più sotto di sottoterra
La vacanza meravigliosa è finita. E io mi sento altrettanto: finita!
I soldi sono finiti, stavolta del tutto. Stavolta si sta a casa, nessun colpo di testa, nessun weekend consolatorio. Ho davanti a me un'estate (se smettesse di nevicare e facesse più di 20 gradi potremmo anche chiamarla estate!) di solitudine e carcere. Ma non è neanche la mancanza di sogni e spostamenti importanti che mi preoccupa. Avrei di che esplorare anche tra i monti qui intorno. Mi pesa di più la vera solitudine nella quale mi sento e mi pare di affondare. Il non avere un amico da chiamare la sera per una birra, per un giro in montagna, per una corsa. E continuo a non distinguere se il mio sia in qualche modo un esilio volontario o reale. Se sono io che non mi da sufficentemente da fare per allargare le amicizie o se si fa realmente fatica a fare nuove amicizie.
Mi ripeto che devo stare con quello che c'e' ... e Romeo non c'e'. Come previsto la vacanza da favola non ha che confermato il nostro ottimo menage, il feeling e il menage più o meno quotidiano. Certo fare di tutte le vacanze è un fascio potrebbe essere un errore. Ma io me le ricordo le vacanze di merda con il padre di mia figlia!!! Da subito erano chiare le ns imcompatiblità su tutti i fronti: destinazione e organizzazione delle ferie, attività, ritmi, sveglie. Tutto era discussione, tanto da farmi interamente passare la voglia di andare in ferie per evitare qualsiasi scocciatura o frizione. Ma questo è il passato ...
Il futuro meglio non pensarci proprio, ma il presente? Cosa c'e' nel presente? Niente! non c'e' Romeo, lui è futuribile, lui è schedulazione, un programma a lunghissima scadenza pieno di incognite e privo di certezze. Non c'e' un corso, un hobbies, una attività che posso tenermi occupata, introdurmi in nuovi ambienti, mostrarmi altri punti di vista. Ma io non ho tempo libero da tenere occupato. Io ho una sola serata a settimana e obbligare le poche conoscenze che ho a vedersi sempre e solo il martedì mi genera un senso di colpa e inadeguatezza ... se poi aggiungo che il martedì dovrei correre e che questo mi "libera" non prima delle 20.30 ecco precluse le poche possibilità. Comunque sia, mi sento (o sono) sola.
La vacanza mi ha regalato serenità, risate, amore, panorami. Le vacanze dovrebbe essere sempre così: panorami nuovi, attività e movimento all'aria aperta, ridere e fare l'amore. Tutti i giorni, giorno dopo giorno, dall'inizio alla fine, senza interruzioni. E così è stato ... dopo anni di lacrime e fatiche è stata una vacanza "facile". Salite riuscite, meteo splendido, location fantastica, nessun problema logistico nonostante il mio impegno a dimenticare a casa biglietti, passaporto e carta di credito! Un genio ... un chiaro cenno di esaurimento nervoso.
Ma questa vacanza dovrebbe insegnarmi che forse non dovrei aspirare ad avere solo vacanze così. Forse si può vivere così sempre. Certo non sempre così al top, non sempre con panorami nuovi e intesa perfetta. Però con serenità, con la condivisione di larghe vedute, come va di moda adesso: le larghe intese! Sono triste. Sono partita triste e sono rientrata triste pur transitando dal paradiso.
E oggi mi sono sfondata di cibo come non capitava da tanto tempo. La pancia mi tira. Ho mangiato con grande avidità, senza un attimo di tregua. Cibo, cibo, cibo. Il solo piacere di avere la bocca piena e prima ancora di buttare giù il boccone mettere altro cibo. Quel vuoto che è dentro di me, non dentro la mia bocca. Ora piango con la pancia che tira, ora riguardo le poche (ma già troppe!!) foto di me durante la vacanza: un maiale grosso e gonfio. Una cosa orrenda, inuardabile. Un doppio mento, una tripla balza sulla panza e via così d'abbondanza e grasso. Qualche volta mi domando veramente se sono dimagrita o se è per finta?? almeno questi 5-6 kg non dovrebbero vedersi?? niente ... La prossima settima c'e' la dietista. Prima delle vacanze ero abbastanza felice, avevo perso qualche grammo. Oggi la collega mi ha fulminato con un "ti sei abbuffata in vacanza? guarda che panza??". Mi sarei uccisa subito, lì davanti a lei. Con il cutter o l'apri lettere conficcato nella giugolare. Sarei morta felice, sporcando la moquette dell'ufficio generando panico tra i nuovi addetti filippini delle pulizie. Sarebbe stato bellissimo.
