, voglie sentire bene le sue parole.
Che arrivano intervallate sempre da un "hai ragione avrei dovuto dirtelo". Ripete che deve prendersi tempo per pensare, per capire cosa vuole dalla vita, per stare da solo.
Rido. Mi sente e tenta di giustificarsi "non è come sembra, ma è comprensibile che tu rida"
Ammucchia frasi prive di senso, gli ricordo le sue parole, chiedo se ho capito male, no, le ha dette e le vorrebbe fare. Voleva veramente venire da me e spiegarmi parlare. Gli dico che sono scuse, che bastava una telefonata. Una telefonata era molto meglio che scoprirlo mettendo insieme indizi sui social.
"Hai ragione"
Buona fortuna ragazzo.
Ti ho cancellato da tutto.
Sto male ma passerà.
Lunedì archivio tutte le foto, tutte via. Devi sparire, non devi più esistere.
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