Ferrata Monte Roen

Era quello che cercavo: una lunga camminata senza dislivello eccessivo e una ferratina semplice per mettere mano alla roccia. Il dislivello non era eccessivo, ma lo sviluppo lungo e lo pensavo più semplice, più "veloce". Abbiamo impiegato 2 ore abbondanti per giungere alla ferrata. Il mio scarso allenamento e il peso in eccesso non mi hanno aiutato per niente! Ho sofferto e sudato sotto il primo caldo sole dell'estate.
La ferrata era semplice e divertente. L'ho salita quasi tutta slegata usando mani e piedi come meglio potevo. Non era scalare, ma cercavo di spingere sui piedi, di non tirare, di non toccare la corda d'acciaio. Non dico la mia csocia come saliva!!! Orrenda da vedere oltre che molto faticoso. Come sempre per me l'obiettivo non è solo arrivare o salire, non sono in lotta con la montagna e con la roccia, io voglio godermela la roccia, la salita e purtroppo anche la fatica. Lei saliva tirando il cavo che teneva sempre in mezzo alle gambe. Tirava con le braccia puntellando i piedi alla parete. Invano il tentativo di conversione all'utilizzo dei piedi sulla roccia, delle braccia come sostegno all'equilibrio o in opposizione. "Così uso un po le braccia". Il mondo è sempre bello perchè è vario, però da vedere è proprio brutta ed è ovvio che alla prima ferrata un po impegnativa non riesca a salire .... non si sale così.
Arrivate in cima il panorama era splendido, spaziava da est a ovest, peccato non conoscere perfettamente le vette, specialmente il versante ovest. Studierò ...
Discesa lunga, ma con chiacchiere e a passo spedito per ridurre la durata della sofferenza.
Finale in svacco con 3 giri di spritz, pizza, focaccie, salatini. Insomma ho recuperato tutte le calorie perse. L'alcol gonfia. Gonfia maledettamente e tutti i vestiti stringono.

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