Comunque non mollo e spero ancora di scendere sotto gli 80 kg per la prossima settimana, per la pesata dalla dietista. Certo abbuffandomi non è realistico pensare a un dimagrimento. La voglia di correre poi è a sua volta più sotto di sottoterra, però chissà ... le verdure le ho comprate e sono in frigorifero. Fa abbastanza freddo da desiderare delle belle zuppette serali ... chissà che il miracolo.
Comunque sono triste. Piango tanto e spesso. Stanotte ho dormito abbastanza bene. Erano solo 4 ore ma di qualità. Sabato notte invece mi sono svegliata alle 3 e la testa ha macinato pensieri sfigati e deprimenti fino alle 7 di mattina. Quando mi hanno svegliato alle 8 non riuscivo a tenere gli occhi aperti, mi sentivo distrutta, stanca, senza forze. Qualche volta mi domando se mia figlia legga la tristezza e l'angoscia nei miei occhi. Non lo so ... Non so se legge le mie insicurezze, la mia costante ricerca di vivere e non sopravvivere, non standardizzarmi agli altri. Cercare di restare viva e provare emozioni, sensazioni, stare bene. Che poi cerco sempre di stare bene e finisco spesso per stare male! Forse dovrei omologoarmi e farla finita. Quando sto con lei mi sento tranquilla, ridiamo, giochiamo, dimentico tutto il resto anche per molte ore di fila. Con lei mi sento felice, sollevata, contagiata dal suo sguardo curioso sulla vita e sulle cose. E' così bella ... nella mente si affacciano in un secondo pensieri di preoccupazione se le dovesse capitare qualcosa, sul ns futuro, economico, lavorativo, abitativo. Sento il peso delle mie decisioni, sento di non darla una famiglia, sento di non poterle insegnare l'affetto, l'amore, la vita di coppia. Non le darò quei riferimenti che potranno fare di lei una donna felicemente accoppiata.
E piango, piango su questo e su mille altre vere o presunte tragedie personali.
Devo lasciare Romeo. Devo lasciarlo e fare pace con me stessa prima ancora che con il resto del mondo.
I soldi sono finiti, stavolta del tutto. Stavolta si sta a casa, nessun colpo di testa, nessun weekend consolatorio. Ho davanti a me un'estate (se smettesse di nevicare e facesse più di 20 gradi potremmo anche chiamarla estate!) di solitudine e carcere. Ma non è neanche la mancanza di sogni e spostamenti importanti che mi preoccupa. Avrei di che esplorare anche tra i monti qui intorno. Mi pesa di più la vera solitudine nella quale mi sento e mi pare di affondare. Il non avere un amico da chiamare la sera per una birra, per un giro in montagna, per una corsa. E continuo a non distinguere se il mio sia in qualche modo un esilio volontario o reale. Se sono io che non mi da sufficentemente da fare per allargare le amicizie o se si fa realmente fatica a fare nuove amicizie.
Mi ripeto che devo stare con quello che c'e' ... e Romeo non c'e'. Come previsto la vacanza da favola non ha che confermato il nostro ottimo menage, il feeling e il menage più o meno quotidiano. Certo fare di tutte le vacanze è un fascio potrebbe essere un errore. Ma io me le ricordo le vacanze di merda con il padre di mia figlia!!! Da subito erano chiare le ns imcompatiblità su tutti i fronti: destinazione e organizzazione delle ferie, attività, ritmi, sveglie. Tutto era discussione, tanto da farmi interamente passare la voglia di andare in ferie per evitare qualsiasi scocciatura o frizione. Ma questo è il passato ...
Il futuro meglio non pensarci proprio, ma il presente? Cosa c'e' nel presente? Niente! non c'e' Romeo, lui è futuribile, lui è schedulazione, un programma a lunghissima scadenza pieno di incognite e privo di certezze. Non c'e' un corso, un hobbies, una attività che posso tenermi occupata, introdurmi in nuovi ambienti, mostrarmi altri punti di vista. Ma io non ho tempo libero da tenere occupato. Io ho una sola serata a settimana e obbligare le poche conoscenze che ho a vedersi sempre e solo il martedì mi genera un senso di colpa e inadeguatezza ... se poi aggiungo che il martedì dovrei correre e che questo mi "libera" non prima delle 20.30 ecco precluse le poche possibilità. Comunque sia, mi sento (o sono) sola.
La vacanza mi ha regalato serenità, risate, amore, panorami. Le vacanze dovrebbe essere sempre così: panorami nuovi, attività e movimento all'aria aperta, ridere e fare l'amore. Tutti i giorni, giorno dopo giorno, dall'inizio alla fine, senza interruzioni. E così è stato ... dopo anni di lacrime e fatiche è stata una vacanza "facile". Salite riuscite, meteo splendido, location fantastica, nessun problema logistico nonostante il mio impegno a dimenticare a casa biglietti, passaporto e carta di credito! Un genio ... un chiaro cenno di esaurimento nervoso.
Ma questa vacanza dovrebbe insegnarmi che forse non dovrei aspirare ad avere solo vacanze così. Forse si può vivere così sempre. Certo non sempre così al top, non sempre con panorami nuovi e intesa perfetta. Però con serenità, con la condivisione di larghe vedute, come va di moda adesso: le larghe intese! Sono triste. Sono partita triste e sono rientrata triste pur transitando dal paradiso.
E oggi mi sono sfondata di cibo come non capitava da tanto tempo. La pancia mi tira. Ho mangiato con grande avidità, senza un attimo di tregua. Cibo, cibo, cibo. Il solo piacere di avere la bocca piena e prima ancora di buttare giù il boccone mettere altro cibo. Quel vuoto che è dentro di me, non dentro la mia bocca. Ora piango con la pancia che tira, ora riguardo le poche (ma già troppe!!) foto di me durante la vacanza: un maiale grosso e gonfio. Una cosa orrenda, inuardabile. Un doppio mento, una tripla balza sulla panza e via così d'abbondanza e grasso. Qualche volta mi domando veramente se sono dimagrita o se è per finta?? almeno questi 5-6 kg non dovrebbero vedersi?? niente ... La prossima settima c'e' la dietista. Prima delle vacanze ero abbastanza felice, avevo perso qualche grammo. Oggi la collega mi ha fulminato con un "ti sei abbuffata in vacanza? guarda che panza??". Mi sarei uccisa subito, lì davanti a lei. Con il cutter o l'apri lettere conficcato nella giugolare. Sarei morta felice, sporcando la moquette dell'ufficio generando panico tra i nuovi addetti filippini delle pulizie. Sarebbe stato bellissimo.
Comunque non mollo e spero ancora di scendere sotto gli 80 kg per la prossima settimana, per la pesata dalla dietista. Certo abbuffandomi non è realistico pensare a un dimagrimento. La voglia di correre poi è a sua volta più sotto di sottoterra, però chissà ... le verdure le ho comprate e sono in frigorifero. Fa abbastanza freddo da desiderare delle belle zuppette serali ... chissà che il miracolo.
Comunque sono triste. Piango tanto e spesso. Stanotte ho dormito abbastanza bene. Erano solo 4 ore ma di qualità. Sabato notte invece mi sono svegliata alle 3 e la testa ha macinato pensieri sfigati e deprimenti fino alle 7 di mattina. Quando mi hanno svegliato alle 8 non riuscivo a tenere gli occhi aperti, mi sentivo distrutta, stanca, senza forze. Qualche volta mi domando se mia figlia legga la tristezza e l'angoscia nei miei occhi. Non lo so ... Non so se legge le mie insicurezze, la mia costante ricerca di vivere e non sopravvivere, non standardizzarmi agli altri. Cercare di restare viva e provare emozioni, sensazioni, stare bene. Che poi cerco sempre di stare bene e finisco spesso per stare male! Forse dovrei omologoarmi e farla finita. Quando sto con lei mi sento tranquilla, ridiamo, giochiamo, dimentico tutto il resto anche per molte ore di fila. Con lei mi sento felice, sollevata, contagiata dal suo sguardo curioso sulla vita e sulle cose. E' così bella ... nella mente si affacciano in un secondo pensieri di preoccupazione se le dovesse capitare qualcosa, sul ns futuro, economico, lavorativo, abitativo. Sento il peso delle mie decisioni, sento di non darla una famiglia, sento di non poterle insegnare l'affetto, l'amore, la vita di coppia. Non le darò quei riferimenti che potranno fare di lei una donna felicemente accoppiata.
E piango, piango su questo e su mille altre vere o presunte tragedie personali.
Devo lasciare Romeo. Devo lasciarlo e fare pace con me stessa prima ancora che con il resto del mondo.
Commenti